Lunedì 19 Agosto 2019 - Anno XVII
Tokyo: Shibuya Scramble Crossing (©TCVB)

Tokyo: Shibuya Scramble Crossing (©TCVB)

48 ore a Tokyo: full immersion fra antico e moderno

Scoprire una città in 48 ore non è sempre facile. Per la capitale del Giappone è impresa quasi impossibile. Noi vi mostriamo alcune sfumature di un itinerario con il meglio della nostra “Tokyo in 48 ore”. Il fascino dei quartieri dove il tempo si è fermato e dove camminando si incontra il futuro

Tokyo in 48 ore Meiji Jingu Shrine (C)TCVB

Meiji Jingu Shrine (©TCVB)

Mondointasca inaugura con questo servizio una nuova rubrica: “IN 48 ORE”. Lo facciamo portandovi lontano nella terra dei Samurai. Il Giappone, un paese che ha sempre destato un’attrazione e un fascino particolare. La “Terra del Sol Levante” è un paese in cui il passato incontra il futuro. Una cultura millenaria che ha adottato mode e tendenze ultramoderne.
Inauguriamo questo spazio con la capitale,  Tokyo. Raccontare le mille sfumature di Tokyo è impresa non facile. Si passa dai suoi quartieri dove il tempo sembra essersi fermato all’emozione di camminare nel futuro. Una città che forse non basterebbero 365 giorni per scoprirla. Per il turista o il viaggiatore con tempo limitato, ecco un itinerario con il meglio di Tokyo in 48 ore.

Tokyo in 48 ore: giardini e templi

Tokyo in 48 ore Ueno-Park-(Shinobazu-Pond)

Ueno Park, Shinobazu Pond (©TCVB)

Il quartiere Ueno, a nord del centro urbano, è il punto di partenza ideale per scoprire la città. Conosciuto anche per la grande stazione (uno dei principali snodi ferroviari di Tokyo), appare ad una prima occhiata caotico e variopinto. Poi è sufficiente entrare nel più antico giardino pubblico del Giappone: il Parco Ueno (Ueno-koen) per trovare la tranquillità. Già nel XVII secolo questa piana soprelevata catturò l’attenzione e divenne sede di templi e pagode. Oggi è uno dei luoghi di svago e passeggio più popolari della città.

Durante l’hanami lo Yozakura, è possibile ammirare i ciliegi fioriti di notte. Nel cuore del parco si trova Tosho-gu, un santuario shinto costruito nel 1627 dallo shogun Iemitsu Tokugawa in memoria del nonno. Il santuario, sopravvissuto nei secoli, è oggi tesoro nazionale. Oltre alla magnifica porta in stile cinese rivestita di foglie d’oro, si tr4ovano all’interno splendidi soffitti scolpiti, muri dipinti e bassorilievi dalle forme animali.

Tokyo in 48 ore: da Ueno a Asakusa

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Kaminari-mon Gate, Sensoji Temple (©TCVB)

Dal quartiere Ueno, proseguendo in direzione est, si raggiunge la zona di Asakusa. Qui si percepisce il fascino della vecchia Edo (il precedente nome di Tokyo) e l’atmosfera dell’antica città bassa (Shitamachi), popolata da gente umile, da artigiani e piena di teatri popolari. Da non perdere Kaminari-mon, l’imponente “Porta del tuono”, caratterizzata dall’enorme lanterna di carta, che reca i due ideogrammi, e dalle statue di Raijin e Fujin – rispettivamente divinità del fulmine e del vento – che spaventano i demoni.

Varcata la porta si arriva a Senso-ji, il tempio più antico, grande e popolare di tutta Tokyo. La leggenda dice sia stato costruito nel VII secolo da due pescatori che avevano recuperato dal fiume una statuina d’oro della dea Kannon. Il tempio è frequentato da chi prega per avere il coraggio di affrontare una prova importante, da chi consulta le scatole degli oracoli o da chi si sofferma a respirare i benefici vapori dell’incenso.

Tokyo in 48 ore: dal fiume al centro città

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Water Bus, Sumidagawa River (©TCVB)

Una volta arrivati al fiume, la Tokyo Waterway Line permette di arrivare nel quartiere di Nihombashi godendo del panorama. Da lì ci si addentra, seguendo il ramo d’acqua, nel centro di Tokyo fino ad arrivare al punto nevralgico della città: la Tokyo Station. Completata nel 1914 prendendo ispirazione da quella di Amsterdam, la stazione nasconde sotto i binari una città sotterranea fatta da lunghi corridoi, ristoranti e una infinita quantità di negozi. Attraversando il quartiere della finanza si arriva al Palazzo Imperiale di Tokyo che dal 1868, anno in cui l’imperatore Meiji trasferì la capitale da Kyoto, è residenza ufficiale principale dell’Imperatore del Giappone.
Da non perdere Higashi-Gyoen (Giardino Orientale) a cui si accede attraverso la porta Ote-mon. Qui alberi maestosi, prati verdi e una incredibile quantità di fiori costeggiano le enormi mura scure, eredità del vecchio castello di Edo, che circondano il palazzo. Foto d’obbligo dal celebre ponte Nijubashi.

Tokyo in 48 ore: una notte da incorniciare

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Roppongi Hills (©TCVB)

All’imbrunire vale la pena recarsi nel vicino complesso delle Roppongi Hills, composto da torri, piazze e passeggiate sospese. Qui è d’obbligo una sosta sotto Maman, scultura in bronzo e acciaio opera dell’artista Louise Bourgeois a forma di ragno che lo scultore dedicò alla madre rivedendone le qualità: intelligente e protettiva. Nel quartiere di Roppongi abbondano i luoghi in cui trascorrere la notte.  Tokyo City View è perfetta per ammirare lo splendido panorama notturno della città. Chi cerca qualcosa di più particolare potrà optare per il ristorante-teatro Roppongi Kingyo, dove assistere alle stravaganti esibizioni di drag queen, mentre chi vuole semplicemente trascorrere una serata all’insegna dello sport potrà optare per il Legends Sports Bar.

Tokyo in 48 ore: secondo giorno, un salto nel futuro

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Shibuya Crossing (©TCVB)

Si riparte da Shibuya, quartiere conosciuto in tutto il mondo. Il futuro sembra concretizzarsi già ora. Un volto del Giappone insolito, giovane ed estremamente moderno. L’immagine più nota di questa zona è senza dubbio quella dell’incrocio di Shibuya, passaggio pedonale dove ogni tre minuti sono migliaia le persone che si avvicendano. Sempre illuminate notte e giorno dagli schermi che si trovano sugli edifici circostanti. Questo non è l’unico luogo iconico del quartiere.

Davanti alla stazione si trova infatti la statua in bronzo di Hachiko. Un omaggio al cane che ogni sera attendeva il padrone all’uscita dei binari, anche dopo la sua morte. Reso ancor più celebre dal film con Richard Gere. Allontanandosi di una sola fermata di treno da Shibuya, spostandosi verso nord, si scopre l’anima più tradizionale di questo quartiere. All’interno del magnifico parco di Yoyogi i viali sono bordati da giganteschi alberi. Il fogliame regala splendidi scorci in tutte le quattro stagioni dell’anno. Qui si trova il popolare santuario shintoista di Meiji Jingu, inaugurato nel 1920, per accogliere le spoglie dell’imperatore Meiji e la moglie Shoken.

Tokyo in 48 ore: shopping sfrenato  

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Imperial Palace (©TCVB)

Niente di meglio che chiudere la giornata dando libero sfogo ai propri desideri nella zona di Shinjuku, il più vasto quartiere commerciale e di divertimento del paese. Attorno alla stazione si trovano gli imponenti store di elettronica che trattano una gamma infinita di prodotti fra cui camere, telefoni e pc. Qui abbondano anche i grandi magazzini frequentati da turisti e locali, che spesso prediligono i piani interrati specializzati nella vendita di alimenti. Si trovano dolci giapponesi e occidentali, piatti pronti, cestini del pranzo e quant’altro riguardi il cibo.

Per trovare qualcosa di più caratteristico e staccarsi dalla bramosia dell’acquisto, bisogna recarsi a Golden-gai. Un quartiere di bar nato nei giorni caotici del dopoguerra e ancora oggi animato nelle sue vie da piccoli locali in cui mangiare e bere: se ne contano circa trecento fra vecchie osterie anni ’50 e bar trendy portati avanti da una nuova generazione di gestori.
Per saperne di più sulla città di Tokyo o per pianificare un viaggio, visitare sito ufficiale https://tokyotokyo.jp o http://www.gotokyo.org/it/index.html.

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