Domenica 7 Marzo 2021 - Anno XIX
Cork, effervescenza irlandese

Cork, effervescenza irlandese

Cork è una città intensa, orgogliosa, tutta da scoprire di giorno e di notte. Passato e futuro si fondono in un equilibrio perfetto e regalano edifici di ieri che si “mischiano” alle opere di tendenza di oggi

CorkGiovane, vibrante, effervescente, colta. Cork è così. Affascina per la sua storia e per il suo essere modernamente irlandese. È la seconda città più grande della Repubblica irlandese dopo Dublino e la terza città dell’Irlanda dopo Belfast. Adagiata lungo le rive del fiume Lee, Cork è il capoluogo della propria Contea e il centro principale della regione del Munster. Fu qui a Corcaigh (che in gaelico, significa “acquitrino”) che St. Finbarr fondò un monastero nell’anno 650, tra paludi e distese di torbiere.

Dal “buio” della guerra d’indipendenza alla moderna vivibilità

Cork CattedraleCork mantiene sempre una sua fiera identità, intrisa di una gran voglia di crescere. Tanto da essere ormai considerata da molti, a cominciare da suoi abitanti, la città più vivibile d’Irlanda, a scapito di Dublino. Per rendersene conto non c’è che scoprirla passeggiando tra il dedalo delle vie, strette tra le sponde del fiume che l’attraversa e la rispecchia e che ne fa un’isola collegata da ponti.
Dimore georgiane, sopravvissute alla ferocia degli inglesi durante la Guerra d’Indipendenza nel 1919-1922, si alzano sull’arteria principale, St. Patrick’s Street, la via dello shopping, delle vetrine sfavillanti, dei colori intensi. Mentre si cammina tra i tanti giovani che la percorrono svelta, capita di incontrare qualche busker. Gli artisti di strada regalano sempre, per un’offerta di pochi centesimi, antiche ballate e rock moderno. Qualcuno di loro è appostato anche vicino all’English Market: una loggia bellissima in stile georgiano, nata sul sito di un mercato di quattrocento anni fa. Oggi è un punto di ritrovo cool dove incontrarsi, conversare e rendersi conto del perché la contea di Cork sia rinomata per la sua gastronomia.

Ostriche e birra di Cork

Cork musicisti al BeamishAl centro dell’edificio spicca una fontana che zampilla acqua dalle sfumature variopinte grazie al gioco di luci che si riflettono. Da qui si può iniziare a passeggiare tra le bancarelle che vendono di tutto: carne, pesce, frutta, verdura e spezie. E poi ancora giocattoli per i più piccoli e calzature per tutti. Saliti al primo piano dell’English Market, si gode la vista di un luogo brulicante e sempre in fermento.
Il miglior modo per gustare lo spettacolo dal “loggione” è sedersi a uno dei tavolini, mangiando ostriche annaffiate di Guinness. Anche qui la birra di “Sir Arthur” è un’istituzione, ma fedeli alla loro diversità, i corkiani consumano pinte e pinte di Beamish, la birra locale prodotta nella Beamish and Crawford’s Brewery in South Main Street. Chi vuole può visitare la fabbrica e apprendere i segreti della lavorazione che regala un “nettare” dal gusto dolce e vellutato, pur essendo una Stout.

Legni scolpiti nella Cattedrale

Dalla Brewery alla St Finbarr’ Cathedral il passo per scoprire un altro tipo di storia è breve: basta attraversare South Gate Bridge e girato a destra verso il fiume, si vede subito la torre affusolata della chiesa svettare nel cielo. Quando le si è davanti, gli occhi scorrono sulle mura esterne d’antico gotico, popolate di statue di angeli e demoni. Dentro, decori d’epoca vittoriana risaltano sulle pareti in marmo rosso vermiglio di Cork. Sono i lasciti della ricostruzione avvenuta nel 1878, dopo che la Cattedrale fu distrutta durante l’assedio inglese del 1690. Camminare sul pavimento in mosaico colorato nel coro porta vicino all’oro, al rosso e al blu degli angeli sul tabernacolo. Sotto ai sedili degli stalli, dove cantano i coristi, ci sono libellule, scarabei e farfalle scolpiti. Sono così realistici che sembrano volar via oltre l’enorme rosone che rappresenta la Creazione.

Il Quartiere Ugonotto: lo “chic” di Corcaigh

Cork french church streetPer scoprire un’altra zona storica della città non resta che tornare indietro verso l’English Market e proseguire a nord. Basta imboccare French Church Street per arrivare al Quartiere Ugonotto. Ieri era la zona dei mercanti francesi che rilanciarono l’economia di Cork, oggi è un’area chic, ricca di zone pedonali dalla pavimentazione in mattoni da cui nascono alte mura in pietra. Il cuore del quartiere è la Rory Gallagher Square: nella piazza, dedicata al musicista blues, “suona” la scultura di una chitarra enorme con testi e spartiti per ispirarsi. Lasciando la musica per l’arte non si può che continuare il giro verso nord dove si incontra la Crawford Municipal Art Gallery. Cork, che nel 2005 è stata Capitale europea della Cultura, ne fa un fiore all’occhiello del suo rapporto privilegiato con il mondo artistico. All’interno dell’edificio si possono ammirare tra l’altro, il dipinto dai colori accesi di William Crozier “The Rice Field”,  i tratti vittoriani di “Letter from America” di James Brenan e un ritratto della scrittrice Elisabeth Bowen freddo, quasi distaccato, di Patrick Hennessey.

Tutti “campanari” a Sant’Anna

Cork shandonPrima di incamminarsi nella zona settentrionale, vale davvero la pena fare un break al caffè della Galleria. Qui il cibo è sublime e la gente che affolla il luogo sa bene che viene cucinato dalla famosa Ballymaloe School of Cookery di Midleton, a est di Cork. Rifocillati e pronti per scoprire il quartiere di Shandon, si prende Christy Ring Bridge che attraversa il North Channel. Le vie si stringono e diventano tortuose mentre salgono verso le colline, dove si comincia a intravedere la torre della chisea di St. Anne. Da lì arriva la melodia delle famose Campane: tutti le possono suonare, basta una piccola offerta al sagrestano. Chi non è esperto e non sa comporre un proprio motivo (la maggior parte) può prendere spunto da un libricino in cui sono scritte musiche antiche e improvvisarsi “campanaro”.
Proprio vicino alla torre c’è lo Shandon’s Butter Exchange. La struttura fu costruita nel 1770 per ospitare centinaia di migliaia di barili del favoloso e famoso burro di Cork. Oggi, invece, si trova un laboratorio artigianale: qui lavorano liutai, fabbricanti di esche, esperti che realizzano calici di cristallo o brocche di ceramica secondo riti antichi. Tutte le loro creazioni sono in vendita e per pochi euro si può portare con sé un pezzetto di storia. Storia che vive tra le pareti gelide del Cork City Goal, l’antica prigione, mezz’ora a piedi da qui.

Ricordi della Grande Carestia

cork city goalLa mostra allestita all’interno del Cork City Goal racconta le condizioni disumane cui erano costretti i suoi “ospiti forzati”. Nell’Ottocento rubare era quasi un obbligo per sopravvivere, soprattutto negli anni bui della Great Famine, la grande carestia che flagellò l’Irlanda decimandone la popolazione e costringendo migliaia di persone alla migrazione oltre Oceano. È difficile credere oggi che Mary Sullivan, per avere sottratto una tela di cotone che valeva a malapena due pence, sia stata rinchiusa in questa prigione per sette anni. O, peggio, che un ragazzino di nove anni, Edward O’Brien, sia stato frustato due volte alla settimana e poi sbattuto in galera per aver rubato qualche misero oggetto d’ottone. Eppure questa era la vita sull’isola in quegli anni tristi, quando un tozzo di pane non era che un vago passaporto per superare la giornata e sperare nel domani.

Città giovane, dalla vita intensa

CorkOra, grazie al Cielo, l’Irlanda, e Cork in particolare, vivono il benessere di una nazione ancora in crescita grazie ai benefici influssi della “Tigre Celtica”. Nonostante l’economia abbia un po’ rallentato rispetto agli anni passati. Basta scivolare di sera lungo le vie che costeggiano il fiume Lee per accorgersene. Pub, locali, discoteche, brulicano di gente giovane, la maggior parte dei quasi centoventimila abitanti che vivono qui. Corrono tutto il giorno e non si fermano nemmeno di sera, se non in un bar per l’ora del craic, in attesa di danzare antiche musiche o ballare al ritmo sincopato dell’hip-hop. Tra i più famosi è l’Hi-B sulla punta dell’Isola, il cuore della città. Il fuoco del caminetto illumina la sala sempre piene di gente. I più fortunati hanno trovato posto a un tavolino, molti sono appollaiati al bancone per la birra, la migliore della città, sostengono. Poi, dopo essersi scambiati idee e chiacchiere per decidere dove vivere la notte, escono di fretta e camminano veloci tra le luci dei ponti. “Andiamo, Cork ci aspetta!”.

Approfondimenti

Dai Vichinghi agli Ugonotti
Tra il IX e il X secolo i Vichinghi, che prima avevano messo a ferro fuoco la zona durante le loro scorrerie, decisero di stabilirvisi e di fondare una vera e propria città. Sfruttando la sua posizione geografica e il porto naturale, Cork crebbe nei secoli, arricchendosi con il commercio nel periodo normanno e nel Medioevo creando una classe mercantile fiera e audace ne fece un centro indipendente e florido. Le mura della città furono distrutte insieme a molti edifici dagli inglesi, nel 1690 quando Guglielmo III si scontrò con Giacomo II per rivendicare e ottenere il trono. Il cosiddetto “acquitrino” sarebbe poi tornato a prosperare nel XVIII Secolo con l’arrivo degli Ugonotti dalla Francia che sfruttarono i nuovi canali fluviali, contribuendo molto a rivitalizzare il commercio.

Informazioni utili
Irlanda in generale:  www.irlanda-travel.com
Sito ufficiale delle contee di Cork e Kerry: www.discoverireland.ie/southwest.aspx
Sito di Cork City Council: www.corkcity.ie
Guida online della città di Cork: www.cork-guide.ie

Come arrivare a Cork dall’Italia
Aer Lingus, compagnia di bandiera irlandese. Voli diretti su Cork da Roma. Da Milano e Venezia voli diretti su Dublino. www.aerlingus.com

La compagnia low cost irlandese Ryanair offre voli diretti per Dublino da Milano Orio al Serio, Roma, Pisa, Alghero, Bologna, Treviso e Trapani e Torino (stagionali). www.ryanair.com

Da Dublino si raggiunge Cork col treno in circa 3 ore (www.irishrail.ie) o con il pullman in circa 4 ore e mezza (www.buseireann.ie).

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