Lunedì 24 Gennaio 2022 - Anno XX
Cosimo Cinieri in Guerra

Cosimo Cinieri in Guerra

Roma: la Grande Guerra tra poesia, dramma e musica

Roma ricorda una pagina della storia italiana con “Guerra! ‘15/18”, un concerto di Poesia e Musica il 23 e 24 novembre 2015 all’Auditorium Parco della Musica

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Banda Musicale dell’Esercito italiano

La Prima Guerra Mondiale è una pagina fondamentale della nostra storia, senz’altro il primo momento, nella sua tragedia, in cui l’Italia si sentì unita, dal nord al sud, e per questo non è inutile serbarne memoria.  L’Italia entra in guerra nel 1915, dopo un anno di neutralità, a fianco dell’Intesa, per concludere la fase risorgimentale con la conquista delle terre irredente di Trento e Trieste. Riuscirà a ottenerle al prezzo però di ingentissime perdite umane ed economiche.
Nell’ambito della seconda edizione del festival “Le Rose del Parnaso” Cosimo Cinieri e Irma Immacolata Palazzo, in collaborazione con La Banda Musicale dell’Esercito Italiano diretta dal M°Antonella Bona, danno vita il 23 e 24 novembreGuerra! ‘15/18, un concerto di Poesia e Musica in Prima nazionale che si snoda lungo un tragitto di migliaia di pagine letterarie per elaborare l’orrore della guerra.

La Guerra nelle parole dei grandi poeti

Grande Guerra,-con-Cosimo-Cinieri

Cosimo Cinieri

Privilegiando la narrazione del conflitto sul fronte italo-austriaco (il più difficile a detta di tutti, poiché prima di allora nessuno aveva combattuto a più di 3.000 mt d’altezza, vicino ai ghiacciai eterni) lo spettacolo si svolge su un doppio binario narrativo: colto e popolare assieme. Da una parte la testimonianza dei grandi poeti: tra gli altri Ungaretti, Palazzeschi, Gadda, Alvaro, Rebora, D’Annunzio, Folgore, Soffici, Govoni, Boccioni e Marinetti, dall’altra le misere lettere in dialetto sgrammaticato dei soldati in trincea. In programma anche alcuni brani tratti dalle memorie di Malaparte, Caccia Dominioni, Frescura, Fabi, Lussu, Monelli, Salsa, Solmi; i contributi poetici di Majakovskij, Joyce, Apollinaire, Eliot; la sintesi ungarettiana, poesia scabra e dura come pietra carsica; la grande memorialistica italiana.
Accanto ai momenti salienti della guerra sugli Altipiani e sul Carso, si racconta la vita in trincea: l’attesa spasmodica dell’assalto, il battesimo del fuoco, il sonno della giovane vedetta, la paura della morte e l’orrore delle carneficine causate dalle nuove armi, la fame la sete il freddo e il caldo sofferti, gli atti di eroismo, la solidarietà, la curiosità per il nemico, a volte così vicino da sentirlo respirare e cantare e prendere il caffè. E ancora: la prigionia, le decimazioni, l’autolesionismo per disertare la guerra. Non mancano involontari pezzi comici, legati ai disagi: topi ammaestrati o espedienti per convivere con i cadaveri con cui bisogna ‘affiatarsi’. Un affresco umanissimo.

Guerra moderna: uno spettacolo grandioso

Antonella-Bona

Antonella Bona

Il rapsodo Cosimo Cinieri, nel costume di un semplice fante, appare come un reduce, pronto a spogliarsi delle sue reliquie: una stampella a cui s’appoggia e una maschera/protesi a risanare terribile ferite, per raccontarci la drammatica odissea. Il ‘teatro di guerra’ sta lì a ricordarci – come ha sottolineato Andrea Cortellessa – che per la prima volta l’uomo visse la guerra moderna come uno spettacolo grandioso, che avvince almeno quanto fa inorridire”.
Le musiche della Banda spaziano dai canti di guerra e di contestazione: nel repertorio La leggenda del Piave, Ta-pum, La campana di San Giusto, O Gorizia tu sei maledetta, fino alle canzoni napoletane dell’epoca, brani lirici e sinfonici (Mozart, Verdi, Gounod e Sibelius), oltre alle più acclamate canzoni di café-chantant, tra cui la celebre Frou frou del tabarin.

Informazioni Utili:
“GUERRA! ‘15/18”: 23 e 24 novembre 2015 alle ore 21 all’AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA DI ROMA – SALA SINOPOLI, Viale Pietro de Coubertin 30 – Roma.
Biglietteria 892.101
Drammaturgia e Regia: IRMA IMMACOLATA PALAZZODE 
CARMELA MAFFONGELLI, soprano;
ANDREA FERMI, tenore;
Gli allievi attori della Scuola di Teatro FONDAMENTA
I danzatori della SCUOLA BAILA DANCE e OFFICINA DANZA;
Consulenza storico-bibliografica MICHELE D’ANDREA.

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