Lunedì 8 Agosto 2022 - Anno XX
Da Cosenza a Mendicino tra arte e natura

Da Cosenza a Mendicino tra arte e natura

Il centro di Cosenza è un museo a cielo aperto. Opere d’arte di famosi artisti: De Chirico, Dalì, Gallo, Paladino… donati alla città dall’imprenditore cosentino Carlo Bilotti. La natura di Mendicino, Borgo della seta. Il ricordo delle filande.

Cosenza San Giorgio e il Drago, scultura in bronzo di Salvator Dalì

San Giorgio e il Drago, scultura in bronzo di Salvator Dalì (ph. © emilio dati – mondointasca.it)

Arte a Cosenza

L’antica città di Cosenza è sorta sui contrafforti collinari che circondano la valle del fiume Crati.  Oggi è nota come Cosenza Vecchia. La città nuova, invece, nel corso dei decenni si è sviluppata nella sottostante area pianeggiante. Proprio il territorio delle nuova Cosenza è motivo di interesse della nostra visita. Infatti buona parte del suo tessuto urbano è diventato un importante museo a cielo aperto.

Sull’ampio viale Mazzini, trasformato in area pedonale, c’è un prezioso percorso culturale, grazie alle donazioni del cosentino Carlo Bilotti. Imprenditore nel campo della cosmetica, con rapporti estesi dagli Stati Uniti all’Europa, Bilotti ha conosciuto artisti famosi, come De Chirico, Dalì, Warhol e altri. E a loro commissionò delle opere per la sua collezione privata.

Il MaB di Cosenza, Museo all’aperto Bilotti

Cosenza Elmo Bruzio, scultura di Mimmo Paladino

Elmo Bruzio, scultura di Mimmo Paladino (ph. © emilio dati – mondointasca.it)

La decisione di donare a Cosenza, sua città natale, una parte del suo ricco patrimonio artistico scaturì in seguito alla precoce perdita della figlia ventenne. In suo onore, nel 2005, donò le prime cinque grandi statue di Pietro Consagra. Con esse fu inaugurato quello che è conosciuto come il MaB di Cosenza, il Museo all’aperto Bilotti. In pieno centro, quindi, si possono ammirare gratuitamente queste opere che sono distribuite su un strada lunga poco più di un chilometro. Si va da piazza Bilotti fino a piazza dei Bruzi, dove ha sede il Municipio.

Così che, tra le opere presenti, si incontrerà dapprima la scultura in acciaio Filosofi Guerrieri di Giuseppe Gallo, per proseguire con i Due Guerrieri Antichi di Sacha Sosno, il Grande Metafisico e i Grandi Archeologi di Giorgio De Chirico, San Giorgio e il Drago di Salvator Dalì fino a giungere dinanzi alla statua opera di Domenico Sepe, dedicata a Giacomo Mancini, già ministro della Repubblica Italiana, e alla scultura Elmo Bruzio di Mimmo Paladino.

Mendicino: ricordo del Borgo della Seta

Medicina Panorama sulla-città da palazzo Gaudio Campagna

Panorama sulla-città da palazzo Gaudio Campagna (ph. © emilio dati – mondointasca.it)

Dopo aver affrontato quest’itinerario culturale immersi nell’affollata strada dedicata allo struscio cittadino tra gelaterie, bar, ristoranti e pizza al taglio, la necessità di un po’ di refrigerio fa volgere lo sguardo alle immediate vicinanze. Dirigiamo quindi nella vicinissima cittadina di Mendicino, ad appena sei chilometri di distanza, ma posta a 500 metri sul livello del mare. Si è immediatamente colpiti dal piacevole refrigerio dato dall’altitudine di quest’antico insediamento che conserva ancora testimonianze del suo recente passato.

Museo della Seta, ruote in legno-per creare le matasse di seta

Museo della Seta, ruote in legno-per creare le matasse di seta (ph. © emilio dati – mondointasca.it)

La copiosa presenza di gelsi nel territorio comunale indusse inevitabilmente i contadini ad allevare, anche nelle proprie abitazioni, i bachi da seta. A metà Ottocento nel Borgo della Seta si contavano oltre quaranta filande, oggi del tutto scomparse. L’unica, residua testimonianza di quest’attività rimane l’Antica Filanda del Gaudio istituita nel 1915. La sua particolarità risiedeva negli originali macchinari in legno costruiti secondo un geniale progetto dello stesso imprenditore.

Era una “catena di montaggio“, una batteria di ruote in legno che permetteva la filatura durante la sua estrazione dal bozzolo. Il prodotto che si ricavava, essendo grezzo, doveva essere successivamente inviato a San Leucio, in provincia di Caserta, per le successive lavorazioni prima di poter realizzare i finissimi abiti di seta.

La Filanda del Gaudio museo della seta

Museo Dinamico della Seta, ingresso

Museo Dinamico della Seta, ingresso (ph. © emilio dati – mondointasca.it)

Di tutte queste attività è rimasta traccia nell’unica filanda rimasta intatta: la Filanda del Gaudio, oggi Museo Dinamico della Seta aperto al pubblico dopo il restauro effettuato dal Comune. La breve visita mostra le operazioni da effettuare per estrarre manualmente dal bozzolo, già immerso in acqua calda, il filo che verrà successivamente avvolto nelle ruote di legno. Sono gli unici attrezzi originali residuati insieme ad alcuni contenitori e strumenti utilizzati per la calibrazione del filo di seta.

Cosa visitare a Mendicino

Mendicino, Torre dell'Orologio del 1907

Mendicino, Torre dell’Orologio del 1907 (ph. © emilio dati – mondointasca.it)

Tra i monumenti cittadini non resta che visitare il settecentesco palazzo Campagna. Una sala accoglie simulacri in cartapesta rivestiti dagli abiti che i figuranti indosseranno durante i Riti della Settimana Santa. In un’altra sala è allestita la mostra dei muccaturi, ovvero i fazzoletti, ornati da artisti locali. Altri punti di interesse sono rappresentati dalla chiesa di San Sebastiano, in piazza Duomo, e dalla Torre dell’Orologio del 1900, posta nel punto più alto dell’abitato.

La cittadina, infine, accoglie un piccolo Teatro comunale dove ogni pièce è da tutto esaurito grazie alla bravura degli attori e al pubblico proveniente quasi esclusivamente dal vicino capoluogo. Rivolgendosi agli uffici comunali preposti è possibile contattare una guida per visitare la curiosa e affrescata Grotta delle Palazze, posta ai margini del paese, oppure effettuare un breve percorso di trekking e raggiungere il monte Cocuzzo dalla cui cima si potranno osservare entrambe le coste dello Ionio e dell’Adriatico, nuvole permettendo.

PHOTO GALLERY: COSENZA E MENDICINO

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