Domenica 20 Ottobre 2019 - Anno XVII
San Gimignano

San Gimignano

Sulle orme della Via Francigena

Lungo la Via Francigena, a passo lento, per meravigliarsi della natura e dei capolavori artistici che si incontrano. Scoprire le vie di antichi pellegrini, attraverso luoghi incontaminati e borghi del centro Italia definiti minori

Francigena camminare-via-francigenaUn’Italia minore? Non si direbbe, vista l’unicità e la ricchezza di alcuni monumenti e capolavori artistici. Eppure così sono considerate alcune cittadine e borghi di Toscana e Lazio, oscurati dalla potenza iconica di centri maggiori, come Firenze e Roma. Centri e borghi tutti da scoprire, con calma, a passo lento, in viaggi esperienziali ed emozionali. Si tratta degli Italian wonder ways, che  attraverso luoghi incontaminati e borghi del centro Italia, possono diventare un nuovo prodotto turistico italiano. Sono vie che ripercorrono antichi tracciati, strade storiche, cammini  di respiro europeo, anzi sono quelli che spesso hanno contribuito a formare l’identità europea nei secoli. Prima tra tutte la Via Francigena da Canterbury a Roma, descritta  per la prima volta dal vescovo Sigerico, che, nel 990  fissò 80 tappe  da percorrere in 79 giorni di cammino. Cammino orizzontale verso una meta geografica, ma anche cammino verticale alla scoperta di se stessi.

Francigena francigena-pellegriniIn tempi di lotte fratricide tra Guelfi e Ghibellini, al pellegrino bastava bussare ad una porta e presentare le credenziali per essere accolto fraternamente. Le sue “armi” erano modeste: il “bordone” come sostegno e difesa contro animali e insidie, il mantello, il cappello, la scarsella per riporre un pezzo di pane e un libro di preghiere. Una delle porzioni più suggestive della Via Francigena, riconosciuta nel 1994 itinerario culturale dal Consiglio d’Europa, è quella che da Lucca arriva a Roma, attraversando Toscana e Lazio.
Proprio a Lucca, intatta dentro la sua cinta muraria, con le torri e le splendide facciate marmoree delle chiese, l’installazione multimediale “Il viaggio, La fede, La bellezza”, appena aperta,  diventa punto di riferimento nazionale sull’argomento. Nella imponente Casa del boia restaurata di recente, dagli enormi voltoni, la Via Francigena Entry point rappresenta un’immersione totale in  un contesto di suoni, buio, vento, paura, visioni di paesaggi misteriosi in attesa della meta finale, Roma.

Francigena francigena-monteriggioni

Monteriggioni

Nel percorso la strada era difficile, segnata appena dalle orme precedenti, spesso tra boschi  paurosi e fitti cespugli. Poi all’improvviso si scorgevano lontano le mura e le torri di un borgo o una città. E ci si rincuorava. Il viaggiatore moderno si emoziona ancora alla vista di San Gimignano o di Monteriggioni, luoghi sospesi nel tempo. Dalla torre più alta di San Gimignano, un gioiello protetto dall’Unesco, ricchissima nel Medioevo per la produzione dello zafferano, panorama imperdibile sulla città e sulle colline toscane.
Le torri di Monteriggioni, arrivando a piedi da Abbadia a Isola, un piccolo villaggio sorto attorno all’abbazia cistercense di San Salvatore del secolo XI, sembrano davvero “orribili giganti”, secondo l’espressione dantesca. Infine la Rocca di Radicofani, alta sull’intrico di vie strette e  case in pietra, legata per anni al nome del famoso brigante/gentiluomo Ghino di Tacco.

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Siena

Siena, tappa fondamentale della Francigena toscana , gioiello compatto all’interno della cerchia delle mura, offre l’esempio più alto di ospitalità: l’Ospedale Santa Maria della Scala. Chiamato così perché sorto davanti alla scalinata del fastoso Duomo, il  vasto complesso ospedaliero sorse tra il IX e l’XI secolo, per accogliere i pellegrini di passaggio e tutte le persone indigenti, soprattutto mamme e bambini abbandonati. Bellissima la grande sala dell’infermeria detta “pellegrinaio” con un grande ciclo di affreschi sulla vita quotidiana dell’ospedale. A San Quirico d’Orcia, dettagli d’arte nella Collegiata romanica e cura  del paesaggio negli Horti Leonini della potente famiglia Chigi.

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