Lunedì 15 Luglio 2024 - Anno XXII

A Romans, la storia della “Scarpa”

Romans Musée International Chaussure

La capitale francese della “scarpa” – una tradizione manifatturiera che data dal quindicesimo secolo – si trova nella regione del Rodano-Alpi. Nel locale Museo si conservano modelli “storici” e curiosi. Un lungo cammino a beneficio dei “piedi” europei

Romans La cattedrale di Saint Bernard sul fiume Isère ©Mbcmf217
La cattedrale di Saint Bernard sul fiume Isère ©Mbcmf217

Per le “feticiste” della scarpa (e sono molte) Romans è la meta consigliata. Ma non solo per loro. Oltre a essere uno dei centri della calzatura con aziende che producono le firme più prestigiose e allettanti “outlet” in tema, la cittadina della Drôme, nel sud est francese, offre palazzi medievali, atmosfera e una lunga storia da raccontare. Già il nome sembra che arrivi da Roma, cui Saint Barnard dedicò la collegiata edificata su suo ordine nell’anno 838. Oggetto di varie distruzioni e ricostruzioni, l’attuale chiesa, con le grandi arcate affacciate sul fiume Isère, è la quinta versione in un curioso mix di gotico e romanico.

La nascita vera e propria della città risale al XV secolo, come testimonia la Tour Jacquemart, edificata su una precedente porta delle mura. La torre, con l’omino vestito da guardia rivoluzionaria del 1792 che batte le ore, è diventata ormai il simbolo di Romans. Ed è proprio negli anni intorno al 1400 che inizia l’attività dei primi artigiani che sfruttano la presenza in loco di tre elementi: il legno dei vicini boschi, la pelle che si ottiene dai numerosi allevamenti animali e l’acqua del fluente Isère.

Qui, le migliori “firme” d’oltralpe

Romans Una Sala del Museo
Una Sala del Museo ©Ville de Romans

Ma bisogna aspettare fino al 1850 per vedere realizzata la prima manifattura di scarpe, inizialmente montate su legno, poi chiodate. Lo sviluppo è a macchia d’olio e nei primi del 1900 ci sono in città ben trentacinque fabbriche che utilizzano il lavoro di seimila operai. Con l’industrializzazione e l’automatizzazione, la produzione per operaio passa da mezzo paia al giorno a tre paia. Inevitabilmente il numero degli addetti si riduce. Nel 1968 scende a quattromila e seicento, per arrivare a mille e trecento nel 2000.

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Sono ancora qui, anche se con vari cambi di proprietà e gestione, i colossi della scarpa-moda universalmente riconosciuti. Come Charles Jourdan, inventore dei primi cinturini sul collo del piede, Stephane Kélian, grande guru dell’intrecciato e Robert Clergerie, azienda fondata nel 1901 da un ex salumiere che aveva rilevato una fabbrica di calosce.
Le scarpe sono un’importante motivazione turistica per la città. Vengono organizzati week-end con sfilate e dimostrazioni nelle fabbriche e negli show-room, con la possibilità di comprare i modelli del momento a prezzi stracciati. In questo percorso di shopping si inserisce  il “Musée de la Chaussure”.

Nel Museo locale, i “passi” di migliaia di scarpe

Romans
©Ville de Romans

È stato inaugurato nel 1971 nell’ex convento dell’Ordine della Visitazione, un grande palazzo molto ben restaurato, in una strada centralissima a pochi passi dall’Hotel de Ville. La collezione conta circa dodicimila paia di scarpe, di cui però solo la metà è esposta. Racconta la storia della calzatura, dalle origini ai giorni nostri, nei cinque continenti.
Si scoprono così le alterne vicende del tacco, si viene a sapere della distinzione fra piede destro e sinistro che, presente in Occidente nell’antichità e nel Medioevo, scompare nel Rinascimento per ritornare nel 1800. I modelli, per la maggior parte in buone condizioni, sono in mostra nelle ex celle delle suore.
Dai sandali in legno da fachiro indiano, con pianta cosparsa di chiodi aguzzi, ai micro-stivaletti in cui venivano strizzati e massacrati, fino a novant’anni fa, i piedi delle donne cinesi, alle scarpine in damasco usate in Francia alla corte di Luigi XV.

Sandalo egiziano in fibre di papiro. È la scarpa più antica del museo.
Sandalo egiziano in fibre di papiro. È la scarpa più antica del museo. ©Ville de Romans

Dai sandali in paglia degli egizi del 1000 a.C.,  agli stivali da moschettiere o in pelle decorata come quelli con i quali Gengis Khan entrava nel letto delle sue donne.
Dalle “moule” con patriottica coccarda bianca rossa e blu, create per le “passionarie” chic del 1789, agli infradito con altissima zeppa in legno delle geishe giapponesi. A completare la storia, nell’ex sala refettorio, sono esposti gli attrezzi, i pellami e i macchinari usati nel corso del tempo.

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Le “Scarpe-Fantasia” degli ultimi anni

Romans Creazione Roger Vivier ©Ville de Romans
Creazione Roger Vivier ©Ville de Romans

Ideale per le “fashion victims”, il settore dedicato all’ultimo secolo che ogni anno si arricchisce di nuovi modelli, rappresentativi delle tendenze-moda del momento, regalati dalle grosse firme come Roger Vivier, Andrea Pfister, Louis Vuitton, Hermès. Tra i pezzi più interessanti la futuribile scarpa bianca e nera di André Perugia degli anni Cinquanta, ispirata a un quadro di Léger. O il polacchino maculato rosso e nero di Roger Vivier con tacco a uncino degli anni Ottanta, o la décolletée argentata che si appoggia a una fiamma d’oro realizzata da René Mancini per una sfilata di Paco Rabanne del 1995. O ancora le décolletée giraffa e zebra con tacchi che simulano le gambe dei rispettivi animali, create da Stephane Couvé-Bonnaire nel 1999. Ogni anno, in un’ala del museo, vengono organizzate mostre temporanee, ovviamente sul “tema” calzature, mentre le strade intorno brulicano di boutique con il meglio della produzione del momento.

A Romans, non solo scarpe

"Raviole", una specialità locale - © RAT/C Fougeirol
“Raviole”, una specialità locale – © RAT/C Fougeirol

Nel tempo non dedicato allo shopping calzaturiero vale la pena fare un giretto per le strade di Romans, alla scoperta di palazzi e giardini. Oltre alla Tour Jacquemart e alla Collegiata Saint Barnard, da non mancare, nella piccola Rue Mouton, la Maison du Mouton, casa del XIII secolo chiamata così per la decorazione a testa di montone che aveva in passato o l’hotel Ambézieux, palazzo in stile Renaissance del XVIII secolo con di fronte il parco René Char, con vialetti da giardino giapponese e quel che resta di un vecchio lavatoio. Per i “gourmand”, infine, molte le specialità locali degne di essere assaggiate. Come la “raviole”, pasta di grano tenero farcita di formaggio e prezzemolo o il cioccolato Valrhona, il più usato dai grandi chef; o ancora il Picodon, squisito formaggio di capra.

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Info: www.ville-romans.fr/

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