Ci sono luoghi che incrociamo ogni giorno perché appartengono alla nostra quotidianità, ma che raramente osserviamo davvero. La frenesia del contemporaneo, plasmata dalla velocità e dalla tecnologia, sottrae spazio alla curiosità e al piacere della scoperta. Eppure basta rallentare, cambiare prospettiva e lasciarsi guidare da uno sguardo diverso per accorgersi che anche ciò che ci è più familiare custodisce storie, identità e bellezze inattese.

Una finestra murata, una vetrina dismessa o un palazzo antico possono trasformarsi in presenze silenziose a cui non prestiamo più attenzione, almeno finché qualcuno non ci invita a riscoprirne il valore. Per allenare la nostra capacità di osservazione, un’ottima occasione è offerta da un viaggio itinerante tra i borghi delle Marche all’insegna dell’arte contemporanea.
È proprio questo lo spirito di “Borghi Invisibili”, il progetto che fino al 31 agosto 2026 conduce alla scoperta di Barchi, Orciano di Pesaro, Cerasa e San Costanzo. Attraverso mostre d’arte, fotografia e illustrazione, l’iniziativa rievoca la storia e la memoria di queste comunità con uno sguardo del tutto nuovo.
Prima tappa a Barchi: geometria, musica e identità a Palazzo Lenci

Il percorso prende il via da Barchi, nel territorio di Terre Roveresche (in provincia di Pesaro e Urbino). Qui, negli spazi storici di Palazzo Lenci, è allestita fino al 31 agosto la mostra “Il Disegno dell’Invisibile. Vedere il suono, abitare la proporzione”.
In questo contesto, l’architettura si fa punto di partenza per una ricerca espressiva che intreccia geometria, musica e proporzione. L’esposizione indaga il dialogo tra le celebri ville di Andrea Palladio e il Modulor di Le Corbusier: due visioni spaziali distanti nel tempo, ma accomunate dalla costante ricerca di ordine e armonia.
L’itinerario invita il visitatore a guardare oltre la forma visibile degli edifici, rintracciando quelle relazioni matematiche che ne determinano l’equilibrio strutturale.
Palazzo Lenci è un tassello fondamentale della storia locale, integrato nella “città ideale” progettata nel Cinquecento dall’architetto Filippo Terzi. Il recente intervento di recupero, curato da 593 Studio Srl, ha riguardato inizialmente le facciate, il tetto e i camini storici, per poi estendersi agli interni. Durante i cantieri sono riemersi dettagli preziosi rimasti celati per secoli: scalinate nascoste, passaggi murati e antiche decorazioni.
Le sale interne del palazzo ospitano anche “Sconosciuti?”, l’installazione fotografica firmata da Sara Pergolini. Il progetto invita a riflettere su quanto conosciamo realmente la persona che ogni giorno vediamo riflessa nello specchio: dopo aver indagato l’armonia delle forme architettoniche, lo sguardo si sposta così sull’individuo, sulla sua identità e sull’immagine di sé.
Orciano di Pesaro e l’arte urbana diffusa: ri-abitare la memoria

L’itinerario prosegue a Orciano di Pesaro presso il Museo della Corda e degli Antichi Mestieri, che accoglie la mostra “Proporzioni, Armonie e Paesaggi”. L’artista Alessandro Facchin affida al disegno una sintesi formale capace di mettere in relazione le strutture create dall’uomo con quelle della natura, dimostrando come il paesaggio possa essere interpretato attraverso precisi equilibri e proporzioni.
Uscendo dai musei, il progetto “Borghi Invisibili” torna a dialogare direttamente con le strade del territorio attraverso “Ri-abitare”, l’intervento di arte urbana diffusa curato dall’illustratrice Elisa Zago (Asile’s World Lab). Le sue opere prendono vita sulle finestre e sulle vetrine vuote dei centri storici, riportando volti e figure legati alla storia locale negli spazi che il tempo aveva gradualmente svuotato.
Accanto ai personaggi del passato compaiono sagome della vita quotidiana contemporanea, frammenti di un tessuto sociale che appartiene alla memoria collettiva. Le illustrazioni non soltanto riempiono i vuoti urbani, ma catturano lo sguardo dei passanti, invitandoli a fermarsi e a interrogarsi sull’identità di quei volti e sulle storie che conservano.
Rigenerazione urbana e innovazione didattica per i piccoli borghi

Le esposizioni estive si inseriscono in un programma più ampio di rigenerazione urbana e sociale avviato nel 2025 da 593 Studio Srl – SB e dagli Istituti Filippin – La Salle International Campus, insieme alle Pro Loco di Barchi e Orciano e con il patrocinio dei Comuni di San Costanzo e Terre Roveresche. L’obiettivo centrale è la valorizzazione del patrimonio storico custodito nei piccoli centri, spesso colpiti dal calo demografico e dal progressivo spopolamento.
Un ruolo chiave nell’iniziativa è affidato al mondo della scuola: gli studenti sono stati coinvolti in prima persona in ricerche storiche, redazione di testi e progetti legati alle nuove tecnologie, culminati nella realizzazione di uno spettacolo di video mapping sulla Porta Nova di Barchi. Il patrimonio culturale si trasforma così in un laboratorio didattico permanente, dove la storia locale viene vissuta come esperienza concreta.
La validità del modello è attestata dall’inclusione del progetto tra le 25 “Esperienze Didattiche Avanzate” a livello nazionale. L’iniziativa sarà presentata al Festival dell’Innovazione Scolastica 2026, in programma dal 4 al 6 settembre a Villa dei Cedri, a Valdobbiadene.
Info utili
- Evento: Borghi Invisibili
- Date: Fino al 31 agosto 2026
- Luoghi: Barchi, Orciano di Pesaro, Cerasa, San Costanzo (PU)
- Sito ufficiale: borghinvisibili.it
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