Lunedì 21 Settembre 2020 - Anno XVIII
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Montepulciano: la terra di Poliziano, Pulcinella e del rinascimento fiorentino

Viaggio nella memoria, alla riscoperta di storia e tradizioni. Luoghi e testimonianze di un passato che ancora si percepisce nei monumenti nelle strade e nelle architetture dei palazzi

Oggi conosciuta come Montepulciano, nel medioevo la città era nota come Mons Politianus. Lo testimonia un documento del 715. Qui vi nacque Agnolo Ambrogini, grande poeta della corte medicea e del nostro Rinascimento, che si fece chiamare “il Poliziano”. Per le strade si diffondono i rintocchi della campana su cui Pulcinella batte le ore. Una meta importante per chi voglia conoscere bene il rinascimento, di echi fiorentini, ma non solo: ricorrono, infatti, i nomi di Michelozzo, Antonio da Sangallo il Vecchio, Vignola, Baldassarre Peruzzi. La qualifica di città d’arte in virtù di un grande rinnovamento architettonico, appartiene ai due secoli successivi e in particolare al XVI. Quale fu l’origine di questa cittadella? Si raccontano diverse storie. Quella meno accreditata fa risalire la fondazione della città a Porsenna, il mitico re degli etruschi. Un’altra addirittura ne propone la costruzione dopo un’ipotetica distruzione di Chiusi ai tempi antichi di Silla. Infine una versione che ha il sapore della leggenda attribuisce alla città origini nobili.

Montepulciano, posizione strategica

Montepulciano-la-città-sotterranea

Montepulciano la città-sotterranea

Probabilmente a causa delle prime incursioni barbariche la componente aristocratica, allontanandosi da Chiusi, si sarebbe stabilita su questa collina, dimora e al contempo difesa inaccessibile al nemico. Da qui Mons Polictus, ovvero monte dei nobili e Civitas Plebis, cioè la Città di Pieve, in cui il restante popolo di Chiusi si era ritirato. A Montepulciano esistono però dei resti etruschi che testimoniano che i dintorni del tempio di Mercurio sul colle Poliziano, fossero abitati già da allora. Ma alcuni storici controbattono ciò, facendo risalire al VI secolo l’insediamento nel luogo dei chiusini, in fuga dai barbari invasori. Il passato medievale di Moltepulciano è legato all’influenza che subiva da Siena, Firenze, Perugia e Orvieto, a causa della sua collocazione strategica tra le potenti cittadine. Da sempre nemica di Siena, giurò fedeltà a Firenze nel 1202. Nel 1260 la sconfitta di Montaperti subita con i fiorentini le impose il dominio senese. Nel 1266 cercò l’appoggio di Carlo d’Angiò per liberarsi dal giogo. Ma ancora nel 1511 passa definitivamente a Firenze. Cosimo I Medici la nominò “città nobile”.Già notevolmente sviluppata nel Trecento per la sua produzione agricola e manifatturiera, nodo di scambi commerciali e base di attività mercantili di largo raggio, l’annessione allo stato fiorentino nel 1511 ne ha avviato un lento declino. Oggi questa città si sta trasformando in un affascinante centro di produzione culturale.

Cosa c’è da vedere: la città murata

Montepulciano Porta delle Farine

Porta delle Farine

La cifra rinascimentale pressoché intatta caratterizza l’ambiente urbano, se ne fanno carico alcuni nomi pieni di storia del luogo, in particolare: Via di Gracciano, di Voltaia, di Opio (tutte nel Corso); via Ricci, del Poggiolo e Piazza Grande. Sono i ripidi vicoli medievali a dare vita al tessuto viario più antico. Ed è proprio passando sotto archi e volte che creano una rete tra le vie principali disposte in senso longitudinale.
Appartiene al sistema di fortificazioni progettato da Antonio Sangallo il Vecchio. La caratterizzano due massicci contrafforti trapezoidali. Porta al Prato, è l’ingresso principale che apre la strada del Corso. Costituito dalle vie di Gracciano, di Voltaia, di Opio, è fiancheggiato da numerose residenze patrizie.

Lungo via di Gracciano 

Montepulciano Palazzo Bucelli, lapidi e iscrizioni etrusche

Palazzo Bucelli, lapidi e iscrizioni etrusche

Primo tratto del Corso: è qui che si affacciano molti dei palazzi patrizi del cinquecento. In ordine di comparsa si incontra prima Palazzo Avignonesi attribuito a Jacopo Barozzi, detto il Vignola. Poi segue Palazzo Bucelli (degradato), di gusto antiquario prezioso, che ha murate nel basamento, urne e iscrizioni etrusche e latine. Il letterato ed antiquario Pietro Bucelli si dedicò alla raccolta di pezzi etruschi nei dintorni di Montepulciano e Chiusi. La sistemazione di questi nel Palazzo ne fece, nel 1700, la sede della grande collezione, di cui gran parte fu ceduta prima a Pietro Leopoldo I, poi al Granduca di Toscana e ora è conservata a Firenze. Solo una parte è esposta al Museo Civico di Montepulciano.

Montepulciano Sant'Agostino foto di A.-Antonelli

Sant’Agostino foto di A.-Antonelli

Poco oltre Palazzo Cocconi è invece attribuito ad Antonio da Sangallo il Vecchio da una tradizione ottocentesca. Accanto a questi: la Torre di Pulcinella (1524), in laterizio, coronata da un automa di legno, rivestito in lamiera, che raffigura Pulcinella che batte le ore.
Di fronte alla torre di Pulcinella si presenta la chiesa di S. Agostino in cui trova esempio l’attività di grandi architetti del rinascimento.
La facciata di questa costruzione quattrocentesca è combinata con armonia di motivi gotici e linee rinascimentali da Michelozzo, costruttore a Firenze del Palazzo di Cosimo de’ Medici. Attribuito a Donatello, invece, è un Crocifisso in legno dipinto, dietro l’altare maggiore.

Lungo via di Voltaia 

Montepulciano Palazzo Cervini

Palazzo Cervini

Secondo tratto del Corso: è a questo punto che ci si inoltra, sempre tra palazzi cinquecenteschi, nella parte meridionale del centro storico. A sinistra dal corpo centrale arretrato: Palazzo Cervini, fatto iniziare dal Cardinale Marcello Cervini, divenuto Papa Marcello II. L ‘opera della seconda metà del sec. XVI è attribuita con qualche riserva a Antonio da Sangallo il Giovane. Procedendo oltre si può visitare la barocca Chiesa del Gesù , edificata tra il1689 e 1733. La facciata in laterizio è rimasta incompiuta. Ma elegante è l’interno, a pianta leggermente ellittica, a opera di Andrea Pozzo, completato, in seguito, nella falsa volta da Sebastiano Cipriani.

La casa del Poliziano e Piazza Grande

Montepulciano Piazza-Grande

Piazza Grande

Lungo la via dell’Opio – Segmento terminale del principale asse viario cinquecentesco. La Casa del Poliziano e il teatro omonimo. La prima, in via Poliziano, prolungamento di via dell’Opio, Piazza Grande, invece, è bellisima al centro della città. Punto più elevato e centro monumentale. Più modeste, in origine, le sue dimensioni e medioevali le forme delle costruzioni che vi sorgevano. È nel 1400 e 1500 che avviene il rinnovamento della città a cui risale la struttura degli odierni edifici, carichi degli influssi, congiunti, delle correnti culturali del Rinascimento fiorentino e romano. Qui: il Duomo, il Palazzo Comunale, e altre nobili costruzioni quali il Palazzo Contucci, il Palazzo Tarugi ed il Palazzo del Capitano. Non appare affatto di essere in provincia.

Palazzo de Nobili -Tarugi

Montepulciano-Palazzo-Nobili-Tarugi

Palazzo Nobili Tarugi

Il Palazzo de Nobili -Tarugi si eleva imponente, già Nobili sul lato nord della piazza, di fronte al campanile del Duomo. La bella costruzione rivestita in travertino, è attribuita a Vignola, che recentemente ne ha acquisito la paternità di progettista, in passato di San Gallo.Spiccano anche qui testimonianze architettoniche del Cinquecento. Il palazzo è distinguibile per il possente loggiato terreno e per le semicolonne ioniche, da cui è scandito, poggianti su alti piedistalli. In passato era aperta un’ulteriore loggia, ad angolo, in corrispondenza del loggiato inferiore che oggi invece risulta murata.

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