Venerdì 21 Giugno 2024 - Anno XXII

Il sogno su due ruote di Jana e Alex

Due ragazzi tedeschi sono partiti in bicicletta da Munster, in Germania, verso Est con una certezza, quella del non ritorno. Di passaggio a Ortona, hanno raccontato la loro storia e il loro viaggio su due ruote a un pubblico caloroso e incuriosito

Jana e Alex e i loro primi mille chilometri in bici
Jana e Alex e i loro primi mille chilometri in bici

Strappo alla regola, per la prima volta non si parla di affari baltici ma comunque di viaggi. Di un viaggio in particolare che è quello di due ragazzi tedeschi, Jana e Alex ospiti nei giorni scorsi in quel di Ortona. Il racconto di quell’incontro inizia dal saluto con cui è finito: davanti all’ingresso della Sala Eden il corrispondente di un noto quotidiano regionale segna goffamente su di un fogliettino le informazioni che ritiene necessarie per la scrittura di un pezzo poi mai letto. “Si, ma la politica?” domanda con ardore il prode giornalista. La traduzione mi imbarazza e i ragazzi l’anticipano rispondendo “No, No politica” e leggo nell’espressione del corrispondente la delusione, il disappunto, il rammarico e il pensiero sarà: ”E cosa sono venuto a fare?!”.
Invece si limita a chiedere:”E allora perché lo fate?”, arriva la risposta ma lui non la capisce perché non appartiene alla forma mentis di chi chiede avidamente se quel viaggio ha un valore politico. La risposta arriva e adesso cerco di riportarla. Alex ha 28 anni e si è appena laureato in Sociologia, Jana è una psicologa che di anni ne ha 29 e ha appena lasciato il suo lavoro. Lo ha fatto per partire, con Alex, per un Viaggio di cui l’unica certezza è quella del non ritorno. Partiti a inizio Ottobre da Munster città della Nord-Renania famosa per la sua Università e lo Skulptur Projekte. Città con una grandissima tradizione ciclistica a cui rese omaggio nel 2002 il Giro d’Italia con un arrivo in centro vinto dall’amatissimo Mario Cipollini.

Viaggio su due ruote

Il sogno su due ruote di Jana e Alex

Non potevano non partire in bici per il loro viaggio. Lo hanno pianificato per qualche mese: hanno messo da parte circa 10.000 € per partire, hanno trovato degli sponsor tecnici per le attrezzature, hanno deciso l’itinerario, hanno aperto un blog su wordpress per raccontarlo quel viaggio. Poi la cosa più importante, il Coraggio. Hanno pedalato assieme fino a Monaco di Baviera, poi hanno messo le bici e tutta l’attrezzatura sul treno e sono arrivati a Lubjana: troppo pigri per le Alpi.
Adesso sono impegnati nella discesa dello Stivale, si sono già fermati a Trieste, Ravenna, Fano, Ancona, Pineto e poi Ortona. Poi è stato Vasto, il Gargano e sarà Brindisi. Poi un traghetto, Grecia. Poi Turchia. Poi chissà. Vogliono andare a lavorare in Nuova Zelanda, forse ci metterano un anno e mezzo. Forse di più. Forse non arriveranno mai in Nuova Zelanda. Non lo sanno e non se ne preoccupano. Fino a Brindisi il loro viaggio era praticamente già scritto, con qualche eccezione: trovano persone che li ospitano grazie a piattaforme e social-network come Couchsurfing, WWOOF, BeWelcome, e così ci siamo trovati. Mi hanno trovato.

LEGGI ANCHE  Viaggio in auto? L'assicurazione Rca è obbligatoria anche all'estero

Quando le tecnologie non li aiutano cercano cortesemente il permesso di piazzare le loro tende nei giardini privati che incontrano per strada. Sarà per la tranquillità che traspare dai loro volti oppure per la serinità dei loro occhi, ma mai nessuno ha negato loro un angolo di giardino. Mi scrive Alex per trascorrere una notte a Ortona, ottimo ristoro tra gli appuntamenti di Pineto e Vasto segnati in rosso sull’agenda, Ortona sia. Nell’attesa del loro arrivo organizziamo con la Consulta Giovanile un incontro con le scuole, una visita con le chiavi di tutti i musei cittadini, parliamo con un assessore, prenotiamo la Sala Eden, chiamamo giornali, i volantini con le coordinate dell’incontro sono in tutti i bar cittadini. “Ma perché lo facciamo? Sono solo due turisti tedeschi come tanti che vengono ogni giorno…”. Invece no, sono Viaggiatori loro.

Il sogno su due ruote di Jana e Alex

La mattina con Andrea e Nadia li accompagniamo in una visita della città: Corso Vittorio Emanuele con il suo mercato settimanale, Basilica di San Tommaso, Castello Aragonese, Orientale, Teatro Vittoria, Palazzo Farnese, Biblioteca Comunale, Museo della Battaglia, un buon caffè alla Magnolia. Durante quelle piacevoli ore trascorse assieme tanti aneddoti, storie, confronti tra culture, idee, risate. Il piacere di conoscere e di conoscersi. Poi arriva il pomeriggio e il momento dell’incontro organizzato con tutte le persone interessate a conoscerli come noi quella mattina.
Ci si ritrova seduti tutti in circolo, circa una trentina: molti ragazzi delle scuole superiori, qualche coetaneo e perfino dei curiosi brizzolati. Piccoli problemi tecnici con il proiettore per iniziare, poi la piacevole sorpresa della quasi inutilità della mia traduzione dall’inglese perché i presenti non ne necessitano e perché i due ragazzi riescono a catturare la loro attenzione conversando in un ottimo inglese spolverato da qualche parola di spagnolo o francese quando non addirittura di italiano. Trascorre un intensa ora in cui i ragazzi parlano di cosa li ha spinti a partire, di quali sono i loro sogni, delle preoccupazioni dei genitori per la pericolosità di quel viaggio in bici.
Parlano dei posti che hanno visitato, di come trascorrono con gioia ogni momento di quell’avventura, descrivono la loro bici per l’occasione posta sul palco della Sala, mostrano il loro equipaggiamento, confidano le loro paure. I ragazzi, specialmente quelli più giovani, sono attentissimi e partecipano ponendo domande e complimenti. È trascorsa più di un’ora ed arriva il momento della foto di gruppo per ricordare quell’incontro. Poi si esce fuori ed è il momento dei saluti, prima però c’è quello con cui è inziato questo racconto: ”Si, ma la politica?”.
Caro amico corrispondente, la Politca c’è ma non è quella scandalistica che riempie le pagine dei nostri giornali. La Politica c’è ed è quella del coraggio dei ragazzi di essere riusciti a uscire dalla “comfort zone” lì dove c’è la vita, dove si è da soli e dove si è liberi. Dove si possono cambiare le cose, di sicuro dove si può se stessi.
Può essere più nobile la Politica? Quell’incontro voleva essere Politica. Ci saluta anche il nostro giornalista, ci salutano Jana e Alex che ci ringraziano di tutto. L’orgoglioso e soddisfatto sorriso stampato sui loro volti è l’arrivederci più appagante: “happiness only real when shared”.
Buona Viaggio Alex! Buon Viaggio Jana!

LEGGI ANCHE  In Lituania, turismo per duri nel bunker

Ecco il blog dove potete seguirli: worldsdiversity.wordpress.com

Leggi anche:

Ritorno in Molise

Armenia. Se la conosci, Non la eviti

Condividi sui social: