Domenica 16 Giugno 2019 - Anno XVII
La grande "moda" in viaggio

La grande "moda" in viaggio

I comuni mortali le vedono alla televisione. I più fortunati vi assistono di persona, affascinati dalle top-model e dagli abiti preziosi. E’ un mondo esclusivo che si ispira, sempre più spesso, viaggiando e sfilando in tutto il mondo

Moda e viaggio, due entità legate. Da sempre la moda attinge spunti da paesi o terre lontane. Può essere il mantello di un beduino o l’abito di una donna esquimese, ma anche il colore delle spezie, il blu di un lago o l’abbigliamento di una banda di ragazzi metropolitana.  Chi crea la moda viaggia in continuazione, non solo fisicamente. Viaggia nel tempo e con la fantasia. Ma c’è anche un altro genere di viaggio legato alla moda. Ed è quello delle collezioni che si spostano per sfilare in un altro continente, per essere esibite in un museo, per una campagna pubblicitaria.

Alla ricerca delle luci

Viaggio Capi della collezione Missoni esposti al museo di Anversa fino a marzo 2004

Capi della collezione Missoni esposti al museo di Anversa fino a marzo 2004

Per ambientare le sue campagne Missoni cerca soprattutto luoghi con una bella luce. In genere è Angela Missoni con il fotografo che decide le locations.
Marrakesh o le dune del deserto nel Marocco sono mete ricorrenti, perché rispondono a precise caratteristiche: bei tramonti, sabbia e roccia, buon clima assicurato tutto l’anno. Recentemente con il fotografo Mario Sorrenti la troupe Missoni è stata nella Death Valley in California. “Facevamo base in un albergo nei dintorni e da lì alle quattro del mattino partivamo in una ventina di persone fra fotografo, assistenti truccatrici, parrucchieri” dice Susanna Colleoni, responsabile dell’Ufficio Stampa. “Ma ci capita anche di scegliere un luogo perché evoca l’atmosfera di un altro, dove il clima non è così buono. Per esempio abbiamo “ricostruito” la Scozia in Sardegna”. Spesso il luogo di una campagna è anche fonte di ispirazione. Così per Rosita Missoni lo sono i mercati dei paesi tropicali e del Marocco, insieme ai mercatini delle pulci delle grandi città.  Sono sempre le città, invece, le mete di viaggio per sfilate e mostre. L’anno scorso Missoni ha sfilato in uno dei mega grattacieli di Pudong, il nuovo quartiere di Shanghai. Di recente la collezione è stata a Mosca, a San Pietroburgo, Varsavia, a Tokyo nel Palazzetto dello Sport per festeggiare i 50 anni della Maison.  A Londra, al Victoria & Albert Museum ci sono state addirittura quattro sfilate al giorno con regolare biglietto di ingresso, in una sala per 500 persone. Per i 50 anni è in corso una mostra ad Anversa presso il Museo della Moda.

Dal Cremlino alle Piramidi

Laura Biagiotti a Mosca sulla Piazza Rossa

Laura Biagiotti a Mosca sulla Piazza Rossa

Anche per Laura Biagiotti il viaggio è una realtà legata a doppio filo con la sua attività. Ha incominciato giovanissima, seguendo la madre per il suo atélier negli show room di New York. Ma è stato nel 1975 quando ha sfilato al Plaza il suo vero debutto negli Stati Uniti, primo di una serie di successi che doveva portarla a essere definita “Queen of cashmere”, da Bernardine Morris, mitica giornalista del New York Times. Nel 1988 è la volta della Cina. Biagiotti è la prima stilista a comunicare la moda italiana a Pechino. Su una passerella, seguita in televisione da 200 milioni di persone, sfilano abiti in cashmere e seta importati dalla Cina. “Una vecchia edizione de “Il Milione” mi aveva avviata bambina agli itinerari irraggiungibili della Cina, un paese così lontano da restare relegato nel limbo del mio immaginario. Lo sarebbe sempre rimasto, anche quando Bertolucci me lo aveva rievocato ne “L’Ultimo Imperatore”, se nel 1987 in occasione di un viaggio in Giappone non fosse balenata a mio marito Gianni Cigna e a me l’idea di dirottare su Pechino per un lungo week-end”.  Nel 1995 sfila con i suoi abiti ispirati agli zar e alle zarine al Cremlino, nel famoso teatro. “L’avevo visto da bambina in televisione nei congressi del PCUS, dell’era pre-Gorbaciov. Quel passato è stato sepolto. La moda è riuscita a infrangere il muro dei sogni e dei desideri insoddisfatti delle donne russe e li ha tramutati in realtà. La sfilata venne preparata interamente nel teatro, dalle prove al casting, al fitting. Entravamo dopo un attentissimo controllo e poi ci chiudevano dentro”.
Un’altra esperienza indimenticabile è stato l’Egitto, nel 1997, forse il luogo che la stilista e la sua troupe di 25-30 persone, ricordano con più entusiasmo. “Ho ancora negli occhi e nel cuore il bagliore del sole sulle Piramidi, il colore del cielo, il tepore del dolce clima autunnale egiziano, i colori del deserto” racconta Laura Biagiotti.  Da un tè con Suzanne Mubarak, moglie del leader egiziano e Presidentessa della Croce Rossa Egiziana, nasce l’idea: 145 modelli indossati da 15 top sfilano al Semiramis Intercontinental Hotel del Cairo in un memorabile charity dinner.

Quando l’abito è una star

Viaggio Naomi Campbell

Naomi Campbell

Per Valentino il viaggio è “conditio sine qua non”. Quasi dagli inizi, infatti, sfila a Parigi, sia con la collezione prêt-à-porter che con quella di alta moda.
Nel 2000 ha sfilato sulla Terrazza del Pacific Design Center che domina Los Angeles e le colline di Hollywood, davanti a un folto parterre di stars. Nel 2003 per sei mesi due suoi abiti di alta moda sono stati esposti al Metropolitan di New York alla mostra “Goddess”, dedicata alla celebrazione della bellezza femminile. Mentre ai primi di novembre i suoi abiti da sera hanno sfilato in uno dei più bei saloni del Palais des Beaux Arts di Bruxelles, in una festa per celebrare la presidenza Italiana dell’Unione Europea.

Dalla passerella al museo

Le campagne pubblicitarie di Armani

Le campagne pubblicitarie di Armani

Molti i viaggi di Giorgio Armani per le campagne pubblicitarie, ma molti anche quelli per sfilate e mostre.  Nel 1988 presenta la sua collezione al museo di Arte Contemporanea di Los Angeles in un allestimento che ricrea il suo teatrino milanese, allora in Via Borgonuovo. Per l’occasione vengono spediti 60 bauli con abiti e arredi, scortati da un manipolo di esperti messi a disposizione dall’Alitalia. Nel 1993,quattro suoi abiti sono esposti al Metropolitan Museum in una mostra sull’Orientalismo, un tema che appassiona lo stilista: “L’amore per l’orientalismo, che spesso percorre la mia moda, ha origini intellettuali e fisiche. Dei popoli orientali ammiro la civiltà carica di storia, attenta al passato, legata a radici che restano presenti nonostante il fluire dei secoli. Ma mi affascina anche l’essenzialità delle forme del loro abbigliamento tradizionale, sempre coniugata con la preziosità e le raffinatezze nei tessuti, dai più poveri ai più sontuosamente ricamati.”
Sempre nello stesso anno a New York sfila al Guggenheim Museum. Ed è lo stesso museo nel 2000 a ospitare una sua retrospettiva con gli allestimenti creati da Robert Wilson. Una scenografica esposizione che viene ripetuta al Guggenheim di Bilbao nel 2001, alla Nationalgalerie di Berlino nel 2003 e che è attualmente alla Royal Academy di Londra, dove resterà fino a febbraio per poi proseguire per Roma, Tokyo e Las Vegas.  Fra le tappe del “viaggio” di Armani emergono sicuramente la sfilata nel 1994 nell’anfiteatro romano di Cesarea in Israele, quella nel 1996 al Kulturhuset a Stoccolma, quella del 1998 a Tokyo in una tensostruttura costruita apposta, davanti alla pinacoteca Kaigakan. E fra le più recenti la sfilata a Mosca nel 2002 di fronte a 600 invitati, in occasione dell’apertura del negozio Armani Casa.

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