Mercoledì 19 Settembre 2018 - Anno XVI
Santuario di Montevergine

Santuario di Montevergine

Arte minore dimenticata tra fede e devozione

Opere d’arte trafugate e ritrovate dai Carabinieri della Tutela del Patrimonio Culturale in due anni di indagini. “Fede e devozione nell’arte minore dimenticata”, 130 pezzi unici esposte nell’Abbazia di Montevergine

Montevergina Arte-minore

Le autorità alla conferenza stampa per l’inaugurazione della mostra

Inaugurata giovedì 5 luglio la mostra dal titolo “Fede e devozione nell’arte minore dimenticata”. Si tratta di una esposizione temporanea di 130 le opere di natura liturgica: reliquiari, ostensori, calici, crocifissi…, tesori di culto. Questi oggetti liturgici, trafugati e nel corso degli anni,  dopo minuziose ricerche sono stati recuperati da parte dei carabinieri. Gli oggetti sono stati raccolti in una mostra temporanea nel salone del Capitolo dell’Abbazia di Montevergine in provincia di Avellino. Il pubblico potrà visitarla dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 17 (dal lunedì al venerdì), mentre sabato e domenica l’apertura sarà fino alle 13.
L’esposizione riguarda beni recuperati nel corso dell’operazione denominata “Start-Up”, condotta dai Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale di Napoli, coordinata dalla Procura di Isernia, finalizzata allo smantellamento di un sodalizio criminale, operante in varie regioni italiane, dedito al furto ed al traffico illecito di beni culturali di natura ecclesiastica. All’inaugurazione della mostra “Fede e devozione nell’arte minore dimenticata”, hanno partecipato l’abate di Montevergine Riccardo Luca Guariglia, il Procuratore della Repubblica di Isernia, Dottor Paolo Albano, il Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, Gen. Fabrizio Parrulli, il Prefetto di Avellino, Maria Tirone e il direttore dell’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici della CEI, don Valerio Pennasso.

Mostra Montevergine: uno scrigno di bellezza

Montevergina Carabinieri-tutela-patrimonio-pala-ritrovataLa mostra, oltre a far conoscere questi pregevoli tesori, darà anche la possibilità di scoprire da dove sono stati trafugati, così da restituirli ai legittimi proprietari. Si tratta di manufatti di cui ancora oggi non si conosce la provenienza. La mostra è “Uno scrigno all’interno di un altro scrigno, ha detto il padre Abate di Montevergine. Il Procuratore della Repubblica di Isernia si è detto emozionato per come è iniziata e proseguita l’operazione, “nata da un piccolo furto di oggetti di culto in una chiesa di un paesino vicino a Isernia. L’indagine si è allargata poi sul tutto il territorio nazionale e le perquisizioni effettuate in ben due anni hanno permesso ai Carabinieri di recuperare un vero e proprio tesoro dal valore immenso. Da ricordare una pala d’altare rubata in Belgio 30 anni fa.

Oggetti d’arte minore di immeso valore religioso

Montevergine mostraL’importanza e il valore di tali opere è stato sottolineato anche dal Generale Fabrizio Parrulli: “Oggetti dell’arte minore, ma molto belli ed importanti e con un grande valore dal punto di vista religioso. Verranno custoditi nel Santuario di Montevergine e mostrati al pubblico. Tra questi ci sono ostensori risalenti anche al XV secolo e calici di grande valore storico. Questa mostra è stata allestita anche per dare possibilità di individuare i proprietari legittimi e continuare a essere esposte”. Il Prefetto di Avellino ha ringraziato i Carabinieri per “l’elevatissima qualificazione che hanno raggiunto recuperando opere d’arte in tutto il mondo”. La conservazione del patrimonio artistico – ha aggiunto – non ha solo valore economico, ma soprattutto storico e culturale.

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