Mercoledì 28 Settembre 2022 - Anno XX
Regina Viarum, la via Appia (ph. Marino Curnis)

Regina Viarum, la via Appia (ph. Marino Curnis)

Viaggiare a passo lento con zaino in spalla

Conoscere l’Italia ripercorrendo a piedi città, borghi, paesaggi, natura. Rivivere la Storia antica e le storie di luoghi e persone attraverso i cammini. L’altra dimensione per cogliere l’essenza del viaggiare. Ecco quattro cammini da programmare nei prossimi mesi.

a passo lento Regina Viarum

Regina Viarum

I cammini sono il modo per visitare e conoscere luoghi e soprattutto coglierne l’essenza. Viaggiare a piedi risale alle origini dell’uomo. Se prima poteva essere una necessità dovuta allo spostamento, oggi si compie per fare un’esperienza nuova e diversa di viaggio-vacanza. A primavera iniziata è il momento, per chi è appassionato di turismo lento, di cominciare a programmare qualche uscita. In questo servizio vi presentiamo quattro cammini da percorrere nei prossimi mesi da aprile a giugno. È il momento di preparare lo zaino scegliere date e itinerario e percorrerlo da solo e con amici; oppure accompagnati da associazioni come la Compagnia dei Cammini, che da anni organizza viaggi a passo lento.

A passo lento: Appia, la Regina Viarum

Regina Viarum Appia

I campi di grano sul percorso Regina Viarum

Il cammino “Regina Viarum: l’Appia” è considerato di media alta difficoltà. Si percorrono 119 chilometri in 7 giorni su tratturi, carrarecce e sentieri tra Basilicata, Campania e Puglia. Si arriva fino a Gravina in Puglia, ultima statio romana lungo l’Appia per il rifornimento di grano e vino. Nel mezzo, si incontra la Lucania, Venosa, luogo simbolo e città che diede ai natali al poeta Quinto Orazio Flacco. E poi Melfi con il Monte Vulture a fare da guardiano e bussola. Campi di grano e vento saranno i migliori compagni di viaggio di questo percorso, insieme ai racconti di chi vive in queste terre dure.

Regina Viarum Lucania Basilicata

Regina Viarum, terra di Lucania

Un itinerario che cela l’Italia appenninica intima e dimenticata, quella fracassona, quella operosa e quella malfidente. Per dirla con Paolo Rumiz, persone di un’Italia nascosta che però “posseggono una cosa che la gente di città ha perduto: il senso del limite”. Si cammina su sentieri e tratti di asfalto: qui, sotto i propri piedi, si sente la memoria delle moltitudini che ci sono passate. Della Storia con la lettera maiuscola, perché come riporta Orazio: “ci regali la certezza di andare nella giusta direzione; ci dici che qui Roma fu signora e, tra Benevento e il mar di Brindisi, passavano mercanti e legionari, pecorai dell’Epiro e carrettieri venuti dalla Tracia o la Bitinia, patrizi di Neapoli e nocchieri sbarcati dalle Cicladi ventose.” La Compagnia dei Cammini organizza il viaggio dal 2 al 9 aprile 2022. 

A passo lento: la Via delle Vigne di confine

a passo lento Via delle vigne di confine

Via delle Vigne di confine

C’era una volta la cortina di ferro: divideva Gorizia in due. Fu eretta molti anni prima del muro di Berlino e ha cessato di esistere appena nel 2004. Eppure tra tutte le zone di confine nell’estremo lembo est d’Italia, quella che va da Gorizia a Cividale è la più amabile, la più gentile. Terra fertile, fertilissima, chiamata “ponka”, dove regnano le viti, i ciliegi, i peschi. Le linee morbide delle colline danno vita a un paesaggio di quiete e grazia. Proprio lì, in quelle colline un tempo martoriate dalla Prima e dalla Seconda guerra mondiale, indurite dalla Guerra Fredda, oggi sono possibili grazia e fratellanza; ma anche la voglia di vivere in un altro modo, più rilassato. Il cammino sulle orme di questa storia si sviluppa dal Collio ai Colli Orientali del Friuli Venezia Giulia in un percorso di media difficoltà.

Sulle tracce della memoria

Via delle Vigne di confine

Via delle Vigne di confine, oltre lo sguardo

Nei 5 giorni del percorso della Via delle Vigne di confine si cammina sulle tracce di molte memorie. Come Scipio Slataper e i suoi compagni di trincea che hanno perso la vita combattendo; o sulle orme dei pellegrini diretti a Castelmonte o ancora più a nord, verso il Monte Lussari. Si cammina soprattutto tra le vigne. Tra quei contadini caparbi che hanno ripiantato le viti dopo le bombe e, in pochi anni, hanno trasformato i loro vini in nettari tra i migliori d’Italia e del mondo. Si possono seguire nelle loro cantine per assaggiare il loro vino, facendosi raccontare meglio queste terre e queste genti.

Via delle Vigne di confine 04

Via delle Vigne di confine

Ma si cammina anche in boschi di querce e castagni; più in alto, tra i faggi, o in oasi di pianura in cui sostano gli uccelli lungo le loro rotte migratorie. Si parla in italiano, in sloveno, in friulano, in dialetto, tra i suoni e i ritmi di una vera e propria Mitteleuropa in miniatura; fino ad arrivare sul Ponte del Diavolo di Cividale del Friuli, perla longobarda, ammirando i riflessi smeraldini del fiume Natisone e pensando all’acqua dell’Isonzo che accompagna tutto il viaggio. Con la Compagnia dei Cammini: dal 4 al 8 aprile 2022.

A passo lento: la Via del Tratturo

a passo lento Abruzzo Molise, tra Pescasseroli e Opi foto-Ecotur

Abruzzo-Molise, tra Pescasseroli e Opi (foto Ecotur)

La Via del Tratturo sono centodieci chilometri da affrontare a passo lento. Grandi strade d’erba, che collegavano l’Appennino abruzzese e il Tavoliere delle Puglie. Strade sterrate trai campi, tratturi appunto, che venivano percorse dai pastori e dalle loro greggi per portare gli animali in terre meno fredde. Alfonso D’Aragona nel 1447 rivitalizzò quelle strade su cui si muovevano le pecore e creò una grande rete tratturale, i regi tratturi, che avevano una larghezza ben definita, sessanta passi napoletani, corrispondenti a 111 metri. Tra questi Pescasseroli – Candela e il Castel di Sangro – Lucera.

La riscoperta dei tratturi, le lunghe vie d’erba che collegavano l’Abruzzo montano con il Tavoliere di Puglia è una esperienza unica che si articola in un cammino di media/alta difficoltà da fare in 8 giorni. Si ripercorrono, fino al Molise, gli stessi tracciati usati dai Sanniti, dai Romani, ma soprattutto, dal 1200 in poi, da centinaia di pastori e milioni di pecore…

Borghi autentici e ristori tipici

Abruzzo-Molise, transumanza foto Ecotur

Abruzzo-Molise, transumanza (foto Ecotur)

Entrare a passo lento dentro la natura, respirarla, ascoltarla, toccarne i contorni. Camminare con il rispetto di una tradizione pastorale preziosa, ricca di storie che si snodano tra territori silenziosi, borghi autentici, ristori tipici dove gustare pietanze naturali e generose. Camminare per ore e non sentire un rumore, immaginare quelle ampie distese d’erba coperte da migliaia di pecore e carovane di muli carichi di masserizie. È come fare un viaggio nel passato, nelle tradizioni, nella cultura e nella religiosità delle genti d’Abruzzo che da sempre hanno legato la loro vita alla pastorizia transumante. Per orientarsi si può anche consultare il sito: www.viadeltratturo.it. Questo itinerario si tiene dal 28 maggio al 4 giugno e dal 24 settembre al 1 ottobre.

A passo lento: il Sentiero del Viandante

a passo lento Sentiero-del-Viandante-Lombardia

Lombardia panorama sui laghi e sui monti

Denominato Via Regia, o Via Ducale nei documenti storici, il tracciato dell’attuale Sentiero del Viandante in Lombardia unisce Lecco alla Valtellina, forse addirittura dall’epoca romana. Il percorso è lungo 44 chilometri con difficoltà medio/bassa e si fa anche in 4 giorni. L’itinerario, ricco di vestigia storiche come il Castello di Vezio e il borgo di Corenno Plinio offre un panorama lacustre che infonde calma e invita alla lentezza. A ben vedere però le forme dell’acqua sono molteplici: quella placida del lago, quella che sgorga con potenza dall’orrido, a Bellano, o bianca e spumosa a Fiumelatte; e poi lavatoi, piccoli canali e fontanelle amiche dei viandanti.

Sentiero del Viandante Lombardia

Sentiero del Viandante Lombardia

Le calette appartate, gli acciottolati, i muretti, le mulattiere aspre, le frazioni minuscole, i castagneti abbarbicati alle pendici delle Grigne – sagome grigie, a tratti incombenti sulle sponde orientali del Lago di Como – raccontano il territorio lecchese. Però lasciano intuire la vita quotidiana di valligiani, pescatori e battellieri di un tempo passato. Una semplicità contrastante con la ricchezza delle ville e dei giardini che si affacciano sul lago e con la severità degli antichi manieri.

Quattro tappe nell’entroterra

Sentiero viandanteAll’acqua sono legate anche le tracce di una storia meno antica, ma non meno importante: gli opifici tessili a energia idraulica, ormai in disuso. Muti testimoni della seconda rivoluzione industriale e di un grande passato operaio e manifatturiero. Il cammino classico inizia a Abbadia Lariana (LC) e consiste in quattro tappe che si inoltrano nell’entroterra in ripida salita per poi tornare, con conseguenti discese, sulle rive lariane a Lierna, Varenna, Dervio e, infine, Colico. Una fatica ampiamente ripagata dalla visuale che si gode dai tanti punti panoramici, dalla frescura dei tratti boscosi e da poetici dettagli da cogliere in cammino: dalie e garofani fioriti ai bordi delle vigne, caprette curiose, sottili veli di romantiche brume lungo i profili delle montagne. Itinerario da svolgersi con la Compagnia dei Cammini dal 9 al 12 giugno 2022.

Info: www.cammini.eu/

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