Giovedì 29 Settembre 2022 - Anno XX
La Sardegna insolita del carnevale

La Sardegna insolita del carnevale

Carrasecare è il nome che sull’isola indica i riti e le feste in maschera di fine inverno. Significa “carne da tagliare” e, secondo alcuni, affonda le sue origini nei riti dionisiaci. Una proposta di viaggio non banale per metà febbraio

Carnevale di Mamoiada, mamuthones in sfilata
Carnevale di Mamoiada, mamuthones in sfilata

 

Il cuore antico della Sardegna è pronto a ridestarsi tra poche settimane, per il carnevale. Il 17 gennaio, i tradizionali fuochi di Sant’Antonio daranno inizio ai riti che sull’isola prendono il nome di “Carrasecare” e proseguono, con modalità diverse da paese a paese, sino al 21 febbraio.

 

I thurpos del comune di Orotelli
I thurpos del comune di Orotelli

Il turista abituato alla Sardegna da cartolina delle aree costiere avrà di che sorprendersi, se programma una visita sull’isola in questo periodo. Mamoiada, in Barbagia, Orotelli, Ottana, preparano sfilate ed eventi che sollevano il velo opaco della festa d’intrattenimento per mostrare il lato oscuro della tradizione: la dialettica tra inverno e primavera, tra morte e vita, campagne deserte e terreni fertili. Questo, in origine, era Carrasecare: letteralmente, carne da tagliare, e c’è chi afferma che il riferimento etimologico allude, in primis, a carne umana, non animale. Il segreto del carnevale sardo si ritroverà nelle sfilate in maschera previste dal 19 febbraio, soprattutto nelle località interne del nuorese.

Mamuthones e Issohadores

Due figure tradizionali del carnevale di Mamoiada: Mamuthones e Issohadores
Due figure tradizionali del carnevale di Mamoiada: Mamuthones e Issohadores

I tour operator, pochi ma presenti, che hanno colto la sfida dei viaggi alla scoperta di una Sardegna non banale, dedicano i primi giorni di visita a Mamoiada, una comunità di poche migliaia di abitanti a 16 chilometri da Nuoro. A Mamoiada le maschere spettrali sono quelle dei dodici “Mamuthones”: personaggi muti, vestiti di pelli da animali, appesantiti da campanacci da bue sulla schiena, sonagli al collo, una visiera sul volto e un ambiguo fazzoletto femminile. In corteo si muovono insieme agli otto Issohadores, maschere con una fune di giunco e un corpetto rosso al rovescio. Alcuni studi spiegano queste sfilate ricordando gli antichi riti dionisiaci, che prevedevano il sacrificio di un animale, catturato e lacerato vivo, in ricordo della morte del dio sbranato dai titani. Lo scopo di propiziarsi il raccolto ed esorcizzare la paura della siccità sta all’origine di questi riti, probabilmente precristiani, come per le maschere dei “Thurpos” di Orotelli, dei “Boes “ e “Merdules” di Ottana. Un viaggio nella Sardegna delle tradizioni di fine inverno potrà toccare anche Samugheo, Oristano, Cagliari. (06/01/2012)

 

Info:

www.sardegnainsolita.it

 

www.comune.mamoiada.nu.it


www.comune.orotelli.nu.it


www.comune.ottana.nu.it


www.comune.samugheo.or.it


www.mamoiada.org

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