Mercoledì 24 Luglio 2024 - Anno XXII

Castilla y Leon, “Feria” dell’aglio a Santa Marina del Rey. A zonzo nei “pequeños Hoteles di Rusticae”

Castilla y Leòn, Santa Marina del Rey Settima puntata. Riassunto delle puntate precedenti. Ai primi di luglio, compiuta con l’amico Sergio una bella gita (detta in anglosassone Fly&Drive) nell’Aragona poi in Navarra (Sanfermines a Pamplona) indi nei Paesi Baschi (Guernica e Bilbao) e infine nella Castilla y Leòn (intriganti i neoscoperti Giacimenti fossili umani di Atapuerca, vicino a Burgos e al Camino de Santiago) all’aeroporto di Valladolid lo scrivano molla il coequipièr e  lo sostituisce con la Lady Two Marcella. Con lei visita la Maragateria, Astorga, compie l’ultima parte del Camino de Santiago tra la Castilla y Leòn e la … Leggi tutto

Castilla y Leòn, Santa Marina del Rey
Castilla y Leòn, Santa Marina del Rey

Settima puntata. Riassunto delle puntate precedenti. Ai primi di luglio, compiuta con l’amico Sergio una bella gita (detta in anglosassone Fly&Drive) nell’Aragona poi in Navarra (Sanfermines a Pamplona) indi nei Paesi Baschi (Guernica e Bilbao) e infine nella Castilla y Leòn (intriganti i neoscoperti Giacimenti fossili umani di Atapuerca, vicino a Burgos e al Camino de Santiago) all’aeroporto di Valladolid lo scrivano molla il coequipièr e  lo sostituisce con la Lady Two Marcella. Con lei visita la Maragateria, Astorga, compie l’ultima parte del Camino de Santiago tra la Castilla y Leòn e la Galizia e infine ammira le incredibili miniere romane de Las Medulas.

Giunti nel punto più nord-occidentale della loro gita nella Spagna nordica, dopo aver goduto il bel panorama rossoverde di Las Medulas, lo scrivano e Lady Two lasciano Ponferrada puntando a est verso Santa Marina del Rey.

“Saluti” in tutte le salse
Santa Marina del Rey
Santa Marina del Rey

E’ il 18 luglio e la località (siamo sempre nella provincia di Leòn) è in festa, ma non per celebrare “El Dia del Alzamiento” (il giorno del golpe di Franco nel 1936). In effetti, come in Italia non si commemora più, dal lontano 1944, la Marcia su Roma (28 ottobre 1922) parimenti in Spagna dal 1975 (decesso del Caudillo) la gente (che notoriamente, a mò di banderuola, cambia con il cambiar del vento) non saluta più con braccio e mano tesa.
Gli è che la moda (anche quella politica) e i modi di salutare non hanno confini e cambiano ovunque assai velocemente, vedi l’italico caso del rapido passaggio dal saluto romano al braccio piegato con pugno chiuso. Più recentemente, finita pure la moda del pugno chiuso, le masse hanno pensato bene di fargli sorreggere (nel pugno rimasto inattivo) un costoso (se non per il costo quantomeno per l’uso) telefonino, comprato grazie ai consigli per gli acquisti ispirati da De Sica vestito da “pizzardone” (così venivano chiamati antan i vigili urbani “de Roma”). A ogni buon conto molto meglio (soprattutto per le multinazionali) le innocue ancorché sceme non meno che consumistiche telefonate “a costo zero per la tribù” piuttosto che rivoluzioni, fucilazioni, tribunali speciali, gulag, golpes e quant’altro.

LEGGI ANCHE  A proposito di turismo aereo...

I gustosi “profumi” di Santa Marina del Rey
Alla Fiera dell'Aglio
Alla Fiera dell’Aglio

Ma basta con le lezioni di politica e si torni a Santa Marina del Rey, che non ha cominciato a festeggiare il 18 luglio cominciando dal 1936 e soltanto per una manciata di anni. No, la Feria del Ajo (Fiera dell’Aglio) motivo e vanto della Gran Festa locale (che lo scrivano e Lady Two vanno a celebrare) conta quasi novecento anni di storia (la prova? un documento datato 1139 informante su un privilegio concesso dal Vescovo di Astorga, Signore Feudale).
Ma perché mai i nostri eroi sono finiti in questa anonima cittadina della provincia di Leòn in una calda giornata estiva? Elementare, Watson: in primis lo scrivano (sperando che Berlusconi – noto odiatore della pianta liliacea – sia impegnato in Costa Smeralda con le Veline a fare cose più serie, eppertanto non legga questa confessione) adora, va pazzo per l’aglio. Dopodiché resta solo da aggiungere (e la risposta è completata) che nell’agosto dell’anno precedente, attirato da un immenso quanto paradisiaco profumo, lo scrivano si era ritrovato, invece che nella sardanapalesca Villa Certosa, nella allegra  cittadina di Voghiera (Ferrara) in occasione di una festosa Sagra dell’Aglio. E lì aveva conosciuto il sindaco e l’assessore al turismo di Santa Marina del Rey, che, “ça va sans dire”, l’avevano invitato alla loro plurisecolare Feria (durante la quale – per la cronaca – è passata tanto inosservata quanto giustificata l’assenza del sullodato Berlusconi).

Castilla y Leòn: dal “moretum” dei Romani all’Ajo degli iberici
Gastronomia alla fiera
Gastronomia alla fiera

Ma c’è di più. Oltre al piacere di degustare l’aglio della Castilla y Leònhttps://www.spain.info/it/regione/castiglia-leon/ (ne produce annualmente quasi mille tonnellate, festeggiate in sei belle Ferias in altrettante località della Comunidad) occorreva pure portare amicizia e solidarietà a chi lo coltiva. Perché l’aglio spagnolo non se la passa bene, oppresso dalla concorrenza dell’aglio cinese (te pareva), brasiliano e argentino, ma fortunatamente c’è ancora chi – e in Spagna sono molti – dà più importanza alla qualità che al  prezzo).
Resta il fatto che questa interessante pianta liliacea rappresenta una costante nella vita e nelle tradizioni (dove si intende la gastronomia) a sud dei Pirenei.
Chiedere se in un piatto della cucina spagnola popolare è presente l’aglio costituisce una perdita di tempo e una ovvietà. Questa liliacea dal bel fiore è presente nella penisola iberica da ormai cinquemila anni e nell’Hispania della Roma imperiale ottenne il suo massimo riconoscimento (la celeberrima salsa “alioli” – che, si badi bene, non è assolutamente una maionese più aglio – risalirebbe addirittura all’epoca romana, si chiamava “moretum” e oltre agli attuali, soli ingredienti, olio e aglio, sembra che contenesse anche formaggio).

LEGGI ANCHE  Spigolando tra turismo e dintorni. Sapevate che...

I cibi “agliati” che seguono? Consultare Bonomi!
Polipo alla gallega
Polipo alla gallega

Ma “ruit hora”, costringente lo scrivano a lasciare Santa Marina del Rey non senza aver assistito a popolari certami sulla confezione della treccia (ristra) più bella e gustato “pinchos variados,  pulpo a la gallega, lacòn, chorizos” (per la traduzione consultare il dizionario gastronomico tascabile spagnolo/italiano di Gian Paolo Bonomi). Leccornie (ovviamente) tanto (soavemente) agliate da precludergli la possibilità (Berlusca vivens, e Lunga Vita a Lui! Fosse solo perché coscritto dello scrivano, ’36 Classe di Ferro!) di iscriversi a Forza Italia (ma mica si può avere tutto dalla vita).
Si parte per la aragonese Tarazona, percorrendo “all’incontrario” lo storico e autentico Camino de Santiago, da Leòn a Burgos. Hasta la vista.

Leggi anche:

Ricette del sud della Spagna. La cucina andalusa va in tavola

PAISAN, UN NUOVO MODO DI MANGIARE ITALIANO

Condividi sui social: