Martedì 21 Gennaio 2020 - Anno XVIII
La Galizia a Milano

La Galizia a Milano

Grande festa con balletto in costume, musica popolare gallega e delizie culinarie. Una serata di benvenuto per Carlos Hernandez Garcia, nuovo direttore del turismo spagnolo

Galizia cartinaA lo grande!”. Davvero alla grande si è presentata la regione atlantica ai giornalisti, operatori del turismo milanesi e del nord Italia. Una serata di autentica, signorile “classe”, per far conoscere questo struggente lembo di Spagna nord occidentale che profuma di bellezze naturali e sudore emigrato, piaceri del palato e tradizioni pervicacemente difese. Di ritorno dalle ferie, rassegnati a riprendere il solito tran-tran giornaliero, ecco che ci si ritrova coinvolti in una raffinata e magnifica mega Fiesta (dire “serata” è riduttivo) organizzata dalla Galizia; “montata” direbbe Gian Paolo Bonomi, il nostro esperto di “cose” spagnole. Oltre a festeggiare l’Anno Santo Compostelano, la grande ripresa turistica dopo il noto inquinamento della petroliera (un ammirevole volontariato ha reso le spiagge galiziane ancor più pulite di prima del disastro) e a ribadire le “differenze” della Galizia dalla Spagna più conosciuta e frequentata, l’incontro milanese è stato utile per dare la “bienvenida” al nuovo direttore del Turismo Spagnolo, Carlos Hernandez Garcia e l’affettuosa ”despedida” al grande non meno che acuto Ignacio Vasallo, in partenza verso le ex brume albioniche.

Galizia: itinerari, cucina, spettacoli

All’insegna della non sballata massima “chi più spende meno spende”, ecco quindi un ricco aperitivo nobilitato dal divino “pata negra”, seguito da una sontuosa cena firmata dalla “lìder maxima” della cucina gallega Toñi Vicente, il cui astice, ma soprattutto un paradisiaco tonno rosso, hanno concesso sublimazioni palatali non facilmente dimenticabili. Ce ne sarebbe stato a sufficienza. E invece no. Impressionante coniglio estratto dal cilindro, voluto da Maria A. Antòn Vilasánchez direttrice generale del Turismo della Galizia, ecco apparire due spettacoli di grande bellezza e imponenza.
Un delizioso balletto, ispirato alla cultura e alla musica popolare gallega del Settecento, ha lasciato nell’entusiasta spettatore il dubbio se fossero più belli gli eleganti costumi o le leggiadre movenze dei dodici ballerini. E a suggellare il momentaneo congedo dalla Galizia, gran “coup de thèatre” della serata, vai con una banda di “gaiteros” (suonatori di cornamuse) tanto numerosi quanto impeccabili nello sfilare tra i battimani di chi (diciamolo francamente) pensava di poter ascoltare le cornamuse soltanto al Tattoo di Edinburgo o in qualche parata londinese.
Grazie Galizia, per l’invito a degustare e a divertirci come non accadeva da tempo, ma soprattutto per averci insegnato “dove sei”, per aver riprodotto sui megaschermi del Superstudio i tuoi infiniti e teneri panorami atlantici, per aver ribadito le bellezze non solo compostelane e fatto percepire l’umana semplicità della tua gente.

© RIPRODUZIONE RISERVATA