Domenica 26 Maggio 2024 - Anno XXII

Il settore alberghiero resiste alla crisi

La recessione, dopo un anno, fa soffrire industria, commercio e servizi. Il turismo resiste. Gli alberghi di 47 città capoluogo italiane sono in leggera flessione. 10 grandi città italiane svelano la loro performance degli ultimi 12 mesi. In autunno verso la ripresa

Il settore alberghiero resiste alla crisi

La recessione e la crisi non sono uguali per tutti. Gli alberghi italiani superano lo stress della recessione e perdono solo punti marginali di occupazione camere. Negli ultimi 12 mesi (periodo luglio 2008-giugno 2009) l’occupazione camere media degli alberghi nelle città italiane subisce una lieve flessione, dai 3 punti in meno di Verona ai 7 punti in meno di Milano e Roma. Questo significa che, nonostante la fortissima diminuzione del movimento congressuale che penalizza l’Europa, le città turistiche e commerciali italiane saranno le prime ad uscire dal tunnel. Secondo i dati e le analisi di Italian Hotel Monitor, elaborati mensilmente da Trademark Italia, che dal settembre 2000 studia il movimento alberghiero in 47 città italiane, dimostrano che la media dei prezzi e di occupazione camere negli ultimi 12 mesi flettono, ma resistono.

Il prezzo medio riprende quota, ma ci si ferma meno

Il settore alberghiero resiste alla crisi

A Napoli nel 2007 l’occupazione media delle camere sfiorava il 77%, nel gennaio 2008 era scesa al 38%, oggi la ripresa è evidente (l’occupazione media dell’ultimo anno è al 55%, il prezzo medio è tornato a 106 euro) e la situazione è addirittura migliore di quella che gli albergatori prevedevano.

Unico segnale di allarme è quello del livello medio di occupazione camere. Quando si colloca al di sotto del 60% diminuisce o si azzera la redditività. Un caso negativo straordinario è quello di Bologna, vittima di un’ondata di overbuilding, che passa da un invidiabile occupazione camere nell’ottobre 2000 pari al 79,2%, ad una media annua attuale del 49% nelle strutture alberghiere di categoria upscale.

In generale i prezzi espressi dal Monitor (che comprendono piccola colazione e IVA) sono scesi. La variazione negativa vede gli operatori costretti a ridurli per inseguire il mercato, anziché aumentarli per seguire l’inflazione. Sintesi dei prezzi: a giugno 2009 la soglia di resistenza media dei 4 stelle si fissa a 118 euro, mentre negli alberghi a 3 stelle raggiunge i 63 euro.

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Le città d’arte tengono il passo

 

L’Italia alberghiera spesso criticata, in un anno terribile di altissima difficoltà per la finanza, l’economia e il commercio mondiali, mostra una sorprendente resistenza. Ad andare meglio sono le grandi città turistiche: Venezia, Roma e Firenze. Anche Milano resta sul 63% di occupazione. La contrazione del turismo internazionale, il crollo delle attività congressuali, un minore movimento commerciale facevano presumere una sostanziosa flessione dell’occupazione camere media di queste 10 città, con perdite stimate del 12-15%. Questa ipotesi è stata smentita dai fatti. Considerando il calo a due cifre maturato nello stesso periodo da finanza, mercati e industria, gli alberghi hanno avuto una performance soddisfacente. Le due tabelle di seguito mostrano i dati degli ultimi dodici mesi per gli alberghi 4 e 3 stelle.

(23/7/09)

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