Martedì 4 Ottobre 2022 - Anno XX
Nel souk di Marrakech, come a una grande Festa dell’Unità

Nel souk di Marrakech, come a una grande Festa dell’Unità

L’incontro con i tuareg, il paesaggio desertico. Viva il Marocco!

Insieme a un Tuareg vestito di blu
Insieme a un Tuareg vestito di blu

di Marina56

 

Siamo partiti dall’aeroporto di Milano Malpensa (Terminal 2). Nelle 3 ore di volo abbiamo sorvolato Marsiglia, i Pirenei, Barcellona, tutta la costa spagnola fino allo stretto di Gibilterra. Siamo arrivati all’aeroporto di Marrakech alle 18 ore italiane, 16 locali. Ci aspettava Mustapha, la nostra guida che ci ha accompagnato per tutto il tour. Era vestito con una tunica, pantaloni larghi, turbante colore blu. Il primo uomo tuareg che incontriamo. Abbiamo soggiornato all’hotel Imperial Holiday, molto grazioso. Cena a buffet e poi siamo andati ad esplorare la città di Marrakech a piedi, circa 20 minuti dalla famosa piazza Jemaa el Fna. Che traffico! guidano come pazzi scatenati, senza rispettare alcuna regola stradale, anche sulle strisce pedonali.

Nella valle dell'Ourika
Nella valle dell’Ourika

Siamo stati in piazza: grandissima e affollata (dicono 100mila persone di sera e altrettante nei tortuosi vicoli del souk circostante). È un palcoscenico a cielo aperto, dove ogni giorno si esibiscono cantastorie, saltimbanchi, incantatori di serpenti, danzatori, musicisti, un venditore di dentiere, ovunque rumori, odori acri e fumi di ogni genere. Al centro della piazza c’erano enormi tavolate con cucine volanti di carne: pollo, montone, manzo e pesce. Venditori di acqua vestiti con abiti folcloristici. Ovunque passassimo ci invitavano a fermarci a degustare: sembrava un enorme festa dell’Unità! È tutto molto folkloristico, il primo impatto era di smarrimento, poi ti senti coinvolta e ti incuriosisci a tale vista. Entriamo nel souk, una sorta di gran bazar, fatto di cunicoli, stradine, tutti ci invitavano a comprare la loro merce:” Solo vedere, no comprare, no caro”. Abbiamo acquistato un turbante dopo aver trattato il prezzo (che è la regola in Marocco), diamo 100 dihramm, circa 10 euro. Alle 23.30 locali, decidiamo di tornare in albergo con un taxi, poi scegliamo la carrozza: trattiamo il prezzo per 100 dirham.

Bimbi su un asinello
Bimbi su un asinello

Ci spostavamo con le nostre 8 jeeps, il gruppo era formato da 46 persone. La jeep era una Land Cruiser, immatricolata da 3 mesi, con aria condizionata: meglio del previsto! Il giorno seguente abbiamo visitato la valle dell’Ourika, a sud di Marrakech, situata a est del Jebel Toubkal, e frequentata da sciatori e appassionati di trekking. Siamo usciti dalla città tutti in fila, velocità 70km orari. La strada era ben asfaltata. Il paesaggio era pianeggiante, coltivazioni di alberi da frutto, olivi e vivai: in questa zona c’è molta acqua. Abbiamo incrociato tanti asini che trasportavano cose e persone. Ovunque artigiani del legno, terracotta e metalli. Le colline sono di colore rosso-amaranto. Il panorama è mozzafiato in vari punti, anche se velato da una leggera foschia. La temperatura è più fresca. Abbiamo poi degustato un the alla menta bollente. Durante i 30km percorsi abbiamo incontrato ovunque bambini che ci salutavano, con sguardi felici e vestiti smessi.

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