La 1600 Spider dell’Alfa Romeo, che gli appassionati di tutto il mondo hanno sempre chiamato “Duetto” – nome non ufficiale ma entrato nell’uso comune fin dal lancio – è stata prodotta dal 1966 al 1994. È il modello del Biscione più longevo (28 anni) con oltre 124.000 unità vendute in quattro serie: un’icona senza tempo.
Le origini di un capolavoro del Made in Italy

Le radici del progetto Alfa Romeo Spider affondano nel lavoro di Max Edwin Hoffman, importatore di riferimento per le Case europee negli Stati Uniti. Hoffman intuì prima di altri il potenziale di una spider compatta e affascinante per la West Coast americana, così nel 1954 sollecitò Alfa Romeo a sviluppare una scoperta sportiva derivata dalla Giulietta Sprint. A metà degli anni Sessanta, la dirigenza di Alfa Romeo decise di dar vita all’erede della Giulietta Spider, un modello che aveva conquistato gli Stati Uniti incarnando una “different way of life”.

Per vestire la nuova spider, nel 1965 venne quindi incaricata la Pininfarina che stava realizzando le Superflow, una serie di interessanti proposte stilistiche, la cui coda anticipava quella della prima Duetto, e che aveva già firmato dieci anni prima la Giulietta Spider.
Il carrozziere torinese realizza una carrozzeria elegante e senza tempo, bassa e slanciata con frontale e coda arrotondati, presentava i paraurti in due parti per enfatizzare il tipico scudo Alfa Romeo al centro, mentre lungo le basse fiancate correvano larghe scanalature che modernizzano le linee. Dal punto di vista tecnico, la base è quella della Giulia Sprint GT,
L’abitacolo rispecchiava il layout tipico delle Alfa Romeo degli anni Sessanta: volante a tre razze a calice, due strumenti di generose dimensioni davanti al guidatore, tre quadranti di diametro minore al centro della plancia, leva del cambio quasi orizzontale dalla manovrabilità eccezionale.
Il lancio e la scelta del nome

Per il lancio della “Duetto” l’Alfa Romeo costruì una campagna pubblicitaria volta a creare eventi pubblici anche al di fuori del contesto motoristico. Dopo il debutto al salone di Ginevra nel 1966, cui la stampa dedicò ampio spazio, la vettura venne presentata in varie occasioni e accostata a personaggi della politica e dell’imprenditoria, ma anche dello spettacolo come Gino Bramieri. Fu anche indetta una settimana di prove sulle strade del lago di Garda, riservate ai giornalisti.
Sempre nel 1966 per il lancio della “1600 Spider” negli USA l’Alfa Romeo pensò in grande: una crociera sulla turbonave italiana Raffaello da Genova a New York, con scalo a Cannes in occasione del Festival del Cinema: 1.300 VIP a bordo appartenenti al mondo della moda, dello spettacolo, della musica e dello sport tra i quali Vittorio Gassman, Rossella Falk, Anna Moffo e Marie Laforêt – vennero imbarcati tre esemplari della “Duetto”, uno verde, uno bianco e uno rosso, a rappresentare la bandiera italiana. Il successo americano fu immediato e straordinario.

Per la scelta del nome fu indetto il concorso dal titolo «Spider 1600: dategli il nome. Diventerà famoso» con in palio un esemplare della nuova spider. La giuria optò per “Duetto“. A partire dal mese di giugno 1966, l’appellativo venne affiancato in modo ufficiale alla 1ª serie della “1600 Spider”, ma poté essere usato solo per i primi 190 esemplari, a causa dell’omonimia con una merendina al cioccolato, la cui azienda produttrice rivendicò il diritto di utilizzo commerciale della denominazione “Duetto“, ottenendone l’uso esclusivo dal Tribunale. Il soprannome rimase nell’uso comune, affiancato da appellativi legati alle forme delle varie serie.
Cinema, Stati Uniti e nascita del mito
Il mercato statunitense era il più importante per la spider Alfa Romeo. L’ingresso nella cultura popolare avvenne presto, grazie a un legame diretto con Hollywood e il pubblico americano.
Nel 1966 Steve McQueen provò una delle prime Alfa Romeo 1600 Spider arrivate negli Stati Uniti. L’attore e pilota commentò: “It is a very forgiving car. Very pretty, too”, parole che sintetizzavano equilibrio dinamico e fascino estetico. McQueen non parlava da semplice testimonial, ma da collezionista e pilota capace di competere alla 12 Ore di Sebring 1970.

Ma la grande popolarità internazionale arrivò nel 1967, quando la “Duetto” diventò una sorta di star del cinema con il film Il laureato, interpretato da Anne Bancroft e Dustin Hoffman.
Quest’ultimo guidò una Duetto nel film, trasformando l’auto in simbolo generazionale. Da quella prima apparizione la “Duetto” venne utilizzata come auto di scena in circa 300 opere cinematografiche o televisive, entrando nella memoria collettiva.
Quattro serie, l’evoluzione

La Spider ha attraversato quasi tre decenni di evoluzione, mantenendo sempre una forte identità. Le quattro serie raccontano il cambiamento. La prima serie (1966–1969), soprannominata “osso di seppia” per la forma ellissoidale della carrozzeria – frontale e coda arrotondati, laterali convessi, è l’ultima creazione supervisionata da Battista “Pinin” Farina e la più ricercata dai collezionisti.
All’inizio del 1968, per seguire le tendenze di aumento prestazionale delle vetture di tutta la “gamma” Alfa Romeo, alla già brillante 1600 fu affiancata la versione definita “1750 Spider Veloce”. A metà 1968 si affianca nella produzione anche una versione più economica, la “Spider 1300 Junior” che si distingueva esteticamente per l’assenza delle calotte ai fari anteriori, per i deflettori fissi e per una diversa posizione delle gemme laterali delle frecce.

A partire dal 1969 la silhouette si aggiorna con un taglio netto al posteriore in ossequio alle teorie aerodinamiche, che vale alla seconda serie il soprannome di “coda tronca” (1969–1982). Si tratta della serie più longeva e la più venduta, con quasi 50.000 unità.
La 1750 Spider Veloce, aveva nuovi interni con una console centrale più legata alla moda delle auto sportive anni 70 e nuovi erano anche i contagiri e contachilometri contenuti in due palpebre.
Nel 1971 venne affiancata dalla versione 2000 Spider veloce, con motore di 2000 cc identico alle versioni berlina e GT, da 132 CV. Tutte le versioni “1750” escono di scena definitivamente nel 1972 sostituite dalla nuova gamma “2000”.

Nel 1983 è la galleria del vento a dettare le nuove forme: la terza serie (1983–1989), denominata “aerodinamica“, introduce aggiornamenti alla carrozzeria, con l’adozione di nuovi paraurti avvolgenti, mentre la coda tronca è modificata da un nuovo insieme di fari posteriori più grandi e da uno spoiler nero in materiale sintetico.
La modifica di per sé “originale” ed in linea con le tendenze dei primi anni ’80, oggi non è molto apprezzata.
Nel 1986 viene immessa sul mercato una nuova versione restyling della 2000 a carburatori denominata “Quadrifoglio Verde“. Sugli esemplari destinati al mercato statunitense la Quadrifoglio Verde era dotata dell’iniezione elettronica ed era disponibile anche in altre colorazioni come ad esempio il nero pastello.

Chiude il cerchio la quarta serie (1989–1994). Per quest’ultima, autunno 1989, la Pininfarina ritorna alle origini, realizzando una linea pulita e filante ottenuta eliminando le appendici che appesantivano la linea; con la scomparsa dello spoiler il look è più snello e decisamente accattivante. I paraurti sono di tipo integrato, più incassati e dello stesso colore della carrozzeria.
Per il mercato statunitense, dove la quarta serie era denominata Spider Veloce, venne proposta esclusivamente in versione 2.0 iniezione catalizzata, per rispettare le norme USA, con Air Bag inserito nel volante, terzo stop carenato sul baule posteriore, para ginocchi più voluminosi e sporgenti, paraurti dotati internamente di ammortizzatori a gas. Inoltre, sono dotate di aria condizionata e sedili in pelle.
Le Spider Veloce furono esportate oltre che in USA, anche in Canada e Giappone, solo pochi esemplari furono originalmente venduti in Europa, mentre pochissimi esemplari rimasero in Italia.
Gli allestimenti speciali

Nonostante il lungo periodo in cui venne prodotta, furono solamente tre le versioni speciali allestite dalla Casa: due per il mercato USA e una per il mercato francese.
Nel 1978 venne presentata per il mercato americano la prima serie speciale denominata “Niki Lauda special edition“, prodotta in 350 esemplari tutti uguali e numerati, allestita sulla base della “2000 Spider Veloce America” realizzata in onore del Campione del Mondo di Formula Uno Niki Lauda che nel biennio 1978-1979 correva con la Brabham BT46/B/C motorizzata con il 12 cilindri Alfa Romeo.

Sulla Quarta serie, per il solo mercato francese, nel 1991, venne proposta la versione speciale “Beauté“, realizzata in soli 120 esemplari tutti uguali tra loro, ed allestita secondo le indicazioni della stilista francese Laetitia Scherrer. All’esterno la carrozzeria è verniciata nelle colorazioni bianco freddo e blu marine, con capote in tela blu e i cerchi bianchi.
L’ultima versione speciale della Spider venne allestita nel 1994 per il solo mercato statunitense in 190 esemplari. Denominata come tutte le versioni USA della Quarta serie “Spider Veloce”, con abbinata la sigla “CE” (acronimo di Commemorative Edition), celebra i 28 anni di produzione e la conclusione della stessa. Con quest’ultima versione torna ufficialmente la dicitura “Duetto”, leggibile nell’emblema dorato posto in centro alla calandra
Le celebrazioni al Museo Alfa Romeo di Arese

Il Museo Alfa Romeo di Arese ha dedicato alla ricorrenza della Spider una giornata di celebrazioni, che si è tenuta domenica 19 aprile, con una parata degli esemplari più significativi e una conferenza su questa vettura iconica che ancora oggi è fra le più amate dagli Alfisti di tutto il mondo.
Inoltre, è stata inaugurata la mostra “Spider è Alfa Romeo“, che permetterà agli appassionati di esporre le proprie vetture all’interno del Museo fino a dicembre 2026. L’esposizione si articola in quattro fasi tematiche, ciascuna dedicata a una delle serie della Spider. La conferma più eloquente del fascino senza tempo della “Duetto” arriva dal mercato del collezionismo, dove questo modello continua a suscitare un interesse crescente e trasversale.
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