Mercoledì 24 Luglio 2024 - Anno XXII

Il Sacro Monte di Orta

I Sacri Monti, numerosi in Italia a testimonianza della Passione di Cristo, sono il naturale coagulo della fede e della devozione popolare. Quello di Orta è l’unico dedicato a un Santo. San Francesco, patrono d’Italia

Sacro Monte capella S. Francesco
Sacro Monte capella S. Francesco (foto di S. Bistolfi)

Il Sacro Monte di Orta, concepito e realizzato tra il 1590 e il 1785, è ancor oggi visibile nella sua originaria integrità d’impianto. Nell’anno 1583 la comunità ortese decise di erigere, sulla Selva di San Nicolao ricca di vigneti e in favorevole posizione prospiciente il lago, un complesso di cappelle dedicate a San Francesco; venne anche deciso di edificarvi un convento che sarebbe stato affidato alle cure dei francescani cappuccini.

Il convento fu iniziato nel 1590. La prima cappella (la XX) venne costruita nel 1591 grazie al finanziamento iniziale dell’abate di Vallombrosa, Amico Canobio. Le somme necessarie per i vari lavori risultarono a carico degli stessi abitanti di Orta e in parte di alcuni illustri benefattori, tra i quali il vescovo Bascapè, principe feudale della Riviera di Orta.

Sacro Monte, architetti, scultori e pittori

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Il progetto del Sacro Monte si deve all’architetto cappuccino Padre Cleto da Castelletto Ticino (1556-1619), ideatore della maggior parte delle cappelle (che avrebbero dovuto essere in tutto trentadue) del pozzo, del rifacimento della chiesa e autore del disegno originale del vecchio convento. Le cappelle, costruite impiegando materiali locali, alternano forme rinascimentali a forme baroccheggianti. All’interno delle cappelle vi sono gruppi di statue in terracotta dipinta e affreschi che, nel loro insieme, rappresentano la vita e le opere del Santo di Assisi.

Tra gli scultori più importanti che vi hanno lavorato vanno ricordati Cristoforo Portinari – nel primo periodo – e in seguito Dionigi Bussola (protostatuario del Duomo di Milano). Sono loro ad aver creato il maggior numero delle statue del Sacro Monte, che complessivamente ammontano a ben 376.  Gli affreschi, complementari alle sculture, hanno visto l’opera di numerosi artisti, fra i quali i fratelli Giovanni Mauro e Giovanni Battista Della Rovere, meglio conosciuti come “I Fiamminghini”, Pier Francesco Mazzucchelli (1573-1626), detto “il Morazzone” e gli ortesi fratelli Monti. La pittura barocca è opera dei fratelli Carlo Francesco e Giuseppe Nuvolone e, in epoca successiva, di Stefano Maria Legnani.

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L’arco d’entrata e la chiesa di San Nicolao

Sacro Monte Arco ingresso
Sacro Monte Arco ingresso

L’arco è sovrastato dalla statua di San Francesco realizzata da Dionigi Bussola. L’epigrafe in latino sul fregio anteriore recita: “Qui in ordinate cappelle si vede la vita di Francesco; se desideri (saperlo) l’autore è l’amore”.  La chiesa di San Nicolao, sulla sommità dell’omonima selva, già esisteva nei primi tempi del cristianesimo; senza dubbio la parrocchia più antica di tutta la Riviera orientale. Fondata da monaci dipendenti dall’abbazia svizzera di San Gallo attorno al X secolo, trova rispondenza – in quanto a origini – a quella di San Salvatore di Massino Visconti, località situata sui monti che sovrastano Lesa. La chiesa di San Nicolao ha subito nel tempo diverse trasformazioni. Il simulacro di stile bizantino è scolpito nel legno e risale pressappoco al IX secolo. Le tele ai fianchi dell’altare maggiore e della balaustra sono opera del Cantalupi e raffigurano alcuni santi francescani.

Degne di considerazione sono poi le pale d’altare ai lati della chiesa: a destra quella del Busca della Vergine col Bambino a San Felice da Cantalcino (1640 circa); a sinistra San Francesco che riceve dalle mani della Madonna il Bambin gesù, dipinta dal Rocca sempre attorno al 1640. Il pronao risale al 1926. Infine, gli “abitanti” del complesso religioso, a periodi alterni e ad alterne fortune.  I frati, naturali depositari del Sacro Monte, vennero cacciati dal luogo di devozione una prima volta nel 1810, per volere di Napoleone. Nel 1817 vi fecero ritorno i Frati Minori, a loro volta allontanati nel 1866 dal Governo Piemontese. Il monastero divenne quindi una semplice abitazione.
Nel 1896, però, venne edificato, per volere di alcuni benefattori, l’ospizio di fianco alla chiesa, che oggi ospita i religiosi che si prendono cura del Sacro Monte.

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