In questo viaggio abbiamo attraversato il Nord Italia, da est a ovest, toccando tre regioni: Friuli-Venezia Giulia, Veneto e Lombardia. Siamo andati alla ricerca di testimonianze storiche legate ad eventi bellici che interessarono Palmanova, Peschiera del Garda e Bergamo.

Ma quale era il comune denominatore di queste città così distanti tra loro? Bisogna tornare indietro nel tempo e portarsi tra il XVI e XVII secolo quando la Repubblica di Venezia decise di difendere i suoi confini dalle mire espansionistiche degli Asburgo, via terra, e degli Ottomani, via mare.
Palmanova: città fortezza

Palmanova è in provincia di Udine, vista dall’alto, la città ha una perfetta pianta a forma di stella con nove punte e, al centro, una grande piazza esagonale dalla quale si irradia un sistema divergente di strade.
I lavori per la costruzione ex novo del sistema difensivo voluto dalla Serenissima ebbero inizio il 7 ottobre 1593.
In ordine di tempo è stata l’ultima piazzaforte di Terra ad essere realizzata e adeguata a far fronte alle moderne armi da fuoco.
L’imponente città-fortezza fu realizzata con una prima cerchia di terrapieni (i Bastioni) a ridosso del tessuto urbano.

In seguito venne aggiunto un secondo perimetro (i Rivellini), mentre la terza cerchia più esterna, terminata nel 1809, fu rappresentata dalle Lunette napoleoniche, volute dall’Imperatore francese.
Un grande progetto di ingegneria militare che però non ha mai avuto modo di essere testato nella sua validità; infatti la città non è mai stata assediata o conquistata ma ha avuto diverse destinazioni.
Durante la Prima Guerra Mondiale fu trasformata in ospedale per accogliere i feriti dal fronte dell’Isonzo e, nella Seconda, divenne centro di reclusione per i partigiani. Oggi è un grande contenitore culturale gestito dal Comune e dalla Soprintendenza per i Beni Culturali della Regione.
Palmanova: buongiorno con la nebbia

Non appena entriamo a Palmanova siamo avvolti da una fitta nebbia che non sarà certo una novità per queste latitudini. Abbiamo subito immaginato che la grigia coltre a suo tempo sia stata spesso presente anche tra i militari che vi soggiornarono a vario titolo.
Era un’atmosfera certamente sconosciuta a quei giovani soldati provenienti da altre regioni i quali, probabilmente, difficilmente avrebbero potuto solo con difficoltà riconoscere l’amico o un eventuale nemico, magicamente celati.
Città Unesco dal 2017 e Borgo tra i più Belli d’Italia

La Piazza Grande di Palmanova è veramente tale. Lungo il suo perimetro, interrotto dagli assi viari, si affacciano una serie di palazzi storici tra i quali la Loggia della Gran Guardia e il Palazzo comunale.
Sono inoltre presenti le riproduzioni, a grandezza naturale, di cinque macchine utilizzate nel 1600 durante la costruzione della fortezza.
Come si legge dalla cartellonistica presente, esse furono ideate da un ingegnere militare veneziano per semplificare le operazioni di movimento terra.

Al centro di Piazza Grande campeggia lo Stendardo, un pennone alto 28 metri sul quale sventola il tricolore, mentre gli incroci con i viali d’accesso sono protetti da coppie di statue che raffigurano i Provveditori Generali, coloro i quali si alternarono nel governo della città.
Ormai liberato dalle opacità della nebbia, ammiriamo il Duomo, dedicato al Santissimo Redentore, sul cui frontone spicca il leone alato simbolo di Venezia. La ridotta altezza del suo campanile fu una precisa scelta ingegneristica per evitare qualsiasi utile riferimento alle lontane batterie nemiche.
Dal 9 luglio 2017 Palmanova è Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO, 53° sito italiano nella lista. Inoltre dal 2018 è entrato a far parte dei Borghi più Belli d’Italia.
Il Virtualift per volare sulla città

Un eccezionale ed originale progetto ha portato alla creazione di una moderna struttura multimediale che permette di volare al di sopra di Palmanova. Collocato presso il Civico Museo Storico, l’Ascensore virtuale, attraverso schermi led che rivestono l’intera cabina, simula il sollevarsi lentamente da terra fino a raggiungere un’altezza dalla quale si vedrà interamente la pianta della città a forma di stella.
Una bellissima esperienza, fruibile anche dalle persone con disabilità, che compensa la difficoltà a volare realmente sull’abitato.
Tra baluardi e rivellini

Dopo il volo effettuato restando con i piedi per terra, ci attende un piacevole walking tour per visitare le fortificazioni.
Attraversiamo pertanto questo silenzioso borgo di circa 5000 abitanti fino a Porta Udine.
È una delle tre porte di accesso alla città vicina all’Acquedotto Veneziano, adduttore di acqua potabile all’interno della Fortezza.

Avvolto da una verdeggiante natura, l’intero circuito esterno dei baluardi è abitualmente frequentato da biker o da chi pratica jogging che qui trovano la giusta atmosfera per le loro attività sportive.
Anche la nostra passeggiata percorre il folto prato posto alla base dei Bastioni.
Sono i tipici terrapieni a punta di freccia, alti sette metri e sostenuti da pietre e mattoni, che rappresentavano la prima linea di difesa.
I tunnel di contromina

Poco più avanti ci soffermiamo dinanzi al Rivellino n. 2 facente parte, insieme agli altri otto, della seconda linea di difesa che, in tutta la sua lunghezza, era percorsa da gallerie.
I tunnel dei Rivellini erano chiamati di contromina perché potevano essere fatti esplodere all’avvicinarsi del nemico. Nelle gallerie, infatti, lungo le pareti interne sono visibili dei mattoni sporgenti utilizzati per sostenere le micce di accensione.
Infine, dall’alto del baluardo presso la caserma Filzi, un’ampia panoramica abbraccia buona parte dell’imponente fortificazione della quale riusciamo a scrutare in lontananza l’ultima linea difensiva: la Lunetta napoleonica.
Info Utili
- Infopoint – Borgo Udine 4 – 0432 921548 – info.palmanova@promoturismo.fvg.it
- Virtualift – Palazzo Trevisan – Borgo Udine 4 – 0432 929106
- Ristorante-Pizzeria Il Melograno – Contrada Villachiara angolo Via Leon – 0432 920271 – ilmelograno.online
- Hotel Ai Dogi – Piazza Grande 11a – 0432 923905 – www.hotelaidogi.it
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