Mercoledì 19 Giugno 2019 - Anno XVII
Sotheby's libro d'Ore Corsini

Sotheby's libro d'Ore Corsini

Sotheby’s festeggia con una mostra i 50 anni in Italia

Mezzo secolo di presenza in Italia della famosa casa d’aste del Regno Unito, tra le più importanti al mondo. Sotheby’s festeggia a Milano i primi 50 anni con una mostra di capolavori nella prestigiosa sede di Palazzo Serbelloni

Sotheby's casa astaSotheby’s dal 1744 rappresenta il simbolo dell’eccellenza nelle vendite all’asta. La casa d’aste del Regno Unito ha 90 sedi in 40 paesi del mondo. La sua rete internazionale dà luogo a oltre 250 aste l’anno. La prima sede in Italia fu aperta a Firenze nel 1968, poi Milano fu scelta per organizzare aste a partire dal 1992. Nel 2015 la casa d’aste si trasferisce a Milano, nel centro, nel prestigioso Palazzo Serbelloni, in corso Venezia. Oltre alla sede milanese, ha un ufficio a Roma nel prestigioso Palazzo Colonna. La sede milanese di Sotheby’s organizza aste di arte moderna e contemporanea, aste di importanti collezioni private di antiquariato, esposizioni internazionali nonchè lecture e vendite di beneficenza. Le prestigiose collezioni d’arte affidate negli anni alla casa d’aste sono state di interesse per collezionisti, musei e gallerie sia italiani che internazionali.

Sotheby’s: capolavori non in vendita main mostra

Sotheby's Quintus Socconius-Nedymus

Busto di Quintus Socconius Nedymus

Il mezzo secolo di presenza in Italia è stato festeggiato nella sede milanese con una mostra. La scelta dei capolavori esposti sono stati incontrati nel corso degli anni e selezionati dalle sovraintendenze come beni di interesse nazionale. Le opere spaziavano dal primo secolo dopo Cristo alla metà del novecento, quindi dall’antichità romana fino al 1948, e sono state presentate dagli esperti della casa, nonché da storici dell’arte e da studiosi delle diverse epoche, nel prestigioso catalogo della mostra.
Di epoca traiana (98-117 d.C.) la prima scultura esposta, un busto funerario romano di Quintus Socconius Nedymus, scolpito da un unico blocco di marmo, si trova in eccezionali condizioni tali da poter ammirare i particolari del viso, finemente intagliati. 
Saltiamo al 1415-1420 per ammirare il Libro d’Ore Corsini, scritto in latino e francese e contenente 48 piccole miniature con i segni zodiacali e le attività dei mesi e 49 grandi miniature relative a suggerimenti per una sana alimentazione. E’ frutto di due maestri della miniatura quattrocentesca.

Sotheby’s: Opere del Rinascimento

Sotheby's Cassone Nuziale

Cassone Nuziale

Arriviamo al Rinascimento con magnifico Busto di Bambina in terracotta invetriata e smaltata, degli anni 1470-1475 di Luca e Andrea Della Robbia e proveniente dalla collezione dei conti Guicciardini, descritto nel catalogo della mostra come “ … un vertice per la sconcertante verità fisionomica, la complessità emotiva e la straordinaria inedita invenzione della sofisticata cuffietta ricamata a racemi”. Sempre del Rinascimento il Cassone Nuziale di Manifattura Lucchese, databile intorno al 1497, in legno di pioppo, gesso rilevato, dorato e dipinto, con stemmi di legno intagliato dorato e dipinto, in eccezionale stato di conservazione. E’ stato probabilmente realizzato in occasione del matrimonio di un importante mercante del tempo.

Sotheby's Tavolo Guicciardini

Tavolo Guicciardini

Altra opera esposta è un celebre oggetto d’arredo rinascimentale (intorno al 1500), già esposto a Londra nel 2006: il Tavolo Guicciardini, ha un piano ottagonale con trama geometrica centrale, impiallacciata e intarsiata su entrambe le facce in legni rari ed esotici, e un piede in legno di noce intagliato con lumeggiature dorate. Un perno di ferro dorato e argento cesellato, inciso con smalti colortai, ne permette la rotazione del piano. L’opera è appartenuta a Francesco Guicciardini, celebre politico e scrittore fiorentino, che lo ricevette in dono dai frati del Convento di San Michele quando lo stesso fu governatore di Bologna. Il disegno del piano del tavolo è attribuito all’architetto Jacopo Barozzi da Vignola, mentre l’esecuzione a Fra Damiano Zambelli da Bergamo, uno dei più abili maestri dell’epoca, e al fratello Stefano.

Sotheby’s: da Wildt a Fontana

Sotheby's Arlecchino

Arlecchino

Proseguendo nel viaggio artistico, si poteva ammirare un Busto di Urbano VIII Barberini in bronzo, opera del grande Gian Lorenzo Bernini e databile nel 1658, della collezione dei Principi Corsini, e saltando di qualche secolo l’opera La Concezione, un altorilievo in marmo parzialmente dorato e firmato Adolfo Wildt nel 1921, una delle figure più ardue dell’artista sul mistero della nascita.
Per chiudere, un capolavoro del più celebre allievo del Wildt, Lucio Fontana: l’Arlecchino, mosaico policromo del 1948 che ha una storia particolare. Nel giugno del 1947 Strehler mise in scena al Piccolo Teatro di Milano la commedia di Goldoni, “Arlecchino servitor di due padroni” e la maschera divenne così popolare a Milano che un cinema del centro fu battezzato Arlecchino; per la decorazione interna venne chiamato il Fontana che realizzò così l’opera da collocare nell’atrio del cinema. Il costume composto di coloratissimi mosaici sembrerebbe evocare i film in technicolor.  Alla chiusura della sala l’opera venne posta in una collezione privata.

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