Lunedì 17 Giugno 2024 - Anno XXII

L’onda perfetta si trova sulle coste di Taranto

Emanuele Barbati

Intervista a Emanuele Barbati, compositore e autore di Lizzano, surfista per passione, si racconta ai lettori di Mondointasca in occasione dell’uscita del suo nuovo album d’inediti “Sulla stessa via”

Emanuele Barbati
Emanuele Barbati

Se pensate che solo a Malibù (California), meta leggendaria degli amanti di surf, ci sia l’onda perfetta vi sbagliate di grosso. Anche in Italia è possibile trovare splendidi posti dove praticare questo sport i cui ingredienti sono sole, mare, sabbia e vento. Emanuele Barbati, compositore e autore tarantino, surfista per passione, da noi intervistato in occasione dell’uscita del suo nuovo album d’inediti “Sulla stessa via”, la sua onda perfetta l’ha trovata a Lizzano, in provincia di Taranto, dov’è nato. “In Italia – ci racconta – non pensavo ci potessero essere posti bellissimi dove surfare. E invece, a soli 7 chilometri da casa mia ho scoperto uno sport molto particolare dove ogni volta che lo scirocco soffia e la mareggiata incombe, si va da Dio”. Ed proprio l’amore per la sua terra e per il surf lo ritroviamo nelle sue canzoni.

«Il mio stile – prosegue Emanuele – vuole rievocare la magia di una cena sulla spiaggia tra Jason Mraz e Francesco De Gregori: i testi intimi lasciano spesso spazio a sonorità semplici che portano a seguire il tempo con le mani. È un viaggio tra i luoghi segreti in cui nascono le ispirazioni, dove si svegliano i ricordi, dove c’è il tempo per riflettere. Tutte queste canzoni, infatti, sono nate in posti intimi, come la camera da letto, la spiaggia in inverno, la campagna in primavera e le vie che collegano tutti questi posti, la via, sempre la stessa via».

Emanuele, com’è nato quest’album?

Grazie all’incontro con Simone Bertolotti (produttore di artisti del calibro di Laura Pausini, Giusy Ferreri e Niccolò Agliardi, ndr) con cui è nato un sodalizio artistico. L’album, registrato a Cremona al WhiteStudio, contiene dieci brani, scritti e composti interamente da me che si caratterizzano da sonorità che variano dal Pop al Power Pop.

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Soddisfatto?

Tenendo conto della crisi economica che sta attraversando il Paese, della sempre più scarsa abitudine a comprare musica soprattutto tra i giovanissimi e, in generale, della poca attenzione nei confronti dei musicisti emergenti, sta andando bene.

La cover del nuovo album
La cover del nuovo album

Sulla stessa via è un disco di contaminazione.

I dieci brani spaziano tra i vari generi, dal pop italiano alle chiare contaminazioni del punk rock, dal power pop americano a quella melodia italiana che ci piace tanto, nonostante tutto.

Ma anche un disco di crisi.

Qualcuno mi ha fatto notare che i testi dell’album spesso raccontano di amori finiti, di amori in crisi, di ricordi, di sogni e di speranze. La crisi economica che stiamo attraversando finisce per investire i nostri rapporti più intimi. Tanto che un ottimista come me finisce per vedere tutto nero.

Perché questo titolo?

Di solito quando due persone si lasciano si usa l’espressione “hanno preso strade diverse”. Io, invece, immagino che la vita sia una via dove si fanno incontri e dove capita di lasciare persone indietro, che col tempo però potrebbe capitare di ritrovare. Mi piace molto l’idea della strada come luogo d’incontro.

Il tuo album lo consiglieresti come colonna sonora di quale tipo di viaggio?

Quasi tutte le mie canzoni nascono per strada, quando sono in auto. Di conseguenza consiglierei di ascoltarlo durante una passeggiata lungo una strada che costeggia il mare. In Di Nuovo Lei si può godere delle sfumature di una passeggiata tra le campagne pugliesi fino al sole su una spiaggia.

Il Golden Gate di San Francisco
Il Golden Gate di San Francisco

In Lisca affronti il tema del viaggio dal punto di vista di chi resta.

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La partenza per un lungo viaggio può dare motivo di riflettere su tutto ciò che resta di qualcuno nella nostra stanza. Seduti un pomeriggio d’estate a guardare libri, testi di canzoni, dischi e foto sparse sul pavimento, il godere delle piccolissime sfumature che appartengono a chi riempie le nostre giornate lascia il posto alla nostalgia dell’assenza, sperando in un ritorno non troppo certo.

Il video di Defaillance, una delle 10 canzoni dell’album, è stato interamente girato a San Francisco. Cosa ti ha colpito di questa città?

Il fatto di essere molto sui generis. Ero molto curioso di vederla perché avevo letto “On the road” e nel mio immaginario me l’ero immaginata in un certo modo. Una volta arrivato lì l’ho trovata diversa da come me l’ero sognata. Il libro racconta un viaggio da New York a San Francisco. Se avessi del tempo andrei da New York a New Orleans in auto per pensare dei brani e scrivere la musica che mi va.

Quanto ha pesato essere tarantino nel tuo modo di fare musica?

Taranto
Taranto

Sicuramente ha influito molto. Oggi grazie a iniziative come Puglia Sounds (programma della Regione Puglia per lo sviluppo del sistema musicale, ndr) il sound pugliese viene esportato in tutto il mondo. Ed è un vero peccato che la gente che abita in questa terra, a cui io sono legatissimo, debba lasciarla perché qui non c’è lavoro.

Racconti che quasi tutte le fasi fondamentali della tua vita sono legate alla musica: la passione da bambino per De Gregori e i cantautori, la scoperta del punk rock a 14 anni , lo stile americano, la chitarra di Ben Harper e Jack Johnson fino alla laurea in musicologia. Respirare musica fin da piccolo quanto ha influito su di te?

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Tantissimo. La musica ha tracciato la mia strada.

Nel tuo futuro vedi San Remo Giovani?

Penso di parteciparvi il prossimo anno. I talent hanno il pregio di scoprire talenti, ma si corre il rischio di bruciarsi.

Meglio il pubblico del Sud o del Nord?

Lasciami dire che è più semplice suonare dove non sanno chi sei. Dalle mie parti, non ci crederai, con me sono un po’ freddini.

Come te lo spieghi?

Quando il pubblico non ti conosce è più attento e ti ascolta. Da me poi passa più il concetto che se non vai in televisione non sei bravo. Al Nord, invece, ci sono tanti locali che hanno una storia musicale ed esibirsi lì è già tanto.

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