Mercoledì 17 Ottobre 2018 - Anno XVI
Fondation Carmignac: installazione Les Trois Alchimistes (foto: Dario Bragaglia © Mondointasca.it)

Fondation Carmignac: installazione Les Trois Alchimistes (foto: Dario Bragaglia © Mondointasca.it)

Isola di Porquerolles: l’arte incontra la natura

Tra vigneti e boschi dell’isola di Porquerolles, sulle coste della Provenza francese, il collezionista Édouard Carmignac ha inaugurato la Fondation Carmignac. Una casa contadina trasformata in spazio museale che ospita mostre temporanee e una parte delle opere della collezione esposta a Parigi

Porquerolles vista della Fondation-Carmignac

Vista della Fondation Carmignac (foto: Dario Bragaglia © Mondointasca.it)

Da qualche settimana c’è una ragione in più per visitare l’isola di Porquerolles, di fronte a Hyères sulle coste della Provenza francese. È qui infatti che Édouard Carmignac, uno dei più noti collezionisti francesi di arte contemporanea, ha deciso di condividere con un pubblico più ampio la sua eccezionale raccolta di opere iniziata negli anni ’80 e finora esposta solo nella sede della sua società, a Parigi. Così è nata la Fondation Carmignac, immersa nel verde dei vigneti e dei boschi dell’isola che fu luogo prediletto, fra gli altri, di Georges Simenon. Un preesistente mas provençal, una casa contadina provenzale, è stata trasformata in spazio museale che ospita, a rotazione, una parte delle opere della collezione e mostre temporanee con cadenza stagionale. La riconversione dell’edificio non ha mutato le volumetrie esterne preesistenti, perché tutta l’isola di Porquerolles fa parte di un parco nazionale e l’attenzione all’ambiente è stata una delle priorità e degli obblighi degli architetti che si sono occupati dei lavori.

La spiaggia e il mare di Porquerolles (foto: Dario Bragaglia © Mondointasca.it)

Sul viale di accesso alla Fondazione i visitatori vengono accolti con una tisana alle erbe: si è totalmente immersi nella natura mediterranea con il sottofondo del frinire incessante delle cicale e la luce intensa della Provenza. All’ingresso del percorso espositivo si viene invitati a togliersi calze e scarpe per proseguire a piedi nudi, quasi fosse l’inizio di un percorso iniziatico. “E’ un progetto che si misura con una vita” ha detto Édouard Carmignac in occasione dell’inaugurazione, “una promessa di viaggio che si appresta a diventare reale, un’avventura che trova il suo senso compiuto solo nel momento in cui viene condivisa.”

Porquerolles a piedi nudi tra le opere d’arte

Porquerolles Fondation Carmignac L'installazione Path of Emotions

Fondation Carmignac, L’installazione Path of Emotions (foto: Dario Bragaglia © Mondointasca.it)

La sensazione di girare a piedi nudi all’interno di una raccolta d’arte è piacevole, si prova un senso di libertà. Nel piano interrato la luce penetra attraverso uno specchio d’acqua sospeso che diffonde riflessi e crea un’atmosfera “liquida” che regala attimi di stupore ai visitatori. Superata la grande installazione fissa One Hundred Fish Fountain di Bruce Nauman, si inizia il percorso proposto per l’esposizione inaugurale intitolata “Sea of desire”. Sono le parole che si ritroveranno dipinte a caratteri cubitali su una superficie metallica nascosta nel cuore della foresta che circonda la Fondazione. E’ un’opera del 2018 di Ed Ruscha che dà il titolo alla mostra, sintesi di un viaggio che si dipana sul filo conduttore del concetto di “desiderio”, interpretato da artisti della pop art americana, dell’astrattismo fino alle opere di Raysse, Baldessari, Clemente, Basquiat, LaChapelle, Boetti, Klein e tanti altri.
Belli i ritratti iconici di Andy Warhol (Lenin e Mao affiancati su una parete), di altissimo livello le opere di Roy Lichtenstein. Si risale una scala per riemergere di nuovo fuori terra: le opere d’arte contendono l’attenzione al paesaggio dell’isola incorniciato dalle finestre che lasciano entrare la luce mediterranea. In basso nel grande parco si intravvede la casupola che Jean-Luc Godard utilizzò per girare alcune scene di Pierrot le Fou, il film del 1965 con Jean-Paul Belmondo e Anna Karina.

Porquerolles Fondation Carmignac Una delle installazioni

Fondation Carmignac, una delle installazioni (foto: Dario Bragaglia © Mondointasca.it)

Nel parco si svolge la seconda parte della visita alla Fondation Carmignac: qui la natura è lo scenario che si fonde con le grandi installazioni disseminate qua e là nel verde, a volte visibili da lontano, altre volte nascoste nel folto di un bosco. È volutamente un “non giardino”, dove la natura, con le specie endemiche dell’sola come il cisto e la lavanda ha il sopravvento sull’uomo. Gli artisti hanno rispettato questo concetto: alcune opere come Mother Nature di Olaf Breuning, LOLO di Wang Keping, Four Seasons di Ugo Rondinone sono più visibili. Altre bisogna andarle a scoprire nelle parti periferiche del giardino, o addirittura cercarle nel folto del bosco. Significativa in questo senso l’opera di Jeppe Hein: Path of Emotions, un labirinto di vetri nascosto da un canneto dove la figura umana si perde, si scontra, si riflette. Ricca di pathos la scoperta della Couvée di Nils-Udo, cinque uova giganti di marmo bianco. Un’opera che invita alla calma, alla decelerazione, all’armonia con la natura. Infine, impressionanti nella loro ieratica immobilità al centro di una radura le teste dei Trois Alchimistes di Jaume Plensa. L’installazione dell’artista spagnolo sembra vegliare su Porquerolles invitando alla contemplazione e alla riflessione.

Da vedere attorno alla Fondation Carmignac 

Porquerolles vista verso il mare

Isola di Porquerolles con vista verso il mare (foto: Dario Bragaglia © Mondointasca.it)

Isola di Porquerolles: è la più grande (7 chilometri di lunghezza per 2,5 chilometri di larghezza) e la più facilmente raggiungibile dell’arcipelago delle Isole d’Oro: Porquerolles, Port-Cros e il Levante. Fanno tutte parte del Parco Nazionale di Port-Cros creato nel 1964, uno dei primi parchi nazionali di Francia e primo parco marino d’Europa. Il Parco nazionale amministra anche il Conservatorio Botanico Nazionale di Porquerolles, nato per proteggere la biodiversità dell’isola e la flora mediterranea: pini, eucalipti, oleandri, frutteti con vecchie specie, fichi, noccioleti, agrumi e l’agnocasto (albero delle farfalle).
Con tali premesse, è facile intuire che Porquerolles è un paradiso per chi ama la natura: anche in piena stagione turistica, bastano  pochi minuti a piedi (sull’isola non si circola con le auto) o in bicicletta dallo sbarco del traghetto (numerosissimi i collegamenti giornalieri da La Tour Fondue, sulla punta della Penisola di Giens) per percorrere in quasi completa solitudine parte dei 60 chilometri di viali e sentieri tracciati e segnalati dell’isola. I più frequentati sono quelli che portano alle spiagge: le più note sono quelle della Courtade e la plage d’Argent. Ma più si ha voglia di camminare e più si troveranno calette solitarie.

Porquerolles La-Place-d'Arms

La Place d’Arms (foto: Dario Bragaglia © Mondointasca.it)

Il pomeriggio, al tramonto, sembra che tutta l’isola si ritrovi sulla piazza del villaggio: una grande spianata in terra battuta dove si sfidano i giocatori di pétanque. Sullo sfondo la chiesetta di Sant’Anna e a lato gli edifici che ospitano piccoli alberghi e ristoranti. Fra i tanti consigliamo Le Pélagos, con una cucina semplice ma non banale: tapas con un accento mediterraneo e provenzale. Il posto giusto per gustare una bottiglia di vino delle tre aziende che operano sull’isola. Fra queste c’è il Domaine de la Courtade, azienda vinicola biologica acquistata nel 2014 proprio da Édouard Carmignac.

Porquerolle Hyères-Villa-Noailles

Hyères, Villa Noailles (foto: Dario Bragaglia © Mondointasca.it)

Hyères incanta in tutte le stagioni: conosciuta fin dall’antichità per il suo clima mite, poi per i fiori, le piantagioni di agrumi, infine per le palme che ornano i grandi viali e i giardini. La Iero provenzale è infatti anche conosciuta come Hyères-Les Palmiers per via delle 7 mila maestose palme che sono diventate il simbolo della città. Fin dal 1760 appaiono le prime strutture adatte a ospitare chi, dal Nord Europa, cominciava a svernare e veniva qui per curare i malanni. In quel periodo e nei decenni successivi, Hyères contende a Nizza il primato come destinazione più gradevole della Costa Azzurra. L’apice del successo arriva nel 1892 quando all’Hotel d’Albion soggiorna la Regina Vittoria. Ancora oggi Hyères è una città animata, con un bel centro storico medievale di impronta provenzale dove si sono reinstallati molti artigiani e artisti che rendono vivaci vicoli e piazzette fra la chiesa di Saint Louis, la Torre dei Templari e la Collegiale di Saint Paul. Si possono seguire dei veri e propri percorsi d’arte che sono stati valorizzati dal Comune con una segnaletica molto precisa e dettagliata. Ceramisti, scultori, creatori di gioielli e di tessuti, restauratori di libri, stilisti, pittori: percorrendo i Percours des Arts si incontra molta creatività provenzale declinata in chiave moderna.

Hyères il-Centro-storico

Vista panoramica di Hyères (foto: Dario Bragaglia © Mondointasca.it)

Sull’alto della collina che domina il centro storico sorge la Villa Noailles. Ci si può salire a piedi, percorrendo alcuni dei bellissimi giardini per cui la città è famosa. Qui cambia totalmente l’atmosfera e dal medioevo rappresentato dalla città storica si passa all’architettura del Novecento. Nel 1923 i mecenati Marie-Laure e Charles de Noailles fecero costruire dall’architetto Robert Mallet-Stevens una villa con piscina interna in stile modernista, che è ancora oggi uno degli esempi più ammirati di quello stile costruttivo. Villa Noailles divenne il punto d’incontro di cineasti, artisti e scrittori come Bunuel, Cocteau, Breton, Dali, Man Ray. Oggi l’edificio, restaurato e ben conservato, ospita una fondazione per l’arte e fino al 30 settembre è una delle sedi (l’altra a Tolone) dell’esposizione Design Parade (13° Festival Internazionale del Design).

Info
Office de Tourisme d’Hyères, Av. de Belgique 16, Hyères: www.hyeres-tourisme.com 
Fondation Carmignac, Piste de la Courtade, Porquerolles: www.fondationcarmignac.com

Dove dormire
Domaine de l’Aufrêne, Vieux Chemin de Toulon 83, Hyères, www.aufrene.com. Un B&B gestito con passione da Franck e Colette Revest. Alcune camere sono nella villa storica di fine Settecento, altre in un edificio moderno nel verde del giardino. Con piscina, a 5 minuti in auto dal centro città.

Dove mangiare
La Reine Jane, Port de d’Ayguade, quai des Cormorans 1, Hyères: www.lareinejane.fr Hotel e ristorante che affaccia direttamente sulla spiaggia dell’Ayguade, 10 minuti in auto dal centro. È un’altra delle location scelta da Jean-Luc Godard per il suo film Pierrot le Fou. Recentemente ristrutturato, l’albergo continua volutamente a mantenere uno stile anni Sessanta con una bellissima insegna azzurra al neon. Buon ristorante e strepitosa terrazza per i cocktail serali sul tetto con vista sulle isole.
Le Pélagos, Place d’Armes, Porquerolles: www.hyeres-tourisme.com/restaurants/le-pelagos
Le Jardin, Av. Joseph Clotis 19, Hyères: www.restolejardin.flashenligne.com

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