Sabato 17 Novembre 2018 - Anno XVI
Leonardo da Vinci

Leonardo da Vinci

Codice Leicester di Leonardo da Vinci in mostra agli Uffizi a Firenze

Celebrazioni leonardesche per i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci. Agli Uffizi di Firenze dal 30 ottobre al 20 gennaio 2019 è aperta la mostra “L’acqua microscopio della natura. Il Codice Leicester di Leonardo da Vinci”

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Codice Leicester: note e disegni delle correnti d’acqua e gli ostacoli

Leonardo. Basta il nome e nient’altro. Rimane senza dubbio l’artista e lo scienziato più noto nel mondo a tutti i livelli culturali. In occasione dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, avvenuta il 2 maggio 1519 ad Amboise, in Francia, Firenze esporrà in anteprima mondiale per le celebrazioni leonardiane, il famoso Codice Leicester, giunto in Italia direttamente dalla collezione privata del fondatore di Microsoft, Bill Gates.
La mostra, allestita nell’Aula Magliabechiana della Galleria degli Uffizi a Firenze (30 ottobre 2019-20 gennaio 2019), s’intitola “L’acqua microscopio della natura. Il Codice Leicester di Leonardo da Vinci, un manoscritto costituito da 72 fogli ricchi di disegni e annotazioni il cui focus è l’acqua. Per Leonardo il disegno è l’elemento conoscitivo per eccellenza attraverso il quale fissare il frutto delle sue osservazioni dirette della realtà, della natura che lo circonda ed in particolare il moto, l’energia dell’acqua.

Leonardo da Vinci artista e scienziato

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Codice Leicester: note e disegni di sifoni

L’artista, l’artefice di tanti inestimabili ed enigmatici dipinti, fu attratto da altre discipline scientifiche quali l’astronomia, l’anatomia, l’architettura, la scultura e l’ingegneria. Tra il 1504 e il 1508 Leonardo, ritornato a Firenze dopo diciotto anni trascorsi alla corte di Ludovico il Moro a Milano, si occupò in particolare, di studiare la potenza e lo sfruttamento dell’energia idrica, di inventare nuove macchine per controllare i potenziali effetti dell’acqua ed inoltre come rendere navigabile l’Arno e creare una linea di comunicazione tra Firenze ed il Mar Tirreno.
In questo periodo, Leonardo è già cinquantenne ed è nel pieno della sua creatività in ogni campo, ma non disdegna di cimentarsi in opere avveniristiche come la possibile deviazione del fiume e la creazione di un canale. Studiò l’idrografia della Toscana, la bonifica di zone paludose e la prevenzione di dissesti idrogeologici.

Multimedialità con il Codescope

Codice Leicester studi sul lume cinereo-della-Luna

Codice Leicester: studi sul lume cinereo della Luna

L’esposizione sarà supportata da uno straordinario apparato multimediale, il Codescope, che permetterà agli spettatori di entrare nel vivo delle singole pagine vinciane, accedere alla lettura dei testi e alle tante informazioni elaborate dagli studiosi del Museo Galileo di Firenze. La mostra è implementata da spettacolari disegni originali di Leonardo e da altri codici come il “De moto et misura dell’acqua” proveniente dalla Biblioteca Apostolica Vaticana;il “Codice sul volo degli uccelli”, concesso dalla Biblioteca Reale di Torino; quattro fogli del Celebre “Codice Atlantico” che illustrano i temi sullo studio della Luna; due fogli del “Codice Arundel” proveniente dalla British Library di Londra nei quali Leonardo realizza i suoi studi sui ponti di Firenze; il “Trattato di Architettura” di   Francesco di Giorgio Martini, nel quale si vedono le annotazioni dell’illustre Leonardo sui  moti dell’acqua.
Il progetto, frutto di oltre due anni di studio e lavoro, coordinato e curato da Paolo Galluzzi, storico e direttore del Museo Galileo di Firenze, si avvale del contributo di Fondazione CR di Firenze e del Comitato Nazionale per la celebrazione dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci.

Curiosità: il Codice Leicester e la nascita di Leonardo

Codice Leicester studi sulla riflessione dei raggi solari dalla Terra alla Luna

Codice Leicester: studi sulla riflessione dei raggi solari dalla Terra alla Luna

Il codice Leicester deve il nome al  facoltoso acquirente, Thomas Coke, conte di Leicester che nel 1717 lo acquistò dal pittore Giuseppe Ghezzi. Il manoscritto aveva già subito non poche peripezie, passando di mano in mano tra illustri personaggi del rinascimento fiorentino. Gli eredi del  conte di Leincester lo misero all’asta e nel 1980 fu acquistato dal petroliere americano Armand Hammer che a sua volta lo vendette a Bill Gates nel 1994 per oltre trenta milioni di dollari. Il Codice, rinominato da Gates, Leicester Code, è stato esposto in altri musei del mondo, da Londra a Parigi, New York, Milano e Roma per poi fare ritorno nella cripta climatizzata ed oscurata per custodirlo nelle migliori condizioni. Il manoscritto, che rappresenta l’unico dei codici di Leonardo di proprietà privata, è giunto in Italia custodito in un imballaggio speciale.
Sulla nascita di Leonardo è il nonno Antonio a dare notizia del lieto evento scrivendo: «Nacque un mio nipote, figliolo di ser Piero mio figliolo a dì 15 aprile 1452 in sabato a ore tre di notte». Leonardo era il figlio illegittimo di ser Piero, notaio appartenente ad una ricca famiglia di proprietari terrieri del contado di Empoli e di Caterina, una contadina che non sposerà mai il padre. Leonardo visse la sua prima infanzia nella casa del nonno paterno  e i documenti accertano la sua presenza in Firenze nel 1472, anno in cui è registrato il pagamento della tassa annuale versato alla rinomata società dei pittori fiorentini, la Compagnia di San Luca anche se l’artista aveva completato la sua formazione pittorica presso la bottega del celebre Verrocchio. Qui, Leonardo fece tesoro degli insegnamenti dell’illustre Verrocchio per il quale il disegno doveva essere il fondamento principale di tutte le discipline artistiche.

Info: www.uffizi.it

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