Domenica 27 Settembre 2020 - Anno XVIII
Fondazione Torino Musei

Fondazione Torino Musei

Il tempo fermato da un clic

La Pinacoteca Agnelli ospita una mostra fotografica di 200 istantanee. Due secoli di fotografie raccontano la storia dell’istantanea fino alla nascita del cinema. Ma anche quella del mondo e degli uomini

fotografia Bambino dell’Oklaoma con un sacco di cotone, mentre va al lavoro alle 7 del mattino, Ken County, 1936. Foto Dorothea Lange

Bambino dell’Oklaoma con un sacco di cotone, mentre va al lavoro alle 7 del mattino, Ken County, 1936. Foto Dorothea Lange

Cogli l’attimo fuggente. Quante volte l’abbiamo sentito, ma questa volta è una mostra a ricordarcelo e a farci riflettere su questa antica massima epicurea. Fino al 18 gennaio 2004 la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli di Torino ospita l’esposizione “L’attimo fuggente fra fotografia e cinema“. La rassegna appartiene al ciclo “La fotografia vista da…“, che nelle mostre precedenti ha avuto come protagonisti Alberto Arbasino, Leonardo Sciascia, Josif Brodskij, Furio Colombo, Gae Aulenti e Roberto Calasso. Il prestigioso testimonial dell’evento, realizzato in collaborazione con il Museo del Cinema è l’architetto Renzo Piano che, come tema centrale dell’universo fotografico, ha scelto l’immagine istantanea e il suo rapporto con il cinema. Se l’istantanea rappresenta un attimo congelato del tempo, il cinema è una sequenza di istantanee che ripropongono una sequenza temporale e ricostruiscono il movimento. E’ questo infatti lo scopo della mostra, un viaggio nel mondo dell’istantanea, per spiegarne l’evoluzione fino ad arrivare alla nascita del cinema.

Fotografia e cinema: i cambiamenti del mondo attraverso l’istantanea

fotografia Madre Teresa

Madre Teresa

Sono circa 200 le immagini della mostra, distribuita su tre piani della Pinacoteca che festeggia il suo primo compleanno. Guardarle con attenzione consente di esplorare un frammento di realtà per cogliere quello che l’occhio non riesce a percepire con altrettanta chiarezza. Sono fotografie magiche che rivelano attimi che l’occhio umano non riesce a percepire. Ne sono un esempio lampante l’espressione intensa di madre Teresa di Calcutta in preghiera, o quella della fatica impressa sul viso del bambino venditore di quotidiani.

fotografia Neil Armstrong, missione Apollo 10, sbarco sulla Luna 1969. Buzz Aldrin on the moon

Neil Armstrong, missione Apollo 10, sbarco sulla Luna 1969. Buzz Aldrin on the moon

Si parte dai primi scatti di Edweard Muybridge, inventore nel 1878 dell’istantanea, per arrivare ai tempi moderni con foto storiche, come quella dello sbarco sulla Luna, o alla rappresentazione della vita di società con il ritratto della cantante Madonna, o la “serata per sole donne” nello stile del film Full Monty. Le fotografie così diverse fra loro rappresentano solo una realtà parziale di ogni decennio degli scorsi due secoli, ma danno la sensazione dei cambiamenti avvenuti nel mondo e nell’approccio delle persone ai vari aspetti della vita. Nata dall’esigenza di conservare dei ricordi, di bloccarli per sempre su un pezzo di carta per guardarli quando lo si desidera, grazie all’evoluzione della tecnica fotografica, dall’invenzione della Kodak nel 1888, alle macchine da stampa fino alle fotocamere portatili, l’istantanea si ritrova a documentare gli aspetti dell’esistenza umana a 360 gradi, cogliendo stati d’animo, eventi sportivi, glamour e mondanità, ma anche guerre e disastri.

Fotografia e cinema per il grande pubblico

fotografia New York New York, 1955. Foto: Norman Parkinson

New York New York, 1955. Foto: Norman Parkinson

Con l’avvento del fotogiornalismo l’istantanea diventa strumento di comunicazione, per raccontare la storia. Dopo la morte e la distruzione, nel dopoguerra si passa alla ricostruzione di un futuro ricco di promesse. Nascono nuovi stili e nuove esigenze: l’esposizione fotografica ne traccia l’evoluzione attraverso i diversi generi fotografici impiegati per rivolgersi al grande pubblico. Dalla cronaca, allo sport che ferma il momento decisivo di una partita di pallacanestro, ai ritratti, ai dettagli colti al volo come la famosa foto della gonna di Marylin Monroe, alle meraviglie della natura, con animali congelati mentre si librano nell’aria, o la valanga colta in uno dei suoi attimi distruttivi, alla moda di Richard Avedon, alla vita di società. “L’attimo fuggente” percorre la storia del mondo.

Tecnologia, fotografia e cinema

Iwo Jima, 1945. Foto: Joe Rosenthal
Iwo Jima, 1945. Foto: Joe Rosenthal

All’esigenza di rappresentare la realtà non sfugge in tempi moderni la rappresentazione delle guerre e della violenza. E’ in queste foto che emerge un nuovo tema di riflessione, quello degli effetti dell’evoluzione tecnologica, stilistica e culturale dei media sul nostro modo di conoscere, valutare e modellare il grande diario del mondo, nei suoi modi di apparire, essere e cambiare. Accade così che esistano foto famose, come quella di Iwo Jima del 1945, delle quali ne è stata contestata l’autenticità. Quella esposta alla Pinacoteca fu infatti scattata 90 minuti dopo la celebrazione della vittoria per fotografare una bandiera più grande e più visibile.
Alla fine del percorso al di là della documentazione fotografica del cambiamento dei tempi, sorgono spontanee in ognuno di noi numerose domande sul senso del tempo e della realtà. Quesiti ai quali ognuno può trovare una risposta diversa. Resta invece per tutti unico il messaggio fornito dalla mostra – che ne decreta quindi il successo: il tempo non si può arrestare, ma ci si può fermare per riflettere, per indagare e non accontentarsi delle apparenze.

Rassegna cinematografica

fotografia Marilyn Monroe, 1954. Foto: Sam Shaw

Marilyn Monroe, 1954. Foto: Sam Shaw

Dal 17 al 23 dicembre il Museo del Cinema propone una rassegna cinematografica “Il tempo e il suo cinema” per percorrere il mondo dell’immagine dal punto di vista cinematografico.
I venticinque film scelti sono fondamentali nella storia della cinematografia mondiale per spiegare come alcuni grandi registi, fra i quali Brian De Palma, Jean-Luc Godard, Michael Snow Michelangelo Antonioni, hanno lavorato con l’elemento tempo.
Fra i film Blow up e Zabriskie Point di Antonioni, Waveland di Snow, 30 minuti di zoom su un’unica immagine.

L’idea della mostra “L’attimo fuggente fra fotografia e cinema”

fotografia Artic Tern, foto di Eliot Porter

Artic Tern, foto di Eliot Porter

E’ stata la scena finale del film di Michelangelo Antonioni “Zabriskie Point” l’immagine di riferimento per Renzo Piano, dove l’esplosione di una casa è trasmessa con efficacia in ogni dettaglio dall’effetto ralenti. Per l’impossibilità di coinvolgere un numero infinito di persone nel deserto di Zabriskie, furono utilizzate 17 macchine da presa, con obiettivi da 1000 a 25 mm e velocità per fotogramma da 24 a 140 al secondo, pellicole ad altissima sensibilità. Per gli effetti particolari furono utilizzate macchine speciali pervenute da Cape Caneveral, che arrivarono a 3000 fotogrammi al secondo.

Weekend al Meridien Lingotto Art+Tech

fotografia al Meridien Lingotto Art+Tech

al Meridien Lingotto Art+Tech

Inaugurato a fine ottobre, in occasione del World Political Forum, il nuovo gioiello della nota catena alberghiera, è un cinque stelle, realizzato da Renzo Piano. La particolarità della realizzazione consiste nel grande atrio centrale, dove le pareti di vetro dei tre ascensori contrastano con i pannelli in ciliegio delle superfici verticali che si innalzano per cinque piani. Al centro di questo grande open-space, sotto una pioggia di lampade hi-tech, si trova l’Art+Café, il ristorante dell’hotel che offre cucina Fusion e tradizionale italiana. Le 142 camere, delle quali una suite presidenziale al quarto piano, abbinano arredi in legno a vetri satinati, con marmi nei bagni dotati di docce multigetto “power shower”, saponette di Hermès, piumini, moquette e materassi anallergici, Tv con schermi a cristalli liquidi, Internet Tv con connessione a Pc. Nei weekend l’hotel propone una tariffa promozionale a €125,00 per notte in camera singola, comprensiva di prima colazione.

A cena dopo la mostra

Sul tetto del Lingotto sulla vecchia pista di prova fra la Bolla e lo Scrigno è stato inaugurato un nuovo ristorante La Pista. Alla base della filosofia del ristorante la cultura del gusto, il piacere della cucina che deriva da una continua ricerca. Lo chef Massimo Guzzone, 33 anni, siciliano con una forte passione per la cucina piemontese, propone un menù à la carte e due di degustazione, uno ispirato alla tradizione, l’altro alla cucina creativa. In tutti si nota grande attenzione alla scelta dei prodotti che riflettono il ciclo delle stagioni, accostamenti originali per esplorare sapori nuovi e un’accurata carta dei vini con oltre 400 etichette. Aperto tutti i giorni, La Pista offre 40-50 coperti in una moderna sala arredata con grande cura del dettaglio, come la cucina e il servizio, impreziosita da una grande vetrata che permette di guardare gli emblemi del Lingotto.

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