Martedì 4 Agosto 2026 - Anno XXIV

Sulla Strada Regia delle Calabrie: ultimo tratto tra storia, grotte sotterranee e antiche taverne

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Dall’Epitaffio di Ferdinando IV alle spettacolari Grotte di Pertosa-Auletta, fino alla maestosa Certosa di Padula. L’ultima puntata del nostro reportage lungo la Strada Regia delle Calabrie ci porta alla scoperta di un Sud ricco di miti, leggende, eroi e sapori antichi.

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Località Duchessa – a ricordo del passaggio di Giuseppe Garibaldi (ph. © emilio dati – mondointasca.it)

Lasciata Salerno, imbocchiamo l’autostrada E45, direzione sud, fino all’uscita per Campagna. Dalla SP 38, seguendo le indicazioni per Serre, incrociamo la SS 19, sempre la vecchia strada per le Calabrie, per documentare l’Epitaffio di Ferdinando IV di Borbone del 1779, nella frazione di Pagliarone di Serre (GPS 40°35’42.61″N 15°7’20.74″E). 
Dopo questa veloce sosta raggiungiamo la frazione di Postiglione dov’è l’antica Taverna della Duchessa. A questa importante osteria lungo la Strada Regia era annessa la stazione di posta che poteva dare ricovero anche a carrozze e cavalli.

Oggi, l’ex osteria è stata ristrutturata e trasformata in un accogliente B&B gestito dal giovane Francesco Di Poto. L’attuale struttura, ieri come oggi, è ancora immersa in un contesto bucolico per la presenza della verdeggiante natura che colma l’intero paesaggio. 
Poco discosto, un cippo ricorda che in quei luoghi, il 6 settembre 1860, passò Giuseppe Garibaldi e i suoi Mille i quali, quasi certamente, fecero sosta presso la Taverna della Duchessa. 

Le sfide del Passo dello Scorzo: dai buoi ai Panzer tedeschi
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Tratto originario del sentiero borbonico (ph. © emilio dati – mondointasca.it)

In prossimità della località Scorzo, una frazione di Sicignano degli Alburni, riprendiamo ancora una volta la SS 19 per raggiungere Pertosa. Un tempo avremmo dovuto affrontare gli impegnativi tornanti che creavano numerosi problemi a tutti coloro che transitavano su questo itinerario. La memoria storica locale ricorda, infatti, alcuni eventi legati alle modalità messe in atto dai viaggiatori per superare il Passo dello Scorzo.

In quei luoghi era divenuta prassi comune trovare agricoltori disposti, dietro compenso, a trainare carrozza e cavalli oltre il valico utilizzando i loro buoi. I lunghi automezzi, data la scarsa potenza dei camion dell’epoca, optavano invece per un reciproco aiuto: il primo autista, raggiunta la cima, staccava il rimorchio e con la sola motrice scendeva per trainare il collega.

Si ricordano ancora le colonne corazzate dell’esercito tedesco in ripiegamento nell’entroterra, dopo lo sbarco degli alleati sulla costa salernitana nel 1943. In quell’occasione, nell’affrontare in modo errato gli stretti tornanti del valico, due panzer della 16a Panzer-Division precipitarono nella gola sottostante. 
Agli inizi del Novecento, per evitare le indiscusse difficoltà del percorso, si costruì una deviazione che puntava direttamente verso Serre. 

La Salsiccia di Cicerone: una sosta gastronomica con 2000 anni di storia
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La salsiccia di Cicerone (ph. © emilio dati – mondointasca.it)

È così chiamata poiché il famoso console romano, Marco Tullio Cicerone, durante la sua fuga da Roma in quanto esiliato, si fermò evidentemente in questi luoghi e degustò la tradizionale salsiccia decantandone la bontà in una lettera inviata all’amico Attico.

Non possiamo quindi oltrepassare Scorzo senza far sosta presso il ristorante Nonna Adele per degustare la famosa luganega, arrostita alla brace e accompagnata da patate. 

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Ponte romano della Difesa (ph. © emilio dati – mondointasca.it)

Il nostro percorso attraversa ora Zuppino, la frazione più grande di Sicignano degli Alburni, dove notiamo un’antica fontana dalla quale sgorga un forte getto d’acqua. Al contrario dell’abbondante getto, l’acqua del fiume Tanagro, che ha deviato il suo corso, non scorre più sotto il Ponte della Difesa (GPS 40°34’17.0″N 15°22’54.0″E), nel territorio comunale di Auletta.
Costruito dai Romani sull’antica via Popilia, il ponte fu anche testimone del passaggio di Spartaco e dei suoi gladiatori, sconfitti da Crasso nella battaglia del fiume Sele del 71 a.C., dove lo stesso Spartaco trovò la morte.

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Ci troviamo a cospetto della parte ancora integra del ponte, recentemente restaurata, nei pressi di una grande coltivazione di fragole. Sono rimaste solo due arcate e un’unica rampa d’accesso che utilizziamo per salire su questa memoria storica e camminare sulle stesse pietre calpestate dai Romani. 

Grotte di Pertosa-Auletta: l’unico fiume sotterraneo navigabile d’Italia
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Grotte di Pertosa-Auletta (ph. © emilio dati – mondointasca.it)

Sono le uniche grotte in Italia ad avere un fiume sotterraneo navigabile, il Negro. Dall’ampia apertura d’ingresso, la quale a suo tempo ha restituito preziosi reperti di età ellenistica, ha inizio l’imbarco su lunghi battelli. Il nostro Caronte, una guida specializzata, ci fornisce i primi ragguagli sull’ambiente che ci apprestiamo a visitare. Queste iniziali spiegazioni avvengono in contemporanea al governo della barca. Egli, infatti, aggrappandosi a cavi metallici sospesi, spinge la barca a forza di braccia; senza alcun motore, è il metodo più ecologico che si possa usare.

L’estensione complessiva delle grotte, che presentano una temperatura costante di 15 gradi, è di circa tre chilometri che si sviluppano sui diversi rami creati dalle acque. Il breve e silenzioso tragitto in barca termina poco dopo quando siamo costretti a proseguire a piedi. Ha così inizio la nostra conoscenza ravvicinata di questi fenomeni geologici che hanno sempre destato curiosità in ogni visitatore. Tra stretti passaggi, ampie grotte e gocce d’acqua che sentiamo e vediamo cadere, il paesaggio tra stalattiti e stalagmiti è reso ancora più fantastico e misterioso da luci diversamente colorate. 

Il “Bacio nella Roccia” e i rifugi della Seconda Guerra Mondiale
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Grotte di Pertosa-Auletta effetti luminosi (ph. © emilio dati – mondointasca.it)

Tra queste concrezioni rocciose è divenuto un must non perdere Il Bacio nella Roccia: una stalattite ed una stalagmite che stanno per toccarsi! Un evento che non si verificherà molto presto visto che per un centimetro di crescita occorrono solo 100-200 anni! Ma le Grotte di Pertosa-Auletta non sono sempre state mete turistiche. Importanti scoperte archeologiche hanno rilevato la loro lunga frequentazione da parte dell’uomo.

Nel Neolitico i nostri antenati hanno utilizzato il vasto ingresso come riparo ma anche come luogo ove seppellire i defunti; nell’Età del Bronzo, invece, vi hanno abitato su palafitte costruite nelle parti più interne.
Passando da Greci e Romani e arrivando a tempi relativamente più vicini a noi, durante l’ultimo conflitto mondiale gli antri sono serviti come rifugio per gli abitanti delle vicine contrade. 

Il Vallo di Diano: l’ingegneria di Campostrino e il mistero del Lapis Pollae
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Ponte di Campostrino (ph. © emilio dati – mondointasca.it)

Già dalle Grotte di Pertosa eravamo all’interno dell’ampia vallata confinante con la Basilicata. Continuiamo quindi a percorrerla per raggiungere Polla, la nostra prossima tappa. Restiamo, pertanto, sull’antico percorso della Strada Regia che ci porta necessariamente ad affrontare i tornanti di Campostrino
Fu un imponente progetto ingegneristico, commissionato da Ferdinando IV alla fine del 1700, per superare il dislivello esistente tra i due costoni della gola sul cui fondo scorreva (e scorre) il Tanagro.

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Si realizzò una strada con cinque tornanti, sorretti da terrazzamenti in muratura, ed un ponte di settanta metri per collegare i due fronti rocciosi. Purtroppo il re criticò le soluzioni adottate, lamentando l’eccessiva spesa sostenuta per la loro realizzazione. La leggenda racconta che, in seguito a tale giudizio, l’ingegnere progettista Carlo Pollio si sia tolto la vita.

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L’Elogium – blocco di marmo di origine romana (ph. © emilio dati – mondointasca.it)

Arriviamo così a Polla per trovare la famosa Lapis Pollae, un blocco di marmo di epoca romana del II secolo a.C., posizionata sull’antica via Capua-Regium. È inserita in un basamento di epoca fascista, al civico 59 di via dell’Elogium, un nome che fa diretto riferimento ad una delle iscrizioni in latino riportate sul reperto. Tra queste, infatti, vi è l’elogio che il governatore della Sicilia fa a sé stesso per aver riconsegnato ai proprietari degli schiavi evasi e per aver sottratto acri di terreno ai pastori!

A pochi metri di distanza, attira la nostra attenzione una grande fontana in pietra posta dinanzi ad un edificio esteso su due piani. Siamo di fronte alla Taverna del Passo, antica stazione di posta costruita dalla famiglia Villano, feudatari di Polla, dopo il sisma del 1561. Il portale di accesso di questo caseggiato, divenuto ormai proprietà privata, è ancora ornato dallo stemma nobiliare dei Villano, così come ci fa notare il fattore che ci ha accolti all’ingresso. 

Tra fede e maestosità: il Battistero sospeso e la Certosa di Padula
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Battistero di San Giovanni in Fonte (ph. © emilio dati – mondointasca.it)

Il Battistero Paleocristiano di San Giovanni in Fonte, del IV secolo d.C., si erge ai confini tra i comuni di Sala Consilina e di Padula. Quest’antica struttura probabilmente pagana, fu successivamente utilizzata dai Cristiani come fonte battesimale.
La funzione sacramentale era effettuata per immersione nella centrale vasca quadrangolare continuamente colma di acqua sorgiva. 
Di questo edificio sacro restano solo i muri perimetrali, diverse arcate di mattoni e alcune tracce di affreschi: una struttura immersa in uno scenografico contesto dove si ha l’impressione che la chiesa galleggi sull’acqua.

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Certosa di San Lorenzo, chiostro grande (ph. © emilio dati – mondointasca.it)

La Certosa di Padula è un convento fatto costruire nel 1306 da Tommaso Sanseverino, signore di quelle terre. Lo stile architettonico del vasto complesso monastico dedicato a San Lorenzo, è essenzialmente barocco, dopo i numerosi rifacimenti succedutisi negli anni. Cortili, chiostri, chiese, giardini, sale, cappelle sono alcuni degli ambienti che costituiscono questo articolato complesso nel quale si contano ben 350 stanze rendendo di fatto quella di Padula una delle certose più grandi d’Italia.

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Gli elementi più scenografici sono probabilmente costituiti dalla scala a chiocciola che porta alla Biblioteca, dal monumentale scalone ellittico, dal grande chiostro sul quale affaccia la città e dal Refettorio accanto al quale si apre l’ampia cappa che accoglie al suo interno il blocco dei fornelli decorato con mattonelle di Vietri. 

Ultima fermata a Fortino: dove Garibaldi e Pisacane scrissero la storia
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Taverna del Passo – Fontana presso ex stazione di posta (ph. © emilio dati – mondointasca.it)

Finalmente anche noi, alla fine di questo lungo viaggio, ci fermiamo per pranzare in una antica stazione di posta: la Taverna Garibaldi di Fortino, frazione di Casaletto Spartano. Una grande targa all’ingresso ci ricorda che qui fece sosta lo sfortunato Carlo Pisacane, il 29 giugno 1857 prima della tragica conclusione della Spedizione di Sapri. 
La stessa targa ci ricorda che tre anni dopo, il 4 settembre 1860, fu la volta di Garibaldi a sostare in questa locanda dove, secondo le cronache dell’epoca, inviò il telegramma in cui si proclamava dittatore.

Abbiamo percorso appena un terzo dell’intero percorso della Strada Regia delle Calabrie, nata sulla falsa riga della più antica strada romana Capua-Regium. Una via di comunicazione sulla quale hanno transitato re, regine, imperatori, generali, soldati, politici e artisti oltre uomini e donne di ogni estrazione. Una strada che creava ricchezza laddove passava rivitalizzando aree marginali del territorio. Una grande arteria che purtroppo perse il suo flusso rigenerativo nel 1962 con l’inizio della costruzione dell’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria. 

Info Utili & Contatti

🔗 Info Organizzazione del Tour 

  • Progetto Strada Regia: Archeoclub d’Italia (Referente Arch. Luca Esposito) 📞 349 0963060 | ✉️ segreterianazionale@archeoclubitalia.org | 🌐 archeoclubitalia.org
  • Punto Operativo sul Territorio: Agenzia Discover South (I Point Ercolano) 📍 Via Veneto 18, Ercolano | 📞 351 2340240 | 🌐discoversouth.it

Postiglione

  • B&B La Duchessa – Via Duchessa 1 – 334 3874421 – ricevimento su prenotazione

Scorzo

  • Ristorante Nonna Adele – Via Nazionale 41 – 338 4906320

Pertosa

  • Grotte di Pertosa-Auletta – C/da Muraglione 18/20 – 0975 397037 –prenotazioni@fondazionemida.com
  • Albergo-Ristorante Tenuta Morrone – Piano di Saia 3 – 388 6564000 – chiuso mercoledì – www.tenutamorrone.it/

Padula

  • Certosa – Viale Certosa – apertura giornaliera 09.00/19.30 chiuso martedì – 0975 196 6359 – www.certosadipadula.org/

Sala Consilina

Casaletto SpartanoC/da Fortino

  • Taverna di Garibaldi – SS 19 – apertura 09.00/23.00 – 327 4419671
PHOTO GALLERY STRADA REGIA DELLE CALABRIE 3

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