Il Club Alpino Italiano per dare evidenza e riconoscimento al ruolo della donna nello sviluppo dell’economia di montagna e delle comunità ha lanciato un Concorso fotografico. Il titolo di questa prima edizione è “Le donne muovono le montagne. La montagna declinata al femminile“. Il concorso si ispira al tema della Giornata Internazionale della Montagna 2022 dell’Onu dello scorso 11 dicembre “Women Move Mountains“. Dalla istituzione della Giornata Internazionale della Montagna nel 2003 è la prima volta che si invita a riflettere sul ruolo che le donne hanno avuto e hanno tuttora nello sviluppo delle comunità e dell’economia di montagna. E non solo. Importante è anche il loro impegno nella protezione delle risorse naturali e della biodiversità in tutti gli ecosistemi montani del mondo.
Le tre categorie del concorso fotografico
Il premio è strutturato in tre categorie: “La frequentazione della montagna” (foto singola); “Società e cultura delle Terre alte” (foto singola); “Una storia al femminile“, da raccontare attraverso una serie di sei scatti fotografici. Il concorso prevede un montepremi per una totale di 12mila euro. È possibile iscriversi a più categorie, ma con un unico contributo per categoria. Gli elaborati dovranno pervenire entro il 31 marzo 2023. Le iscrizioni sono aperte dal 20 dicembre e la partecipazione è gratuita. Il bando, il modulo d’iscrizione, la domanda e la liberatoria sono disponibili sul sito www.cai.it. Una selezione delle migliori fotografie sarà esposta nel mese di maggio a Biella, in occasione dell’Assemblea dei Delegati 2023 del Club alpino italiano dove si svolgerà inoltre la premiazione dei vincitori.
“L’obiettivo del concorso sarà identificare e far conoscere le sfide e le esperienze che le donne di montagna vivono, attraverso una narrazione per immagini che evidenzi l’importanza del mondo femminile in montagna e per la montagna”, ha afferma il Presidente generale del Cai Antonio Montani. La Vicepresidente generale Laura Colombo ha aggiunto “Desideriamo che le donne non siano solo tema di questa iniziativa bensì narratrici attive e operatrici che possano contribuire a donarci una visione individuale, attenta ai propri desideri e alla proprie necessità”.