Martedì 28 Aprile 2026 - Anno XXIV

Biennale di Venezia 2026: “Vietnam. Arte nel flusso globale”

Vietnam Biennale Venezia 2026 Ca' Faccanon

Dal 9 maggio al 22 novembre 2026 la 61ª Esposizione Internazionale d’Arte ospiterà per la prima volta un Padiglione della Repubblica Socialista del Vietnam. Arte e cultura sempre più un unicum tra gli scambi a livello globale.

Vietnam Biennale Venezia 2026 Ca' Faccanon
Artista Le Huu Hieu “Corpus di opere: Baco da seta”

Alla Biennale d’Arte di Venezia, il Vietnam presenta per la prima volta un Padiglione Nazionale ufficiale, “Vietnam: Arte nel flusso globale”, segnando una tappa significativa per le belle arti vietnamite e ponendo al centro il dialogo tra tradizione e globalizzazione. 

Molti critici, artisti e intellettuali considerano l’arte una delle grandi metafore del tempo in cui si vive. Il terzo millennio, infatti, è caratterizzato dall’intensificarsi di un processo di globalizzazione avviato già negli anni Novanta del secolo scorso: mondi che si incontrano e civiltà che intrecciano scambi non solo economici e commerciali, ma soprattutto culturali.

In questo contesto, la rilettura dei fenomeni sociali e delle relazioni si configura come una nuova forma mentis e un rinnovato modus operandi. È proprio in questa prospettiva che si inserisce la partecipazione della Repubblica Socialista del Vietnam alla 61ª Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia.

A Ca’ Faccanon esposte le opere di dieci artisti
Vietnam Biennale Venezia 2026 Ca' Faccanon
Le Huu Hieu “Corpus di opere – Baco da seta”

Il Padiglione, ospitato presso Ca’ Faccanon, storico edificio nel sestiere di San Marco, sarà visitabile dal 9 maggio al 22 novembre 2026. L’inedito progetto si sviluppa in linea con il titolo della mostra.
Le opere esposte sono costruite dagli artisti con tecniche e materiali legati al territorio vietnamita e contribuiscono a diffondere la cultura del Vietnam in un contesto globale.

Promosso dal Ministero della Cultura, dello Sport e del Turismo del Vietnam, il Padiglione è commissariato da Ma The Anh e curato da Do Tuong Linh.
Riunisce le opere di dieci artisti: Le Huu Hieu, Nguyen Thanh Chuong, Doan Thi Thu Huong, Bui Huu Hung, Le Hoang Nguyen, Trinh Tuan, Dinh Van Quan, Nguyen Truong Linh, Trieu Khac Tien e Le Nguyen Chinh.

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La lacca vietnamita come tecnica
Vietnam Biennale Venezia 2026 Ca' Faccanon
Le Huu Hieu “Corpus di opere – Baco da seta”

Gli artisti, pur profondamente legati alla tradizione vietnamita, si confrontano con il linguaggio artistico contemporaneo, mettendo in relazione eredità culturale e pratiche attuali. Le loro opere privilegiano un registro misurato e riflessivo, evitando effetti spettacolari e costruendo invece un percorso espositivo sobrio, scandito da un ritmo lento e discreto. 
Seguendo questa logica, il visitatore non è attratto da soluzioni formali enfatiche, ma è invitato a soffermarsi su aspetti meno visibili della realtà, su dettagli spesso relegati ai margini.

Elemento centrale del percorso è la lacca tradizionale vietnamita, utilizzata non solo come tecnica, ma come vero e proprio linguaggio. Si tratta di una pratica antica, legata alla resina naturale dell’albero della lacca e a un processo lento, basato su stratificazioni e lavorazioni successive.

Le superfici nascono dall’impiego di pigmenti minerali naturali — nero, rosso cinabro, bruni intensi, oro e argento — insieme a gusci d’uovo, foglie metalliche e polveri minerali. Strato dopo strato, l’immagine prende corpo e acquista profondità. La lacca, quindi, non è solo un elemento decorativo, ma una materia strutturale dell’opera, che definisce il processo e il risultato finale.

Il progetto “Baco da seta”
Vietnam Biennale Venezia 2026 Ca' Faccanon
Le Huu Hieu “Corpus di opere – Baco da seta”

In questo contesto si inserisce il lavoro di Le Huu Hieu, figura centrale del padiglione, con il progetto “Baco da seta”. Dopo una fase iniziale di sperimentazione radicale, culminata nella distruzione delle opere tra il 2015 e il 2017, l’artista avvia dal 2019 una ricerca incentrata sulla rilettura della storia come processo aperto e continuo. 
L’artista rivolge la propria attenzione alla dimensione quotidiana e alle pratiche culturali che nel tempo hanno contribuito a definire la vita del Paese. Le sue opere rappresentano il tessuto sociale del Vietnam, attraverso villaggi, lavoro agricolo e vaste risaie.

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Alla Biennale di Venezia, l’artista presenta installazioni e sculture monumentali realizzate con materiali provenienti dal suo territorio. Tra questi emergono il legno di giaca trattato con l’antica tecnica HOM, che ne carbonizza la superficie, il fuoco e la lacca rossa, una resina naturale utilizzata storicamente per proteggere templi e palazzi.

Casa tradizionale vietnamita
Vietnam Biennale Venezia 2026 Ca' Faccanon
Le Huu Hieu “Corpus di opere – Baco da seta”

Il progetto include anche la ricostruzione di una casa tradizionale del Nord del Vietnam, lunga oltre cinque metri e alta quattro, con il tetto ricoperto da un dipinto di quindici metri. All’interno è collocato un insieme scultoreo di diciassette figure, tra cui dodici presenze militari ispirate alle tombe imperiali di Khải Định e Minh Mạng e divinità dei Cinque Elementi

Lo spazio della casa è attraversato da un tessuto lungo quindici metri, realizzato in fibra di cocco recuperata in diverse regioni del Vietnam.
Per la statua del Dio Guerriero, alta cinque metri, l’artista utilizza tecniche tradizionali di fusione del bronzo e dell’alluminio, con stampi in sabbia e argilla e trattamenti ossidativi delle superfici che evocano le tracce del fuoco. La massa metallica diventa così una presenza attiva, in relazione con lo spazio e con lo spettatore.

Bachi da seta: arte e metafora della vita

Il nucleo centrale della sua ricerca è l’impiego di organismi viventi. Migliaia di bachi da seta vengono liberati direttamente sulle superfici delle sculture, dove filano la seta e ne modificano progressivamente l’aspetto visivo. 
La sericoltura, praticata in Vietnam da oltre duemila anni, viene così riattivata come processo vivo. I bachi producono fili di seta che si intrecciano nel tempo, costruendo una struttura in costante evoluzione; la stessa seta viene utilizzata per la veste dell’Imperatrice, situata al centro della casa in legno. In quest’opera l’artista pone al centro la storia e la tradizione vietnamita, mettendole in relazione con il contesto dell’arte contemporanea globale.

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L’artista è stato insignito del titolo di “Artista Pioniere nel Percorso del Patrimonio UNESCO 2025″ dalla Federazione delle Associazioni UNESCO del Vietnam e del Giappone durante la conferenza internazionale “Industria Culturale – Motore Strategico per lo Sviluppo Sostenibile”. 
Una sua citazione in tema con la sua arte è: «Più dati culturali e storici raccolgo, migliore diventa il mio lavoro. È come le radici di un albero che cercano l’acqua; quando vengono nutrite, fioriscono naturalmente.»

Accanto alla mostra, il padiglione propone per tutta la durata della Biennale una serie di attività partecipative, tra workshop e momenti di confronto diretto, che permettono al pubblico di avvicinarsi alle tecniche tradizionali della lacca e ad altre pratiche legate alla dimensione comunitaria. A cura di Villaggio Globale International, in collaborazione con le istituzioni culturali vietnamite.

Informazioni: www.labiennale.org/it/arte/2026

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