Sabato 23 Giugno 2018 - Anno XVI
Flaminio Bertoni, un italiano in terra di Francia

Flaminio Bertoni, un italiano in terra di Francia

Designer, artista, inventore, architetto. Flaminio Bertoni è stato tante cose, ma lui piaceva definirsi scultore. Automotoretrò di Torino ha celebrato uno dei più famosi papà della Citroën e i 70 anni della Citroen 2 CV

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Schizzi della 2Cv

Al 36° Salone Automotoretrò di Torino, una doppia celebrazione di Flaminio Bertoni, uno dei più famosi papà Citroën.
Infatti mentre in uno stand di Catawiki, sito di aste online per oggetti unici e speciali, si potevano ammirare diverse opere di Bertoni, uno dei più innovativi car designer di sempre, in un altro stand si celebravano i 70 anni della Citroen 2CV, una delle sue creazioni più note.

Le auto e le opere artistiche

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Bertoni ritocca un modellino

Varesino di nascita, ma più conosciuto e apprezzato in Francia che in Italia, Bertoni è stato disegnatore delle auto Citroën più belle di sempre, tra cui la  DS, la Traction Avant, la 2CV e la Ami6, giusto per citare le più importanti.
Bertoni si fece conoscere in Citroën grazie ad un saliscendi pneumatico per finestrini di automobili, questa invenzione conquistò André Citroën che lo fece entrare dalla porta principale nella casa automobilistica del ‘Double Chevron’.

Bertoni: auto in una notte

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Citroën Traction Avant 1952

Nel 1933, in una sola notte, con una tecnica di scolpitura prepara il modellino in plastilina di quella che sarà la Traction Avant la rivoluzionaria vettura che verrà prodotta per 23 anni in diverse versioni. Nel 1937 progetta il furgone TUB, purtroppo fermato nel suo sviluppo dalla guerra, ma che comunque segna la strada dei moderni furgoni, e nel dopoguerra appare la nuova versione Type H, con la caratteristica carrozzeria a lamiere nervate. Della 2 CV del 1939 parleremo più avanti. Nel 1955, dopo una lunga gestazione di sei anni, viene presentata la Salone di Parigi quella che sarà una delle più iconiche vetture della casa francese, la Citroen DS, che sarà prodotta fino al 1975.

Bertoni: la DS alla Triennale

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Citroën DS 1960

La linea innovativa fa si che Bertoni venga annoverato ufficialmente tra gli artisti, grazie ai progettisti del padiglione francese della Triennale 1957 di Milano, che decisero di esporre una delle sue creazioni più innovative, la Citroën DS19 appunto, come simbolo dell’evoluzione tecnologica francese. L’auto, senza ruote, era montata inclinata su un piedistallo con il muso all’insù, a simulare un’astronave pronta a decollare. L’originale esposizione ebbe un notevole successo e la giuria della Triennale assegnò alla vettura, che sembrava arrivare da un altro pianeta, un grande riconoscimento, ovvero il “diploma di gran merito”.

Bertoni: prototipi a colpi di martello

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Citroën Ami 6

Nel 1963 si iniziano a tracciare le linee per un aggiornamento della DS. Sotto gli occhi esterrefatti del nuovo patron di Citroen, Bertoni prese un cofano anteriore di una vecchia Ds danneggiata e, con quattro colpi di martello, modellò il nuovo frontale con i fari carenati, tipici degli ultimi modelli prodotti.
Nel 1961 l’ultima creazione, la Ami 6, con il lunotto posteriore inclinato inversamente.

Bertoni: ispirato dagli animali

Flaminio Bertoni era un grande studioso del mondo animale, forza ispiratrice di molte delle opere da lui disegnate; la 2CV ricorda una lumaca, la DS uno squalo, la Ami6 forse una papera.
Le opere di Bertoni sono pezzi veramente unici nel loro genere, vere opere d’arte: oltre agli schizzi preparatori per diverse parti meccaniche delle auto, si sono potuti ammirare all’asta di Automotoretrò anche opere di progettazione di grandi strutture di Bertoni, tra cui una proiezione, per i tempi molto rivoluzionaria, di un ponte per auto con previsti già i sottopassi e i tunnel per altri mezzi. Designer, artista, inventore, architetto: Bertoni si definiva scultore. 

I 70 anni della 2CV

Bertoni Citroën 2CV

Citroën 2CV

Al Salone di Parigi del 1948 viene presentata la Citroën 2CV, che  lascia tutti a bocca aperta per la sua silhouette particolare, ma anche per le caratteristiche di semplicità, leggerezza, agilità, confort e versatilità. La 2CV è dotata di una serie di tecnologie ingegnose per l’epoca: trazione anteriore, sospensione flessibile a grande escursione, motore a due cilindri raffreddato ad aria.
La 2CV diventa popolare, un vero fenomeno sociale: l’auto viene usata dall’agricoltore così come dal curato del paese, la usano i padri di famiglia e gli studenti.

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La locandina per i 70 anni della 2CV

D’altronde il progetto TPV (Toute Petite Voiture), che prefigurava la 2CV, era nato nel 1936 con l’obiettivo di semplicità, parsimonia e ingegnosità e di «trasportare quattro persone e cinquanta chili di patate o un barile, alla velocità massima di 60 km/h», ha anche un solo faro, visto che la legislazione dell’epoca non obbligava ad averne due.
Nel 1939, circa 250 modelli di preserie sono pronti per il Salone del’Auto di Parigi, annullato per l’imminenza della guerra. I prototipi vengono distrutti o nascosti e solo pochissimi esemplari sono arrivati fino a noi, tre dei quali sono stati ritrovati nel 1994 nel fienile inaccessibile di un’azienda agricola nel Centro collaudo Citroën de La Ferté-Vidame.
La sua eccezionale carriera dura 40 anni, con oltre 5,1 milioni di unità vendute (comprese le versioni derivate) fino al 1988, con numerose serie speciali come la Spot del 1976 o la Charleston del 1981. Ancora oggi la ‘Deuche’ resta un’icona della storia dell’auto, e conta numerosissimi collezionisti in tutto il mondo.

Museo Volandia: il tempio di Flaminio Bertoni

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Citroen DS nuovo disegno dei fari

Per chi fosse interessato ad ammirare dal vivo le opere del genio di Flaminio Bertoni segnaliamo che nella prestigiosa sede del museo Volandia, nei pressi dell’aereoporto di Malpensa,  nei  capannoni del reparto lattonieri delle ex officine Caproni, vi è la nuova “casa” della collezione Bertoni, prima con sede a Varese. Fra l’altro, dopo essersi formato come scultore, Flaminio Bertoni aveva iniziato a lavorare alla Macchi proprio come lattoniere. Il museo vede al centro della scena le quattro auto più rappresentative della sua capacità creativa: Traction Avant, Citroën Ds, Due Cavalli e Ami 6. Attorno, una parte della sua produzione di artista «eclettico»: bozzetti, disegni, sculture e studi per la realizzazione delle carrozzerie di automobili e autofurgoni. L’uomo mito ha il suo tempio.

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