Domenica 15 Settembre 2019 - Anno XVII
Montpellier, il nuovo quartiere di Port Marianne con l'Arbre Blanc e il fiume Lez (foto: d. bragaglia© mondointasca.it)

Montpellier, il nuovo quartiere di Port Marianne con l'Arbre Blanc e il fiume Lez (foto: d. bragaglia© mondointasca.it)

Montpellier si scopre a vocazione turistica

Settima città di Francia per popolazione, Montpellier scopre la sua vocazione turistica. Oltre mille anni di storia. Buona cucina. Il mare della Linguadoca a pochi passi. In questo primo articolo parliamo del centro storico, dei musei e dei quartieri contemporanei

MontpellierMontpellier è una città giovane, dinamica e in continua crescita.
Giovane, perché il 30 per cento della popolazione ha meno di 30 anni. Nel 2018 con 282.143 abitanti (457.838 considerando l’insieme di Montpellier Métropole) ha strappato a Strasburgo il 7° posto fra le città più grandi di Francia. Montpellier attira una popolazione di studenti che, finiti gli studi (la facoltà di medicina ha oltre mille anni), decide di fermarsi. Un risultato raggiunto in pochi decenni: nel 1962 gli abitanti erano solo 120 mila; poi ci fu l’arrivo di 30 mila pieds noirs dalle ex colonie dell’Africa settentrionale e l’insediamento dell’IBM che diedero una scossa alla sonnolenta città provinciale.

Dinamica, perché Montpellier nonostante gli oltre mille anni di storia (è stata fondata nel 985) è una vetrina dell’architettura contemporanea. La città si può sintetizzare così: l’ex capoluogo della regione Linguadoca-Rossiglione, oggi confluita nella più vasta Occitanie, è una località che molti italiani conoscono più come possibile tappa verso la Spagna che come vera e propria destinazione. Un errore: Montpellier merita qualche giorno di pernottamento. Ecco i primi tre dei sei buoni motivi.

1. L’Ecusson, il centro storico a forma di scudo

Place de la Comédie (foto: d. bragaglia© mondointasca.it)

Place de la Comédie (foto: d. bragaglia© mondointasca.it)

Il centro visto su una carta assomiglia ad uno scudo, in francese écusson. Da place de la Comédie, con i palazzi in stile haussmanniano simbolo della prosperità di Montpellier nel XIX secolo grazie al commercio del vino, fino all’Arco di Trionfo nella parte più alta della città storica, sono una quindicina di minuti a piedi. Seguendo l’asse pedonale e commerciale di rue de la Loge e poi di rue Foch si ha un’immagine urbana prevalentemente ottocentesca.

Montpellier.-Place-Royale-du-Peyrou-Arco-di-Trionfo (foto: d. bragaglia© mondointasca.it)

Arco di Trionfo (foto: d. bragaglia© mondointasca.it)

In un’epoca di benessere economico, le strade furono allargate e le facciate rifatte, ma basta svicolare nelle stradine laterali per scoprire la Montpellier medievale. Place Saint-Ravy, place Saint-Roch sono posti dove fermarsi all’ombra degli antichi palazzi e chiese per bere un caffè in terrazza. In place Jean Jaurès c’è la statua dell’uomo politico francese che nel 1907, in questo luogo, tenne un discorso a sostegno dei viticoltori della Linguadoca in rivolta. Oggi la piazza è piena di caffè e ristoranti che in estate invadono quasi tutti gli spazi e creano un’atmosfera sempre molto festosa, tipica del Midi.

La Cattedrale di Saint-Pierre e la statua del Re Sole

Montpellier-La-Cattedrale-di-Saint-Pierre (foto: d. bragaglia© mondointasca.it)

Cattedrale di Saint Pierre (foto: d. bragaglia© mondointasca.it)

Da place de la Canourgue si può arrivare fino alla cattedrale di Saint-Pierre. Il più importante edificio gotico della regione preceduto da un altissimo portico. Godetevi lo spettacolo di questa grande dama di pietra con il campanile e le tre torri che si stagliano nel cielo blu della Linguadoca. Per completare l’itinerario, bisogna salire fino all’arco di trionfo dedicato a Luigi XIV.
L’ufficio del turismo organizza anche delle visite guidate fin sulla terrazza. Ma per guadagnarsi uno dei migliori punti di vista sulla città è necessario superare 130 gradini.

Dietro l’Arco, la promenade du Peyrou, che la domenica ospita un bel mercatino delle pulci, ci conduce accanto alla statua del Re Sole che stende il suo braccio protettore verso la città. E poi si prosegue fino a un altro arco monumentale con colonne e capitelli, opera dell’architetto Jean Antoine Giral. In realtà è il punto di arrivo dell’acquedotto di Saint-Clément che alla fine del XVII secolo portò l’acqua in città, con un ultimo spettacolare ponte sostenuto da 236 archi. Dalla terrazza dell’acquedotto si gode la vista sui quartieri nord della città e sui primi contrafforti delle Cevennes. Dicono che nelle giornate particolarmente serene si possono scorgere il Pic de Canigou nei Pirenei verso Ovest e il Mont Ventoux verso Est. Praticamente mezza Francia.

2. Musei e arte contemporanea a Montpellier

Montpellier.-MO.CO-il-nuovo-spazio-dedicato-all'arte-contemporanea (foto: d. bragaglia© mondointasca.it)

MO.CO nuovo spazio per l’arte contemporanea (foto: d. bragaglia© mondointasca.it)

Partiamo dal MOCO (Montpellier Contemporain), lo spazio dedicato all’arte contemporanea inaugurato a fine giugno. Nei 3500 metri quadrati dello storico Hôtel Montcalm, a pochi passi dalla rinnovata stazione Saint-Roch che dà il nome al quartiere, sono stati ricavati degli spazi. Qui è un susseguirsi di mostre temporanee (non esiste una collezione permanente). Fino al 29 settembre si può vedere l’esposizione “Distance intime”, i capolavori della collezione Ishikawa.
Il giardino dell’Hôtel Montcalm è una piacevole oasi verde nel centro della città e il caffè/ristorante del museo può essere una sosta consigliata.
Il MOCO (www.moco.art), assieme alla Panacée nel centro storico e all’École Nationale Supérieure des Beaux Arts completa così il polo dedicato all’arte contemporanea e mira far diventare Montpellier una meta in questo settore.

I circa 200 anni del Musée Fabre

Montpellier Museo-Fabre (foto: d. bragaglia© mondointasca.it)

Museo Fabre (foto: d. bragaglia© mondointasca.it)

Se il MOCO ha appena aperto i battenti, il Musée Fabre rappresenta la storia delle istituzioni artistiche. Fu fondato nel 1825 per iniziativa del pittore neoclassico François-Xavier Fabre ed è senza dubbio una delle più belle collezioni pubbliche francesi (dopo quelle parigine).
Fabre, nativo di Montepellier, fu amico di Vittorio Alfieri e, personalmente, ricordo gli splendidi ritratti conservati agli Uffizi e nella casa natale del poeta ad Asti.

Le opere di rinnovamento terminate nel 2007 hanno aggiunto un’ala nuova al museo e ora il percorso di visita si svolge in modo arioso e ben articolato su circa 9 mila metri quadrati di superficie. Si va dai primitivi all’arte contemporanea: fra i tanti capolavori, e per non citare i soliti grandi nomi (ce ne sono tanti), il mio personale coup de coer è stato il quadro “Vertumne et Pomone” di Jean Ranc, raffinato colorista attivo fra fine ‘600 e inizio ‘700. Fra i contemporanei, uno spazio a sé ha la Collezione Pierre Soulages dedicata all’artista nato a Rodez nel 1919 (vivente) con le sue opere caratterizzate da una ricerca sulla materia, tutte declinate in nero.

3. I quartieri contemporanei: Antigone

Montpellier L'Arbre Blanc (foto: d. bragaglia© mondointasca.it)

L’Arbre Blanc (foto: d. bragaglia© mondointasca.it)

L’Arbre Blanc, avveniristico edificio di 17 piani e 56 metri di altezza progettato dall’architetto giapponese Sou Fujimoto e appena inaugurato sulle rive del fiume Lez è l’ultimo simbolo della Montpellier contemporanea. Una storia iniziata negli anni ’80 del secolo scorso quando a Ricardo Bofill venne affidato il compito di costruire dal nulla un quartiere che collegasse il centro storico con le rive del Lez.
Per progettare Antigone, questo il nome scelto per il nuovo quartiere, l’architetto catalano scelse la monumentalità e un esplicito e ridondante richiamo alla classicità. Una chiave stilistica, per un complesso urbanistico che mescola commerciale, residenziale e amministrativo, che non lascia indifferenti, in positivo o in negativo.

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Esplanade de l’Europe, uno degli ingressi al quartiere Antigone (foto: d. bragaglia© mondointasca.it)

Scendendo verso il fiume, su un’area di 40 ettari e una lunghezza di circa un chilometro si susseguono le monumentali place du Nombre d’Or, place du Millénaire, place de Thessalie, place de Péloponnèse, fino all’Esplanade de l’Europe che chiude il quartiere con un emiciclo affacciato sul fiume. Sull’altra riva, a chiudere la prospettiva, c’è l’Hôtel de Region.
Qualcuno a Montpellier sussurra che la scelta di strizzare l’occhio all’antichità, con abbondanza di colonnati, pilastri e frontoni triangolari, sia stata suggerita dal fatto che Montpellier abbia sempre sofferto un piccolo complesso di inferiorità nei confronti delle vicine Arles, Nimes e Narbonne che possono vantare arene e templi romani originali.

Il quartiere di Port Marianne

Bacino-d'acqua-Jacques-Coeur-sullo-sfondo-il-nuovo-Hotel-de-Villedi-Jean-Nouvel (foto: d. bragaglia© mondointasca.it)

Bacino d’acqua Jacques Coeur, sullo sfondo il nuovo Hotel de Ville di Jean Nouvel (foto: d. bragaglia© mondointasca.it)

L’altro grande impulso a dare un’immagine ultra-contemporanea alla città è arrivato nel nuovo millennio con lo sviluppo del quartiere di Port Marianne, al di là del Lez in direzione del vicino litorale mediterraneo. Sono tanti gli architetti o designer di fama che hanno già lasciato la loro firma: Michel Macary, Rudy Ricciotti, Jean Nouvel, Massimiliano Fuksas, Philippe Starck.
L’edificio che più si impone alla vista è il nuovo Hôtel de Ville (Municipio) di Jean Nouvel e François Fontès alto 41 metri che gioca sulle sfumature del blu e del nero. Inaugurato a fine 2011, l’edificio fa da sfondo al bacino d’acqua Jacques-Cœur che forma una grande piazza diventata il punto focale del nuovo quartiere. L’asse principale è l’Avenue Raymond-Dugrand dedicata all’urbanista che ha contribuito a cambiare il volto di questa parte della città.

Il-tramway-di-Montpellier (foto: d. bragaglia© mondointasca.it) (foto: d. bragaglia© mondointasca.it)

Il tramway di Montpellier (foto: d. bragaglia© mondointasca.it) (foto: d. bragaglia© mondointasca.it)

Girare con la City Card

Fra i tanti edifici avveniristici che fanno da scenario alla grande arteria, citiamo l’RBC Design Center sempre di Jean Nouvel e Le Nuage, la nuvola di Philippe Starck, una struttura rivestita da una membrana gonfiabile che ospita una palestra con centro benessere, bar e ristoranti.
Il quartiere è servito da una delle quattro linee tramviarie al cui design ha contribuito anche il famoso stilista Christian Lacroix. Una buona idea per il soggiorno può essere quella di acquistare la Montpellier City Card che permette di girare liberamente su tram e autobus che servono ogni punto della città. La linea 4 fa il giro attorno al centro storico e la sera, con gli edifici illuminati, offre un vero e proprio tour turistico fra le bellezze architettoniche.

Informazioni pratiche

Office de tourisme Montpellier Méditerranée www.montpellier-tourisme.fr. L’ufficio in Place de la Comédie è aperto 7 giorni su 7. Qui si può acquistare la City card per i trasporti, prenotare visite guidate, prenotare alberghi e visite alle attrazioni, ottenere brochure gratuite.

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