Martedì 4 Ottobre 2022 - Anno XX
A Comacchio rinvenute due imbarcazioni fluviali

A Comacchio rinvenute due imbarcazioni fluviali

Due rinvenimenti archeologici a pochi metri di distanza nell’area dell’antica pieve paleocristiana di Santa Maria di Padovetere: un’imbarcazione fluviale a fondo piatto e una piroga monossile

In questi giorni è stato riportato alla luce, nell’area archeologica dell’antica pieve paleocristiana di Santa Maria in Padovetere, a pochi chilometri dal centro storico di Comacchio e a meno di un chilometro dalla zona archeologica di Spina in Valle Pega, un’imbarcazione fluviale a fondo piatto lunga 15 metri, larga circa 7 e databile tra la fine dell’epoca imperiale romana e l’età tardoantica (tra il IV e VII secolo). La datazione del relitto è stata data dalla tecnica costruttiva dell’imbarcazione realizzata con il sistema ad assi cucite (sutilis navis) tipico dell’epoca tardo-imperiale. Il ritrovamento dello scafo è avvenuto a poca distanza dai resti delle strutture murarie plebane a una quota di circa tre metri di profondità.

Uno scavo, due imbarcazioni

Veduta aerea degli scavi
Veduta aerea degli scavi

Ad una quota stratigrafica più alta rispetto a quella dell’imbarcazione, sta venendo alla luce una seconda imbarcazione completamente differente dalla precedente. Si tratta di una piroga monossile, ovvero uno scafo di piccole dimensioni, molto diffuso per gli spostamenti fluviali nei secoli altomedievali, quando le vie d’acqua erano molto più importanti e frequentate delle vie terrestri. Le due imbarcazioni sono prive di carico e ciò fa pensare che siano state affondate volontariamente perché ormai vecchie ed inutilizzabili. Secondo ipotesi ancora al vaglio degli archeologi, l’imbarcazione sarebbe stata riutilizzata per la realizzazione di lavori di arginatura dell’antico fiume. L’importante ritrovamento non è stato casuale ma bensì programmato, poiché precedenti indagini, effettuate nel 2008, facevano ipotizzare la presenza di qualcosa di rilevante.

La sfida di una rete museale provinciale

Il sindaco di Comacchio Marco Fabbri
Il sindaco di Comacchio Marco Fabbri

Gli scavi sono partiti circa tre settimane fa, ora l’amministrazione comacchiese ha annunciato che stanzierà ulteriori fondi per l’ampliamento dell’area di scavo e la realizzazione di infrastrutture per rendere agibile, già dalla primavera 2015, almeno la porzione del sito dove sorge la pieve e il battistero con la necropoli annessa. “Spesso ci si piange addosso dicendo che mancano i soldi, no, invece spesso mancano le idee – interviene il sindaco di Comacchio Marco FabbriLancio una sfida a tutti gli amministratori ferraresi presenti nel dotarci di una rete museale provinciale adottando una carta unica per il sistema museale ferrarese“. Poi il sindaco Fabbri rivela il suo sogno nel cassetto. “Da giovane amministratore quale sono, vorrei una grossa campagna di scavi, sostenuta anche da privati, che riporti alla luce la città di Spina,  e i altri tanti tesori sepolti in provincia“. Molto impressionato dal ritrovamento è stato anche il ministro Dario Franceschini che ha garantito tutta la disponibilità del Mibact nel sostenere il recupero e la valorizzazione dell’area archeologica.

(21/10/2014)

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