Cuore d’Abruzzo: il fascino svelato de L’Aquila tra pietre risorte e memorie di tratturi

Dalla fiera “Piacere Abruzzo” al fascino senza tempo del capoluogo, capitale italiana della cultura 2026. Un itinerario che intreccia sacralità, architettura sismica e le storiche rotte della transumanza.

Un viaggio alla scoperta dell’Abruzzo è un’esperienza potente e suggestiva. Antica terra di pastori e forti tradizioni, questa regione conserva con orgoglio le proprie radici mentre progetta il suo futuro con una vocazione turistica accogliente e sostenibile. Tra vette maestose, piccoli borghi arroccati e comunità che scommettono sull’enogastronomia e sulle attività outdoor, l’Abruzzo offre una dimensione intima del viaggio: un territorio lontano dal turismo di massa, dove ogni incontro diventa una stretta di mano autentica. E poi c’è la costa, dove l’azzurro del mare incontra la sagoma senza tempo dei Trabocchi, le antiche palafitte da pesca oggi trasformate in scenografici ristoranti sulll’acqua.

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L’occasione che ci porta in questo viaggio è il tour Abruzzo Food Experience, nato dalla sinergia tra la Camera di Commercio di Chieti Pescara e il Consorzio Abruzzo Travelling, sostenuto dalla Regione Abruzzo. Un impulso che trova la sua naturale cassa di risonanza in “Piacere Abruzzo”, la prima fiera regionale del turismo ospitata a Lanciano Fiera: un nome che è già un manifesto d’accoglienza.

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Il nostro itinerario comincia da L’Aquila, capoluogo regionale e Capitale Italiana della Cultura 2026. Fondata nel 1254, la città sorge a 721 metri d’altitudine, incastonata in una conca scenografica tra il Gran Sasso e i Monti della Laga, a dominare la Valle del fiume Aterno.

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Il suo centro storico, duramente colpito dal terremoto del 2009, oggi brilla di una luce nuova. Il lungo e rigoroso processo di ricostruzione non solo ha restituito splendore alle architetture, ma ha regalato anche scorci e segreti inaspettati: affreschi riemersi sotto vecchie intonacature, documenti d’epoca e persino ambienti rimasti murati per secoli, forse sigillati durante le pesti del Seicento e poi dimenticati dalla memoria collettiva.

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Abruzzo turismo, L'Aquila capitale della cultura 2026, Fontana Luminosa

Alla sera, il punto di partenza è la celebre Fontana Luminosa, con le sue figure femminili in bronzo che accolgono i visitatori. Passeggiando lungo il Corso nell’atmosfera ovattata delle luci notturne, tra locali animati e giovani a passeggio, si respira la vitalità ritrovata di uno spazio che per secoli è stato il teatro prediletto dello “struscio” cittadino, fino a raggiungere lo storico perimetro di Piazza del Mercato.

Raggiungiamo la Basilica di San Bernardino da Siena. La sua facciata – ampia, proporzionata e volutamente ribassata – racconta la sapienza di un’architettura antica pensata per resistere ai sussulti della terra. La chiesa custodisce le spoglie del Santo francescano, giunto più volte all’Aquila come pacificatore delle fazioni cittadine e qui scomparso nel 1444.

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L’interno è un trionfo d’arte: dal soffitto ligneo intagliato e dorato al monumentale organo, fino alla splendida pala in terracotta invetriata di Andrea della Robbia. Tra le curiosità emerse nei restauri post-2009, spicca il ritrovamento di piccoli ceci caduti dagli intagli del soffitto: secoli fa furono usati dagli artigiani come supporto leggerissimo per modellare le decorazioni prima di ricoprirle d’oro zecchino.

Affacciata sull’imponente Piazza Duomo, la Chiesa di Santa Maria del Suffragio (nota anche come Chiesa delle Anime Sante) rappresenta una delle pagine più intense della memoria aquilana. Il 2 febbraio 1703, durante la festa della Candelora, un terribile sisma devastò la città sorprendendo i fedeli al suo interno.

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L’apparato decorativo riflette un dialogo costante tra morte e speranza: teschi e scheletri convivono con angeli e motivi dell’Albero della Vita.
Oggi, anche la splendida cupola restituisce il segno del sisma del 2009: il restauro ha scelto di non nascondere le lesioni, lasciando a vista la linea di contatto tra le murature originali e quelle ricostruite. Una cicatrice d’autore che sintetizza la filosofia dell’Aquila: ricostruire senza dimenticare.

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Abruzzo turismo, L'Aquila capitale della cultura 2026, Chiesa di Santa Maria del Suffragio

Il giorno seguente, accompagnati da una guida locale, varchiamo la soglia della Basilica di Santa Maria di Collemaggio, capolavoro dell’architettura romanico-gotica con la sua celebre facciata a tasselli bianchi e rosa. Voluta alla fine del XIII secolo dall’eremita Pietro Angelerio (futuro Papa Celestino V), la basilica custodisce la Porta Santa, legata all’accesso dell’indulgenza plenaria della Perdonanza Celestiniana, il primo giubileo della storia istituito nel 1294.

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Collemaggio non è soltanto un faro spirituale, ma anche il punto di partenza ideale per comprendere la storia socio-economica della regione. Proprietà e spazi circostanti erano infatti il punto di raduno per la partenza verso la Transumanza. Regolamentata dal XV secolo sotto la Corona d’Aragona, questa migrazione stagionale vedeva finanche cinque milioni di pecore muoversi lungo i tratturi – come il celebre Tratturo Magno – verso i pascoli della Capitanata pugliese, coprendo percorsi di oltre 240 chilometri.

Abruzzo turismo, L'Aquila capitale della cultura 2026, Basilica di Santa Maria di Collemaggio, Porta Santa

Questo enorme flusso non muoveva solo greggi, ma alimentava un’autostrada commerciale lungo la quale viaggiavano lana, formaggi, manufatti d’artigianato e le rinomate ceramiche di Castelli, raggiungendo i principali mercati del Regno di Napoli.

A Collemaggio la spiritualità incontra così la grande storia del lavoro e del paesaggio abruzzese, concludendo la prima tappa di un viaggio indimenticabile.

(1 – continua)

Nel prossimo appuntamento: il reportage prosegue verso la Marsica con la visita ai Cunicoli di Claudio ad Avezzano, il Cammino dei Briganti a Sante Marie, l’arte urbana di Aielli a “Borgo Universo” e le vette del Parco Nazionale del Gran Sasso.

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