Mercoledì 22 Maggio 2024 - Anno XXII

L’antica litania dei “Luoghi Comuni”

Luoghi comuni Cinqueterre Monterosso

Di frasi e proverbi della cosiddetta “saggezza popolare”, nei secoli, ne sono stati confezionati un’infinità. In molti casi si tratta solo di banalità. Ecco un piccolo campionario dei luoghi comuni più in voga

Sono dieci, ma potrebbero essere molte di più, le “banalità” confezionate dalla cosiddetta “saggezza popolare”. Codificati negli anni dall’uso reiterato, sembrano dei proverbi un po’ più lunghi che meriterebbero di cadere nel dimenticatoio, se solo la gente (ragionando) cambiasse idea.

Luoghi comuni: il lago intristisce

Luoghi comuni Sirmione, Grotte di Catullo
Sirmione, Grotte di Catullo

La solare allegria di una passeggiata alle Grotte di Catullo, villa romana sita sulla punta dell’incantevole penisola di Sirmione, potrebbe smentire tale errata asserzione, a patto che non si faccia il giretto in un giorno di novembre. In ogni caso, ci sono certi mesi novembrini e plumbei in Cote d’Azur che pare d’essere nel vercellese e anche Rimini, nel mese dei defunti, non è poi un grande spasso. Ulivi, limoni, filari di viti, comitive di olandesi che guidano in preda al terrore sulle dolci colline alle spalle di Desenzano; lievi pendii che per loro sono come l’Annapurna: il lago di Garda è pieno di vita. Per esempio.

Luoghi comuni: il mare rende nervosi

Luoghi comuni Torre della Meloria foto di A. Andreani
Torre della Meloria (foto A. Andreani)

Eppure a Milano, città dove sono notoriamente tutti isterici, il mare non c’è.
È vero che i milanesi appena possono al mare ci vanno per il fine settimana.
Lo faranno allo scopo di aumentare il proprio tasso di aggressività, già peraltro ai limiti consentiti?
Non v’è un luogo che concilia meglio il sonno di un pomeriggio in Liguria, soprattutto in inverno. In estate è meno bello perché ci sono ovunque milanesi che si agitano.

Andare a Roma per vedere la Cappella Sistina e il Foro Romano

Luoghi comuni Veduta del Foro Romano... Scusate se è poco
Veduta del Foro Romano… Scusate se è poco

Non si può andare a Roma solo per vedere la Cappella Sistina e il Foro Romano! Invece bisognerebbe proprio andarci apposta. Dal lunedì al giovedì, in autunno, lontano da una qualsivoglia festività di qualsivoglia genere e tipo, weekend compresi.
L’autunno romano è meraviglioso e molto adatto; è la stagione totemica di Roma, che vive da quasi duemila anni un luminoso e fervido autunno. La Cappella Sistina ha l’unico grande difetto della presenza dei turisti. Per il resto è uno Stargate, una porta per il cielo, ed è per quello che sta in alto. Il Foro è un’unica grande stele commemorativa di ciò che era Roma, mangiata dal tempo, spogliata dai conquistatori, dimenticata e devastata dai suoi stessi abitanti, corrotta fino al basamento dei suoi edifici, ma ancora lì, impareggiabile pur nella rovina. Praticamente un plastico mentale dell’Italia di oggi.

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Luoghi comuni: Venezia puzza

Luoghi comuni Venezia Canale di cannaregio
Venezia Canale di Cannaregio

Sarai tu che hai le narici marce. È come andare a teatro a vedere l’Edipo Re di Sofocle e dire che non ti è piaciuto perché le sedie in platea erano brutte. Perché, direte, uno non è libero di trovare orrenda una tragedia sofoclea? Liberissimo, ma una persona astuta, certi commenti se li tiene per sé. In caso di narici ipersensibili si consiglia di scegliere l’inverno, con le sue poetiche brume sulla laguna. In ogni caso Venezia merita che ci si turi eventualmente il naso.

Luoghi comuni: Maldive

Luoghi comuni Maldive i fondali
Maldive i fondali

Si dice che alle Maldive, dopo aver girato l’isola in dieci minuti, non resta più niente da fare. Fai una bella cosa: munisciti di maschera, boccaglio e pinne e buttati a mare. Sotto il pelo dell’acqua c’è la più sorprendente fauna ittica che un cittadino impigrito possa mai sperare di vedere.
Per divertirsi alle Maldive bisogna avere la prospettiva dell’archeologo. Quando non sembra di trovare le cose sopra, bisogna andarle a cercare sotto.

In camper si assapora la vera libertà

Luoghi comuni Il camper rende liberi...
Il camper rende liberi…

Avete provato a immedesimarvi nel senso di soffocamento che provoca alla lumaca il pensiero di doversi portare in giro la casa? No? Allora affittate un camper, sempre che possiate permettervelo. Il camper costa quanto lo Sheraton, ma allo Sheraton non siete costretti ogni due giorni a svuotare il gabinetto chimico, il che fanno parecchi punti a favore dell’albergo. Alcuni sostengono che con la casa mobile puoi fermarti a dormire dove vuoi. Certo, in posti dove massacratori e ladri possono comodamente aggredirti con il favore del buio e del silenzio, oppure in Francia o nel parco di Yellowstone. Esclusi questi due unici luoghi al mondo, ovunque il globo si presenta ostile al campeggiatore su quattro ruote; e fa anche molto bene, poiché la sua eliminazione fisica è una liberazione per tutta la famiglia.

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Il maniaco del camper, secondo accreditati studi genetici, è un unico soggetto per famiglia, ma, per motivi oscuri alle persone mentalmente sane, egli non decide di partire solingo e ramingo, scomparendo all’orizzonte, ma trascina con sé tutti i parenti stretti, adducendo appunto l’ovviamente assurda e delirante scusa della libertà che garantirebbe andare in giro con un molestissimo e scomodissimo parallelepipedo a motore. A parte il fatto che la vera libertà sarebbe quella di andare dove si vuole punto e fine; sarebbe già un inizio l’andare semplicemente in giro senza di lui.

In vacanza nello stesso posto non si può andare

Luoghi comuni

Si dice “non si può andare in vacanza sempre nello stesso posto”. Senza andare a scomodare Jules Verne ed Emilio Salgari, che raccontarono esotiche avventure variopinte senza muoversi dalla biblioteca del proprio avito paesello, ho conosciuto persone di rara saggezza che il massimo viaggio che avevano fatto nella vita era a Pietra Ligure. E tutte le volte che ci andavano, in inverno, pareva che partissero per la Kamchatka viaggiando su una gamba sola, o che andassero alle Fiji con una zattera senza remi. Annibale sulle Alpi al confronto era niente, e l’Anabasi di Senofonte, la famosa marcia dei diecimila, un picnic al parco. Non importa quante cose vedi, ma come le vedi.

Luoghi comuni: la campagna rilassa

fattoriaLa mucca muggisce, il gallo canta, la cicala frinisce, la gallina chioccia, la pecora bela, il maiale grufola, il trattore bufala, la mietitrebbiatrice ringhia, la Mercedes del contadino romba. C’è un macello dell’accidente, senza considerare gli insetti, gli anticrittogamici, il concime.
Meglio starsene in centro città senza rispondere al citofono, allora.

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I grandi musei sono dispersivi. Dopo un’ora ti annoi

Louvre, Parigi
Louvre, Parigi

I grandi musei sono dispersivi. Dopo un’ora ti annoi. A che scopo educare se stessi all’arte, avvicinarsi ai grandi geni dell’umanità? Molto meglio andare al Museo etnografico della Mola e della Brugola, due stanze di attrezzi da lavoro, piuttosto che al Louvre, quel posto così dispersivo con tutti quei quadri ammucchiati. Se proprio ti tocca, al Louvre sono da preferirsi gli Uffizi, che hanno molte meno sale. La pinacoteca è una lunga barbosa teoria di dipinti di varia dimensione ed età, ma almeno che si capisca cosa c’è disegnato sopra. Da evitarsi le gallerie d’arte moderna, che sono troppo misteriose: tu ti affanni per ore a vedere degli sgorbi inenarrabili ed esci con il mal di testa.
P.S.: Il lato più interessante della National Gallery di Londra è che si entra gratis.

Milano non è una città d’arte

Luoghi comuni Teatro-alla-Scala-Milano
Milano, Teatro alla Scala

Milano non è una città d’arte! Certo che no. L’Ultima Cena è uno snack bar notturno, la Pinacoteca di Brera una risotteria, il Castello Sforzesco, per quanto ci si sforzi, non è dato capire a cosa serva, a parte contenere quella statua di Michelangelo che a ben vedere fa Pietà. Poteva almeno finirla, già che c’era. Il Duomo non è un granché e comunque è inutile spendere i soldi per salirci sopra a vedere la città dall’alto che tanto c’è la nebbia e, in assenza di nebbia, c’è foschia o infine, nei pochi giorni limpidi, c’è la cappa grigia di smog. La Scala è meglio evitarla perché, dalla fama che ha in tutto il mondo, uno immagina un edificio gigantesco e poi quando la vede rischia di restare deluso. Meglio andare a Punto Zero Polo Nord, dove il clima è meno umido e almeno da vedere c’è il ghiaccio.

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