Martedì 18 Giugno 2024 - Anno XXII

Sicilia: treno storico per le zolfare di Lercara Friddi

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Turismo slow. Domenica 20 settembre parte dalla stazione di Palermo il treno storico che porta alla scoperta delle zolfare di Lercara Friddi. Un viaggio nel tempo con visite al patrimonio religioso e culturale della cittadina siciliana

Zolfatari
Zolfatari

Il turismo sta assumendo sempre nuove e differenti forme. Una di queste è l’impiego di treni storici che viaggiano su vecchie linee ferroviarie in disuso. Il recupero di questi percorsi, “binari senza tempo” che portano il pubblico a visitare luoghi quasi dimenticati sta ricevendo apprezzamenti e partecipazione da parte di quella parte di cittadini che amano il turismo lento, slow come si dice ora. Fondazione FSI, istituita nel 2013, e Ministero dei Beni Culturali e del Turismo hanno sottoscritto un accordo per contribuire alla conservazione e valorizzazione del prezioso patrimonio storico delle ferrovie italiane e sviluppare nuove e più strutturate forme di turismo sostenibile, auspicando lo sviluppo di sinergie col mondo imprenditoriale.

Una domenica a passo lento

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Locandina Treno delle Zolfare

In Sicilia oltre alla Ferrovia della Valle dei Templi, domenica 20 settembre il treno storico siciliano parte dalla stazione di Palermo in direzione Lercara Friddi, il comune dell’entroterra pieno di storia, tradizioni e con il fascino delle zolfare. Organizzato dall’Associazione Treno D.O.C. il viaggio inizia alle 8,45 dalla Stazione Centrale di Palermo con fermate intermedie a Bagheria, Termini Imerese (e Roccapalumba. Apposita carrozza è destinata a servizio bar. Alla stazione di Lercara, i partecipanti si trasferiranno su bus navetta per la visita guidata nei luoghi delle zolfare. Nel percorso su strade polverose sembrerà di fare un tuffo nel passato. Chiudendo gli occhi sembra quasi di udire il cadenzato passaggio dei carri, il vocio dei lavoranti e l’odore acre della combustione. Ruderi intricati nella sterpaglia, alti pozzi di aerazione con gli argani per le discese, i forni e la pompa per la generazione della corrente, sono testimonianze di un lontano passato.
Le miniere di Lercara, già descritte da insigni cronisti, sono gli unici giacimenti in provincia di Palermo e meritano un’attenta visita per la loro capacità di generare emozioni.

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Dalle zolfare al patrimonio culturale e religioso

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Lercara Friddi, Chiesa Madre

Completata la visita alle miniere, pausa pranzo e poi, come da programma, si visitano: Chiesa Madre (1700) con il magnifico altare della Madonna del Carmelo, Patrona degli zolfatari, ricco di marmi e impreziosito dall’antico simulacro della Vergine; Chiesa di Costantinopoli (1800) in seguito al miracoloso ritrovamento di una lastra calcarea, avvenuto nel 1807, pietra conservata e visibile ancora oggi nella chiesa, comportò l’erezione del santuario e l’inizio della devozione.  Visita anche alla meravigliosa Chiesa di S. Matteo (1600) dove sull’altare maggiore è conservata una pala d’altare raffigurante la Trinità, S. Matteo e il Sangue Mistico che redime le Anime del Purgatorio. L’Altare della Madonna di Trapani scolpito con motivi floreali, invece, conserva una statua marmorea della Madonna di scuola gaginesca e una statua di S. Rosalia. Un altare conserva il bellissimo simulacro del SS. Crocifisso, di alta espressività e risalente al XVI-XVII secolo. Si racconta che questo Cristo, destinato al vicino paese di Castronovo, per volontà divina rimase a Lercara, divenendo oggetto di venerazione profonda. Una devozione che perdura ancora oggi con una suggestiva processione che si svolge il 19 Settembre. L’itinerario si completa con la visita alla Biblioteca Comunale “Giuseppe Mavaro”, centro polivalente di svariate attività culturali e vero scrigno di arte e cultura, che ospita la già citata Sezione Archeologica del Museo Civico e la Pinacoteca, ricca di tele e sculture moderne e il “Costume nel Pupo”. A seguire il Museo dedicato a Frank Sinatra presso la sede della Pro Loco.

Per informazioni e prenotazioni: 091 7848420
www.globalsemviaggi.it
info@trenodoc.it – www.trenodoc.it“

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