Mercoledì 19 Giugno 2024 - Anno XXII

Argenta e le sue Valli in bicicletta

Cicloturismo Valli di Argenta (ph. p.ricciardi © mondointasca.it)

Escursione cicloturistica nella città e nelle Valli di Argenta nel Parco del Delta del Po. Un complesso di zone umide che formano un’oasi naturale di biodiversità. Il percorso dell’Anello delle Valli di Argenta e visita al Museo della Bonifica.

Argenta
Argenta (ph. p. ricciardi © mondointasca.it)

L’escursione che ci ha portato a visitare il comune di Argenta e le sue Valli in bicicletta, organizzato da VisitFerrara, comincia dalla stazione della capitale del Ducato estense. Arriviamo a Argenta in treno dopo un viaggio di circa mezzora. La località sorge sulla sponda sinistra del fiume Reno, a 33 km a sud-est di Ferrara. Il territorio è attraversato da numerosi fiumi o specchi d’acqua e dalle valli di Campotto e di Comacchio. Prima di raccontare il nostro itinerario bisogna ricordare che Argenta durante il 2° conflitto mondiale fu rasa al suolo come Cassino. Ricostruita, oggi è una città di impianto moderno con alcune significative testimonianze del suo passato.

Duomo di Argenta
Duomo di Argenta (ph. p. ricciardi © mondointasca.it)

Nel piazzale della stazione troviamo ad attenderci le biciclette dell’agenzia viaggi Link Tours e i nostri due accompagnatori: Benedetta Bolognesi dell’ufficio turistico del comune di Argenta e Riccardo Gennari, guida naturalistica. Inforchiamo le biciclette è iniziamo il tour da Borgo Seliciata, edificato come castrum nel 603 per contrastare l’avanzata dei Longobardi.

Seguendo via Matteotti che corre sull’argine sinistro del Po di Primaro raggiungiamo Piazza Garibaldi con la Torre del Primaro, cuore della vita politica, sociale ed economica fin dal medioevo.

Argenta celebra il centenario della morte di Don Minzoni
Argenta Statua che simboleggia la storia del territorio
Statua a simbolo della storia di Argenta tra cielo e acqua (ph. p. ricciardi © mondointasca.it)

Raggiungiamo poi la Collegiata di S. Nicolò, consacrata nel 1122 e anch’essa distrutta nel bombardamento del ’45. Al suo interno si trova la tomba di Don Giovanni Minzoni (parroco militare durante la prima guerra mondiale), ucciso il 23 agosto 1923 a bastonate dagli squadristi fascisti per il suo impegno sociale. Quest’anno viene ricordato il centenario della morte. Proseguiamo verso l’ex Convento dei Cappuccini con la chiesa di S. Lorenzo, oggi Centro culturale.

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Ancora qualche centinaio di metri e arriviamo alla chiesa di S. Francesco col convento e l’oratorio San Giovanni e la ex chiesa di San Domenico che ospita il Museo Civico, con la pinacoteca e la sezione archeologica. 
A un chilometro incontriamo la Pieve di San Giorgio, edificata in stile bizantino ad aula unica nel 569 d.C., per volontà dell’Arcivescovo di Ravenna. Nel 1122 vennero aggiunte due navate laterali e il portale in marmo con le rappresentazioni allegoriche dei mesi dall’anno mentre sulla lunetta centrale è descritto il martirio di San Giorgio.

Alla scoperta delle Valli di Argenta
Percorso verso Anello Valli di Argenta
Percorso verso Anello Valli di Argenta (ph. p. ricciardi © mondointasca.it)

Le valli di Argenta sono un complesso di zona umide e ambienti naturali situati nella pianura padana emiliano-romagnola. Le Valli di Argenta si trovano nell’area naturalistica del Parco del Delta del Po Emilia Romagna. Queste valli sono tra le più vaste zone umide d’acqua dolce dell’Italia settentrionale. Nel 1976 sono state riconosciute d’interesse internazionale. In questa oasi naturale si trovano molte specie di uccelli: aironi bianchi, aironi cenerini, spatole, oche selvatiche, martin pescatore, poiane e anatidi. Raggiungiamo l’Argine Bassarone che affaccia su un primo scorcio delle Valli di Argenta. Un territorio di 1624 ettari che comprende le casse di espansione Campotto-Bassarone e Vallesanta e il bosco igrofilo del Traversante.

Oasi naturale di biodiversità
Argenta segnaletica percorsi cicloturistici
Segnaletica percorsi cicloturistici (ph. p. ricciardi © mondointasca.it)

Le Valli di Argenta sono uno scrigno di biodiversità. Molto importanti per la conservazione di tutte le specie legate all’acqua dolce, dall’avifauna alle piante acquatiche, a quelle che prediligono l’area boscata del Traversante. La zona umida di Campotto-Bassarone e il bosco del Traversante sono accessibili esclusivamente con visita guidata a piedi, in bici, in eco-shuttle e in eco-car.

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L’anello delle Valli di Argenta è un percorso di circa 21 km che circonda la Cassa del Bassarone, la Cassa di Campotto, il Bosco del Traversante e la Valle Santa percorrendo argini, ponti e brevi tratti di strada. A partire dal 1988 questi ambienti sono diventati parte della stazione “Campotto di Argenta” del Parco del Delta del Po.

Valli di Argenta
Valli di Argenta, Cassa del Bassarone (ph. p.ricciardi © mondointasca.it)

La zona umida di Vallesanta, invece, a poca distanza dal Museo delle Valli, è accessibile liberamente. I percorsi ciclo-pedonali sono di 6 chilometri e si svolgono su manto erboso fino a raggiungere una torretta di osservazione.

Da qui è possibile ammirare una splendida visione dall’alto sia della cassa di espansione che del prato umido e delle specie che frequentano questi ambienti. È possibile concludere il giro ad anello passando dal percorso ghiaiato posto sotto all’argine del torrente Idice. Con questa deviazione l’itinerario raggiunge i 10 km circa di lunghezza.

Museo delle Valli di Argenta
Museo delle Valli Casino Campotto
Museo delle Valli Casino Campotto

Il Museo delle Valli d’Argenta, porta d’accesso alle Valli, è un museo storico naturalistico che descrive attraverso immagini, oggetti e modelli la storia, la cultura, le tradizioni e la natura di questo territorio. La sede del Museo è il Casino di Campotto, uno magnifico edificio del ‘700 che era adibito a scopi agricoli e successivamente a casa di caccia. Il recupero a scopo conservativo ha permesso di mantenerne l’aspetto originale. Oggi il Museo si presenta completamente rinnovato. Il piano terra offre una panoramica sulla storia del territorio, sulle bonifiche e sulla vita in valle.

Al primo piano, invece, si trova la sezione dedicata all’ambiente naturale con un approfondimento sulle zone umide e sui 4 ambienti dell’Oasi: laminato, canneto, prato umido e bosco. Nella sala multisensoriale, a conclusione della visita, si può fare una immersione nella natura del parco con una suggestione di immagini dell’oasi nelle 4 stagioni.

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Museo della Bonifica
Museo della Bonifica
Museo della Bonifica (ph. p. ricciardi © mondointasca.it)

Dopo questa sana pedalata sostiamo presso l’Agrilocanda Val Campotto per pranzare con le specialità della cucina tipica ferrarese. Dopo il pranzo, riprese le bici, siamo andati al Museo della Bonifica presso l’impianto idrovoro di Saiarino. Un esempio di archeologia industriale inserito nel contesto di edifici in stile liberty. Al suo interno si trovano le macchine per il sollevamento e lo scarico delle acque nel fiume Reno. Le centrali storiche ancora attive si integrano con l’organizzazione umana e tecnica del Consorzio della Bonifica Renana. Nell’edificio è possibile vedere le immagini dell’antica centrale termoelettrica che raccontano i lavori di bonifica e mostrano le caldaie per produrre il vapore.

Info: www.visitferrara.eu

PHOTO GALLERY ARGENTA E LE SUE VALLI

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