Lunedì 15 Luglio 2024 - Anno XXII

Messina la bella, martoriata e risorta

Messina - Duomo e Campanile

I nostri reportage alla scoperta della Sicilia si concludono con la meta di primo approdo in terra di Trinacria. Messina città portuale, tappa per navi da crociera, ha parecchio da mostrare a un turista curioso.

Messina Forte San Salvatore
Stele Madonnina del Porto e il Forte San Salvatore (ph. © 2023 emilio dati – mondointasca.it)

Nelle puntate precedenti abbiamo raccontato quanto il territorio circostante al capoluogo possa presentare interessanti e originali occasioni di visita per un turista curioso. È giunto il momento di addentraci nella città metropolitana considerata da sempre solo una località di transito, un porto nel quale si arriva e si riparte con i traghetti. Non ci si ferma nemmeno a consumare un caffè poiché la vicinanza del raccordo autostradale induce, forse, a raggiungere immediatamente la meta programmata.

Da quando il porto di Messina, non molti anni fa, è divenuta una tappa per le navi da crociera, in città si nota la presenza di una nuova tipologia di vacanzieri. Ma la città offre variegati aspetti culturali che andrebbero approfonditi e che permetterebbero ad ogni turista di indirizzare la visita anche su specifici interessi individuali.

Messina Araba Fenice
Messina Chiesa Maria SS. Annunziata dei Catalani
Chiesa Maria SS. Annunziata dei Catalani (ph. © 2023 emilio dati – mondointasca.it)

Bisogna ricordare che la città di Messina, oltre alle distruzioni procurate dagli uomini a seguito di invasioni e guerre, ha visto accanirsi contro anche la natura. A cominciare dai terremoti del 1783, del 1908, con incendi e un potente maremoto, e ancora 1975, 1978 e 1990. E non è mancata nemmeno l’alluvione del 2009. Ma, proprio come l’Araba Fenice, è sempre risorta più bella e più forte di prima.

Eventi disastrosi le cui conseguenze sono ancor oggi testimoniate, ad esempio, dalla chiesa Maria SS. Annunziata dei Catalani, ubicata su via Garibaldi. Essa poggia tre metri al disotto del piano stradale: era il livello della pavimentazione esistente prima del terremoto. La chiesa comunque conserva ancora l’originale architettura bizantina con le modifiche subite nel tempo secondo i voleri di feudatari e religiosi dell’epoca.

Il possente organo della Cattedrale di Messina
Messina Duomo capriate
Duomo capriate (ph. © 2023 emilio dati – mondointasca.it)

Un esempio mirabile di rinascita è senz’altro la Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta. L’architettura normanna della sua primitiva costruzione risalente al 1100, nel corso dei secoli è stata modificata anche a causa di danneggiamenti subiti per guerre, incendi e ripetuti eventi sismici. Fu però il terremoto del 1908 a distruggere quasi completamente il Duomo che venne ricostruito, verosimilmente uguale all’originale, negli anni venti.

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Un ampio e decorato portale gotico, affiancato da due portali minori, orna la facciata principale. È indescrivibile l’emozione subita non appena superato il sagrato: ci accolgono le potenti sonorità di un organo che hanno completamente avvolto la navata e le absidi. Come colti da una sindrome il nostro sguardo, seguendo la crescente modulazione sonora, cerca di rintracciare l’origine della fonte sonora. La nostra attenzione però si perde tra capriate dai decori dorati e l’effige Mariana posta sull’altare dominata dal Deesis, raffigurato nella cupola sovrastante. Ma ecco, quasi nascosto da un colonnato, il possente organo a sei tastiere con le sue 16.000 canne dalle quali le possenti note risuonano ancora nel silenzio totale.

Il Campanile e gli Ori
Messina la bella, martoriata e risorta
Duomo Campanile con orologio astronomico e calendario perpetuo (ph. © 2023 emilio dati – mondointasca.it)

Appena discosto dalla Cattedrale, si erge il campanile famoso per il suo orologio meccanico e astronomico. Come esempi similari sparsi in varie città d’Europa, anche dalle finestre di questo campanile, alle ore 12,00 di ogni giorno e al suono dell’Ave Maria di Schubert, fuoriescono figure meccaniche ognuna delle quali ha un preciso riferimento storico.

Una lunga ma non faticosa scalinata permette inoltre l’accesso alla terrazza, dalla quale lo sguardo spazia sulla piazza sottostante ornata dalla Fontana di Orione, opera realizzata nel 1553 da Angelo Montorsoli, allievo di Michelangelo.

Non possiamo mancare la visita al Tesoro del Duomo, una raccolta di argenti di scuola messinese tra statue, paramenti sacri ed ex voto. Il pezzo più importante e più prezioso è la “Manta d’oro”, ovvero il quadro della Madonna della Lettera raffigurata su una lamina d’oro, ricoperta da donazioni di fedeli anch’essi in oro o argento.

Percorsi religiosi a Messina    
Messina Tempio Sacrario di Cristo Re
Tempio Sacrario di Cristo Re (ph. © 2023 emilio dati – mondointasca.it)

Per chi fosse interessato ai percorsi religiosi è da ricordare che nel tessuto urbano di Messina insiste circa un’altra decina di chiese. Tra queste è di un certo interesse la visita al Sacrario di Cristo Re che si erge imponente su un’altura un tempo interamente occupata dal castello di Roccaguelfonia. La grande cupola del Santuario protegge la cripta occupata centralmente da un sarcofago in marmo raffigurante il milite ignoto. Sulla torre residua dell’antico castello è collocata una campana di centotrenta quintali che, prima dei guasti, con i suoi rintocchi ricordava i caduti messinesi di entrambe le guerre mondiali.

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Dalla strada che circonda la rocca si ha una visione a 180° sul Forte San Salvatore (il cui interno è visitabile) e l’alta stele Mariana a protezione del porto continuamente animato da navi da crociera e traghetti.

Arte e architetture civili
Messina facciate in stile Liberty
Messina facciate in stile Liberty (ph. © 2023 emilio dati – mondointasca.it)

Percorrendo il centro storico della città si è un po’ sommersi dall’incessante via vai di auto e tram che sfrecciano lungo le ampie arterie. Comunque il grande rispetto che gli automobilisti messinesi dimostrano per le strisce pedonali, ci permette di spostarci da una strada all’altra in tutta sicurezza. Percorriamo quindi via Garibaldi dove fu più intenso l’intervento urbanistico per la ricostruzione degli edifici distrutti durante il terremoto del 1908. Qui possiamo toccare con mano la lunga serie di palazzi e villette in stile Liberty che furono erette da architetti famosi come il fiorentino Gino Coppedè. Non mancò la firma del messinese Camillo Puglisi Allegra che progettò la Galleria Vittorio Emanuele III.

Messina la bella, martoriata e risorta
MUME Museo Regionale ingresso (ph. © 2023 emilio dati – mondointasca.it)

In tutto questo tripudio di decorazioni non mancano monumenti dedicati a personaggi illustri e fontane come quella del Nettuno, opera del già citato Angelo Montorsoli. Mentre al Palantonello, il Palazzo della Cultura di Messina, è possibile visitare la pinacoteca dove è esposto anche un quadro di Mirò. Per conoscere le opere do altri autori del passato ci rechiamo al MUME (Museo Regionale Messina) che espone 750 opere in ordine temporale. Il Museo è noto per conservare le opere di Antonello da Messina, come il Polittico di San Gregorio del 1473, e le due seicentesche opere di Caravaggio, l’Adorazione dei Magi e la Resurrezione di Lazzaro.

Messina e la Gastronomia: street food e piatti gourmet
Messina street food spaghetti alla norma
Street Food cubetti ripieni di spaghetti alla Norma (ph. © 2023 emilio dati – mondointasca.it)

Tra i tanti interessi culturali che hanno fatto parte della nostra visita, non poteva mancare la conoscenza della tipica gastronomia messinese. Tra street-food e piatti gourmet abbiamo avuto occasione di apprezzare la pignolata presso il ristorante Corte del Mare. Sono gnocchetti fritti amalgamati con una glassa bianca, per quelli al limone, e nera per quelli al cioccolato; un dolce tipico di Carnevale ormai consumato tutto l’anno. E le granite di limone, al caffè o alla frutta? Ottime e varie quelle preparate dal Salotto Fellini nei pressi della Cattedrale accompagnate dall’enorme brioche da inzuppare! E la cassata, ne vogliamo parlare? Meglio soprassedere!

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Messina street food arancino
street food messinese arancino (ph. © 2023 emilio dati – mondointasca.it)

Per lo street-food troviamo l’arancino, con la o finale in questa parte del territorio così come la sua forma conica forse riferita al vulcano. Si tratta di un’impanatura fritta ripiena di riso, pomodoro e carne di maiale con aggiunta di piselli e cubetti di mortadella. 

Alla stessa categoria appartengono i pidoni, mezzelune di pasta fritta, simili ai panzerotti pugliesi, farciti con scarola riccia, alici e la toma, un formaggio autoctono dell’isola.

Messina pasticceria cannolo
Il cannolo (ph. © 2023 emilio dati – mondointasca.it)

E come si usa dire, dulcis in fundo, i cannoli. Un’esperienza trascorsa presso il Ristorante Marina del Nettuno Yachting Club dove l’originale menu preparato dallo chef Pasquale Caliri si è concluso con la degustazione dei cannoli preventivamente confezionati in nostra presenza. Ed è proprio vero quando ci ricordano che in Sicilia si piange tre volte: quando si arriva, quando si riparte e quando ci si pesa!

Info: agora.comune.messina.it/it/luoghi

Italiabsolutely.com 

PHOTO GALLERY MESSINA

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