Martedì 27 Febbraio 2024 - Anno XXII

Isole Orcadi, i pirati di Stromness

Pirati moderni, contemporanei. Che non rinunciano a barba e baffi, cicatrici comprese. E vivono su quattro scogli flagellati dal Mare del Nord, felici della loro vita semplice e dura. Invidiarli? Certo, se ci si abitua al freddo

Stromness
Stromness

Chissà com’è l’inverno a Stromness, cittadina portuale delle Isole Orcadi. Freddo di sicuro, giacché anche l’estate non scherza. Belle casette grigie con il tetto aguzzo fanno intuire che la neve scende copiosa, in questo poco frequentato luogo del nord dell’Europa, una specie di Rio Bo molto settentrionale.

Tra baie, promontori, mini-case, nel ricordo di un antico Pirata

Isole Orcadi, i pirati di Stromness

In alternativa a questo ristorante con moquette, velluti e perlinature che fanno molto Scozia d’altri tempi, c’è la trattoria Hamnavoe, che prende il nome dall’omonima baia. La parola in norvegese antico significa appunto baia, così come Stromness significa all’incirca promontorio sul mare. Qui tutto è semplice, appunto. Ho visto un signore che tornava dalla pesca con una barchina tipo quella di Braccio di Ferro, con cappello e lungo impermeabile gialli e stivaloni verdi che pareva il capitano Acab e invece era un ragazzino di vent’anni. La vita non deve essere facile, eppure sembra tutto così pulito e senza affanni.

A Stromness da sempre ci sono i pirati, come il leggendario John Gow, che era nato qui e le cui vicende ispirarono a Walter Scott il romanzo Il Pirata. Sono loro, i pronipoti di John Gow, che bazzicano lo Stromness Hotel. Sono molto simpatici e sorridenti, come solo i veri corsari sanno essere. Chissà cosa stanno facendo ora, che è inverno e il mare è in tempesta.

La grande baia di Scapa Flow

Isole Orcadi, i pirati di Stromness

Tutto è concentrato in poche stradine con qualche negozio di cose tipiche, un supermercatino piccino picciò, qualche piazzetta che dà sulla baia di Hamnavoe che a sua volta consente l’accesso alla grande baia di Scapa Flow. Un luogo la cui quiete pare non possa mai venire intaccata e invece fu a più riprese un crudele teatro di guerra. Tenevano qui la flotta già i vichinghi e gli inglesi fecero altrettanto durante la Seconda Guerra Mondiale, insidiati dagli U-Boot tedeschi. Ora regna la pace, ma resta il porto di mare con lupi di mare annessi. Li puoi vedere se vai a cena allo Stromness Hotel, che fa da albergo e da ristorante. Incontri certi ceffi con baffoni e cicatrici assortite che gustano filetti di pesce con delicate salse, accompagnati da strepitosi bianchi australiani e superbi chardonnay neozelandesi. Alla faccia del lupo.

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