Mercoledì 24 Aprile 2024 - Anno XXII

Il Triveneto, la patria del baccalà

Arrivato a Venezia per caso, il baccalà è stato subito adottato dalla cucina veneta. Ogni anno i migliori cuochi della macroregione mettono a dura prova la loro fantasia e la loro abilità per preparare un menu tutto centrato sul gustoso pesce norvegese

Il Triveneto, la patria del baccalà

Dal 12 settembre al 3 dicembre 2014 torna nel Triveneto il Festival Triveneto del Baccalà “Verso Expo 2015”, giunto alla quinta edizione. A contendersi il Trofeo Tagliapietra sono 31 chef, di cui oltre la metà concorrenti al Festival per la prima volta: 24 provengono dal Veneto, quattro bellunesi (di cui tre stellati), cinque padovani, quattro rodigini, quattro trevigiani, quattro veneziani (di cui uno stellato), due vicentini e uno veronese. Quattro provengono dal Friuli Venezia Giulia, due dalla provincia di Udine e due dalla provincia di Pordenone e tre sono trentini. Gli chef concorrenti dovranno preparare un antipasto, un primo e un secondo a base di baccalà salato o stocco.

La prima scelta del piatto più buono e innovativo spetterà ai clienti del ristoranti nelle singole cene-evento in programma (menù costa al massimo 60 euro). Dopodiché, ci saranno le selezioni provinciali, regionali e interregionali, a cura della Giuria tecnica del Comitato organizzatore, che sceglierà le sei ricette finaliste, quattro venete, una trentina e una friulana. A decretare il vincitore finale mercoledì 3 dicembre, nel Galà interregionale all’Antica Trattoria Ballotta di Torreglia (PD) sarà una Giuria stellata, coordinata da Franco Favaretto, chef patron del Baccalàdivino di Mestre (VE). Tra i giurati, ci sarà anche il vincitore dell’edizione 2013, Alfio Ghezzi, chef e direttore dello stellato Locanda Margon di Revina (TN).

Sempre più difficile

Il Triveneto, la patria del baccalà

La novità di questa edizione è che gli chef non potranno usare il merluzzo fresco nella preparazione dei piatti. “Da quest’anno, i concorrenti dovranno dimostrare ancor più la loro abilità di saper innovare un piatto della tradizione e potranno usare il gadus morhua, la specie più nobile del merluzzo pescato nelle acque norvegesi, unicamente nelle versioni salato ed essiccato oppure stoccafisso“, spiega Luca Padovani, presidente del Comitato organizzatore che annovera tra i componenti anche le Confraternite del baccalà nordestine (la veneziana Confraternita del Baccalà Mantecato, la Confraternita del Bacalà alla Vicentina, la Patavina Confraternita del Baccalà e la Confraternita dello Stofiss dei Frati di Rovereto), oltre al più grande importatore di stoccafisso del Nord Italia, Tagliapietra e Figli di Mestre (VE).

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Una curiosità: lo stoccafisso è conosciuto nei territori della Serenissima fin dal ‘400 quando il nobile veneziano Pietro Querini che, diretto nelle Fiandre, fu sospinto da una tempesta fino alle isole norvegesi Lofoten, dove naufragò. Salvato dai locali ebbe così modo di assaggiare il merluzzo essiccato e lo portò in Italia dove fu accolto con grande favore, tanto che nel 2013 l’Italia ne ha importato dalla Norvegia 2.677 tonnellate, il 9.2% in più rispetto al 2012 (dati Norge, marchio del Norvegian Seafood Council). L’elenco dei ristoranti e le informazioni si trovano sul sito: www.festivaldelbaccala.it

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