Venerdì 19 Aprile 2024 - Anno XXII

Ciclovie in Italia, pedalando dalle Alpi a Santa Maria di Leuca

Ciclovie

Per la prima volta il Governo finanzia quattro ciclovie a lunga percorrenza che uniranno l’Italia da nord a sud. In bicicletta dalle Alpi a Santa Maria di Leuca

Ciclovie sul PoDa Nord a Sud itinerari in bicicletta per offrire un nuovo tipo di turismo. Per la prima volta il governo finanzia la progettazione e la realizzazione di un sistema nazionale di Ciclovie turistiche di lunga percorrenza. Queste Ciclovie vanno da Verona a Firenze, da Venezia a Torino, dalla Valle del Sele a Santa Maria di Leuca.

Ciclovie che si possono definire ere e proprie “bicistrade” pensate per lanciare il cicloturismo. Ma anche e, soprattutto, per attirare i turisti stranieri, pronti a varcare le Alpi per visitare l’Italia in sella a una bici.

Ciclovie che consentono di viaggiare in completa sicurezza, proprio come succede da decenni nei loro paesi. In tre anni il Governo stanzierà per la realizzazione del progetto 91 milioni di euro.

Sistema delle Ciclovie italiane

La legge di stabilità ha dato il via libera per la realizzazione di un sistema nazionale di ciclovie turistiche frutto dei progetti portati avanti nei territori da associazioni amanti della bicicletta con il supporto delle istituzioni e dei cittadini. Tra questi c’è anche la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese promossa da Bikeitalia che in pochi mesi ha raccolto migliaia di firme.

Le altre “bicistrade” sono la “Ciclovia del Sole” da Verona a Firenze, “VenTo” da Verona a Torino lungo il Po e il “Grab, grande raccordo anulare bici, 44 km per collegare Colosseo, Appia Antica, parchi e sistema fluviale della capitale con i quartieri di nuova costruzione.

Ciclovie“Per ottenere la Ciclovia lungo l’Acquedotto pugliese si è costituito un coordinamento di 56 associazioni e 20 imprese con pro loco, aziende alberghiere e tour operator”, spiega a Repubblica Cosimo Chiffi, giovane economista, portavoce del coordinamento.

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“Dalle sorgenti del Caposele a Santa Maria di Leuca sono 500 km e tre regioni. Per la prima fase puntiamo ai 250 km da Venosa a Villa Castelli, sfruttando la strada sterrata di servizio all’acquedotto, più una bretella da Bari a Gioia del Colle”, spiega Lello Sforza, mobility manager della Regione Puglia.

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