
Venti artisti, venti borghi, venti regioni. Inaugurata il 20 giugno, la settima edizione di Una Boccata d’Arte taglia un traguardo storico: con gli interventi del 2026, il progetto diffuso ideato nel 2020 da Marina Nissim, Presidente di Fondazione Elpis, raggiunge quota 140 installazioni complessive dall’inizio della sua storia.
Fino al 4 ottobre, piccoli centri italiani sotto i 5.000 abitanti – spesso estranei ai circuiti del turismo di massa e dell’arte contemporanea – diventeranno il palcoscenico di una delle manifestazioni culturali più estese e capillari del Paese. Non si tratta di una semplice mostra a cielo aperto, ma di un vero e proprio cambio di paradigma: il passaggio dall’evento temporaneo a una pratica di permanenza e relazione continuativa con i territori.
Il Metodo Elpis: Ascolto, Residenza e Condivisione

Il cuore del progetto risiede nel match tra l’artista e il borgo. Ogni intervento nasce infatti da un periodo di residenza in cui i creativi si immergono nella vita locale, dialogando con abitanti, artigiani, amministrazioni e associazioni. Quest’anno la Fondazione Elpis ridefinisce il proprio sistema di lavoro attorno ai temi della ricerca e della relazione, coordinando il progetto nazionale insieme alle attività della Villa, della Lavanderia e dell’Atelier Elpis.
Il risultato è una mappatura che genera anche opere permanenti: ad oggi sono oltre quaranta i lavori acquisiti o adottati dai Comuni, visitabili tutto l’anno e valorizzati nel tempo. Ne è un esempio la recente donazione dell’opera MMMMMMM KM di Vaste Programme al TAM di Matera, avvenuta il 27 marzo 2026. Un successo che ha spinto sempre più Comuni a candidarsi spontaneamente per entrare a far parte di questa rete.
Tra Ecologia, Ferite del Paesaggio e Miti Ritrovati

Gli interventi del 2026 affrontano temi cruciali come l’ecologia, la coesistenza tra specie e la memoria collettiva. Il tema dell’acqua e della fragilità ambientale emerge con forza in Toscana, a Palazzuolo sul Senio (FI), dove Lara Dâmaso risponde alla distruzione del ponte locale causata dalla piena del 2023 con due sculture sonore che dialogano tra le sponde opposte del fiume. A Fontainemore (AO), in Valle d’Aosta, Enea Toldo utilizza il vetro borosilicato per evidenziare i mutamenti climatici che minacciano le risorse idriche e alpine del borgo.
In Lombardia, a Cornovecchio (LO), Anouk Tschanz adotta lo sguardo dell’entomologa per fotografare la biodiversità invisibile della Pianura Padana. Nelle Marche, invece, il mito pre-romano della Dea Cupra rinasce a Cupra Marittima (AP) grazie a Maja Escher, che ha coinvolto bambini e anziani nella creazione di formelle in terracotta per un altare diffuso.
Partecipazione e “Nostalgia Radicale” nelle Piazze Italiane

La dimensione comunitaria diventa un dispositivo performativo in molte regioni. A Trivento (CB), in Molise, Angelo Leonardo unisce i culti di Diana alla festa della Maiella, innalzando una tenda nomade ispirata ai rifugi della transumanza.
In Campania, a Cusano Mutri (BN), Rebecca Moccia propone il concetto di “Nostalgia Radicale”, una riflessione critica sullo spopolamento dei piccoli centri e sui modelli di progresso moderni.
I rituali condivisi si fanno carne anche a Monteleone Rocca Doria (SS), in Sardegna, dove l’artista Ilare celebra il solstizio d’estate con un’architettura effimera e comunitaria, e a Cellino Attanasio (TE), in Abruzzo, dove Alice Minervini reinterpreta le tradizioni femminili marginalizzate attraverso l’ironia e una bambola ispirata alla “pupa abruzzese”.
Il Suono del Territorio e le Visioni Speculative

Il suono si conferma uno strumento centrale di percezione in questa edizione, grazie anche alla riconfermata collaborazione con Threes Productions.
A Ischitella (FG), in Puglia, Enrico Malatesta mappa acusticamente il territorio invitando i visitatori al rallentamento, mentre a Lugo di Vicenza (VI), in Veneto, Renato Grieco firma una scultura performativa che rielabora la memoria della cartiera locale e il suono del campanile.
Non mancano le narrazioni speculative: a Ficulle (TR), in Umbria, Abdel Karim Ougri installa un finto relitto extraterrestre nel borgo per attivare una metafora fantascientifica sulle migrazioni nel Mediterraneo; ad Avigliana (TO), in Piemonte, le creature ibride di Andrea Ferrero usano il grottesco e il gioco nei giardini del Castello per rinegoziare l’idea di autorità e potere.
Info utili per il pubblico: La mappa interattiva completa, i dettagli sui 20 borghi coinvolti e gli approfondimenti su tutte le opere sono disponibili sul sito ufficiale del progetto: www.unaboccatadarte.it. È possibile richiedere informazioni via mail a info@unaboccatadarte.it.
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