In occasione dell’ottavo centenario della morte del Poverello di Assisi, Arezzo ospita una grande esposizione con circa 80 opere tra Medioevo e Novecento, riunendo capolavori dal Beato Angelico a Botticelli e prestigiose istituzioni internazionali.
In occasione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco (1226-2026), Arezzo celebra la figura e la spiritualità del Santo con una grande mostra dedicata alla sua rappresentazione nel corso dei secoli. L’esposizione, intitolata “L’immagine di Francesco. Dal Medioevo al Novecento”, è allestita presso la Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea e la Chiesa di Sant’Ignazio. Aperta al pubblico dal 3 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027, la mostra propone un percorso attraverso opere di epoche diverse, capaci di raccontare come l’immagine e la devozione al Poverello siano state interpretate e tramandate nel tempo. Si tratta di un itinerario particolarmente significativo per Arezzo, città profondamente legata alla storia e alla memoria del Santo.

Il legame storico e spirituale tra San Francesco e la città di Arezzo
Il rapporto tra San Francesco e Arezzo affonda le sue radici nel cuore del Medioevo. Il Santo arrivò in città in più occasioni ed è legato a uno degli episodi più suggestivi della sua vita: nel 1211, durante una sosta ad Arezzo, trovò una comunità segnata da conflitti e tensioni e riuscì a riportare la pace grazie alla forza della parola e all’esempio di umiltà. Un evento straordinario che ha trasformato Arezzo in uno dei centri nevralgici della memoria francescana.

Un’eredità che appare ancora oggi di grande attualità se si guarda al messaggio universale del Santo: la ricerca della pace, il dialogo tra culture diverse e il rispetto per la natura, da lui chiamata “il Creato”. Temi specchio del nostro tempo che, a distanza di otto secoli, continuano a far riflettere e ad emozionare.
I grandi maestri in esposizione: da Botticelli e Beato Angelico fino al Novecento

A curare l’esposizione è Cristina Acidini, affiancata da un comitato scientifico presieduto da Carlo Sisi e composto da Sandro Bellesi, Stefano Casciu, Liletta Fornasari, Angelo Tartuferi e Lucia Mannini. Sono quasi 80 le opere e i documenti riuniti per l’occasione, provenienti in gran parte dalla Toscana e, in particolare, dal territorio aretino. La mostra si sviluppa in ordine cronologico, dal Medioevo al Novecento, con mirati approfondimenti tematici.

In mostra figurano lavori di alcuni tra i più importanti protagonisti della storia dell’arte italiana: da Margarito d’Arezzo, Maestro del Crocifisso e Maestro di Figline, a Tino di Camaino, Beato Angelico, Sandro Botticelli, Andrea della Robbia, Giorgio Vasari, Pietro da Cortona, Annibale Carracci, Guercino, Jacopo Ligozzi, Luca Giordano, Federico Barocci, Lorenzo Lippi e Antonio Ciseri, fino ad arrivare all’età moderna e contemporanea con Libero Andreotti e Gio Ponti.
Prestiti internazionali ed evocazioni del miracolo de La Verna
A completare il percorso sono importanti prestiti provenienti da istituzioni italiane e internazionali: dal Metropolitan Museum of Art di New York alla National Gallery di Londra, dai Musei Vaticani alle Gallerie degli Uffizi, dalla Galleria Borghese alle Gallerie dell’Accademia di Venezia.

Tra i temi centrali risalta quello delle stimmate, episodio tra i più rappresentati nell’arte francescana. Spicca il San Francesco riceve le stimmate del Beato Angelico dai Musei Vaticani, affiancato dal San Francesco con gli Angeli di Botticelli (National Gallery) e dal San Francesco nella grotta di Federico Barocci (Metropolitan Museum). Il percorso si arricchisce delle opere di Giorgio Vasari (Madonna col Bambino tra i santi Anna, Silvestro e Francesco), Pietro da Cortona, Andrea della Robbia, Tino di Camaino, oltre a preziosi volumi, miniature e tempere.
Il Seicento barocco e le grandi pale d’altare a Sant’Ignazio

Spostandosi all’interno della seicentesca Chiesa di Sant’Ignazio, oggi sconsacrata, il percorso prosegue con imponenti pale d’altare del periodo barocco. Qui Francesco è raffigurato mentre riceve le stimmate come nell’opera del Guercino, dove l’intensità emotiva cattura lo sguardo del visitatore, restituendo la forza drammatica del Santo davanti al mistero della fede e della sofferenza. In altre composizioni, il Poverello viene immortalato nell’estasi mistica o raccolto in preghiera tra grotte oscure e paesaggi notturni.
Enti promotori, partner e informazioni pratiche
L’iniziativa gode del patrocinio del Comitato Nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi ed è un progetto del Comune di Arezzo e della Fondazione CR Firenze, realizzato con la Fondazione Guido d’Arezzo. La mostra vanta inoltre il patrocinio e il contributo del Ministero della Cultura e della Regione Toscana, con la collaborazione della Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro e della Direzione regionale Musei della Toscana.
Main sponsor dell’esposizione è Estra, con il contributo di Coingas, Caurum, Unicoop Firenze, Tesi e LFI, gli sponsor tecnici AXA e Insurance Advisor, e Metriks.Ai come partner tecnologico.
Informazioni e biglietti: www.fondazioneguidodarezzo.com
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