Mercoledì 3 Marzo 2021 - Anno XIX
Terza età: sarebbero questi i cari vecchietti?

Terza età: sarebbero questi i cari vecchietti?

Nessun sorriso ironico, please! Sapersi godere la vita è segno di maturità. Vi raccontiamo del terribile morbo del “viaggiatore” al quale sopravvivono, meglio di altri, i “meno giovani”. Anche senza vaccino

terza età Sapersi godere la vita è segno di maturità

Sapersi godere la vita è segno di maturità

Si fa un gran parlare, nel mondo del turismo e dei viaggi, di quella che comunemente si chiama “terza età”, nell’intento – ovviamente – di identificare un target nuovo, di trovare un serbatoio di clienti freschi, di “prede” da raggiungere con proposte allettanti ma assennate.

L’espressione “terza età” – consentitemelo – fa un po’ tristezza; almeno a me, forse perché la terza età l’ho raggiunta – diciamolo pure – da qualche anno, se si può far risalire questa definizione al periodo che inizia dai 55-60 anni dell’individuo, anche se oggigiorno i limiti si sono allungati e nessuno si sentirebbe più di chiamare “vecchio” un signore o “vecchia” una signora che ha appena superato la sessantina. Dunque propongo: via la dizione terza età, avanti la qualifica un po’ ironica e certamente più gentile di, che ne so, “cari vecchietti” o quella, senza dubbio più chic, magari meno comprensibile, certamente più snob, di oversixty.

Terza età: oversixty dappertutto

Norvegia

Norvegia

Gli “oversixty” negli Stati Uniti sono clienti-viaggiatori di tutto riguardo; anzi, sono i veri fruitori dei viaggi e delle crociere, i clienti ideali delle agenzie e degli operatori turistici. Viaggiano di più degli altri: perché hanno più tempo (sono in pensione o retired, come si usa dire), hanno più soldi in tasca e più voglia di togliersi dalla triste realtà di una provincia un po’ gretta e noiosa o di fuggire da città caotiche e spietate come New York e compagne. Anche da noi sta diventando così. Sempre più anziani, magari soli, o con famiglie dove tutti sono sistemati e non hanno tempo (e voglia) di occuparsi di loro.

E se i cari vecchietti sono in coppia meglio ancora: molti desiderano godersi gli ultimi raggi di sole di una vita trascorsa spesso faticando, mettendo da parte soldi, allevando figli e facendo la guardia ai nipoti. E allora ecco che gli oversixty diventano facili obiettivi, ideali per gli operatori turistici in grado di offrire di tutto un po’: svago e riposo, distrazione e relax, villaggi tropicali, città da scoprire, capitali da esplorare, isole dove splende sempre il sole, piacevoli resort seminati nel mondo.

Ma anche piccole “avventure senza pericoli” in paesi che suscitano curiosità e offrono il destro per uno sguardo in mondi diversi e interessanti, luoghi che durante un’intera vita di lavoro non si è potuto visitare e conoscere. Tutto sta a individuare quello che è possibile e accettabile – senza traumi – per persone di età non più “verde”. Persone che però – grazie all’esperienza acquisita e al fatto che salute, tempo e danaro glielo permettono – spesso sono più disponibili a prendere un aereo o un pullman e a fare centinaia o migliaia di chilometri per “cambiare aria”, per divertirsi.

Terza età: nonni USA e nipotini

Botswana-Foto di Herbert Bieser

Botswana-Foto di Herbert Bieser

Anni fa nel bel mezzo del bush – o savana – del Botswana (Africa del sud) mi sono trovata a dormire in un campo tendato molto spartano e a fare ogni giorno tre safari fotografici piuttosto rudi con una strana famigliola: nonno e nonna, ancora molto in gamba ma entrambi sulla settantina, americani di Filadelfia, benestanti ed elegantissimi in tenute safari doc, con tre nipotini dagli otto ai tredici anni.
Era un piacere vedere questi “nonnetti sprint” che facevano da genitori ai tre ragazzini – due maschi e una femmina – vestendoli, seguendoli nei pranzi e nelle cene al campo, intrattenendoli, raccontando storie di animali e vivendo con loro un’indimenticabile avventura africana.

Mi sono chiesta – e ho chiesto loro – se fosse il primo viaggio che facevano. Risposero allegramente che due volte all’anno prendevano i nipoti e facevano un viaggio assieme. Un modo per vivere (o rivivere?) in loro compagnia un momento di gioventù; per ricevere la ricchezza di nuove esperienze, magari mai fatte prima, con spirito di grande disponibilità e apertura mentale. Mi sono detta: non ho figli, ma spero davvero di poter viaggiare in questo modo finché le forze non mi lasceranno.

Terza età: in ogni luogo, con giudizio

terza età Botswana lodge foto di Tati Halabi

Botswana lodge foto di Tati Halabi

Non ci sono destinazioni proibite per l’età, tutto va bene. Nei limiti del buon senso, ovviamente, e delle condizioni fisiche e psichiche dei viaggiatori, qualsiasi età abbiano. Conosco giovani che farebbero bene a rimanere a casa, per come affrontano il viaggio. E vecchietti che potrebbero andare in capo al mondo, tranquillamente. Occorre però distinguere il tipo di viaggio che si fa. Va da sé che nessun “caro vecchietto” si metterà in lista di attesa per la Parigi-Dakar o per il Raid dei Faraoni.

Ma un soggiorno in un lussuoso campo tendato o in un lodge sudafricano o kenyota, tanzaniano o zambiano con relativi safari, non è assolutamente inavvicinabile per un oversixty, a meno che non sia malandato, con dolori alle ossa (i fuoristrada sono spietati) o abbia problemi di alimentazione o di cuore.
Forse si devono considerare bandite le spedizioni in Mauritania o in Mongolia, i trekking in Tibet o alle altissime quote del Perù, della Bolivia e così via, ma un viaggio in Brasile o in Australia, in Cina o in Centro America, naturalmente nei posti giusti e nei momenti climatici giusti – non certo quando impazzano monsoni e cicloni – sono assolutamente possibili e affrontabili.

Terza età: mete agevoli per “vedere” e riposarsi

terza età passeggiata in spiaggia

Terza età passeggiata in spiaggia

Ma supponiamo che i cari vecchietti vogliano starsene tranquilli a riposare, a leggere e tutt’al più concedersi qualche gitarella o escursione nelle vicinanze di un bel villaggio vacanze. Allora sì che la scelta diventa infinita! Si può andare dappertutto: sud e nord, est e ovest. In Marocco, a Marrakech, per assaporare i colori e i profumi del suq, concedendosi il lusso di un magnifico piccolo villaggio resort o di un riad di lusso e nello stesso tempo il piacere di una scoperta dell’Atlante e dell’Oltre Atlante.

Il mare dei caraibi

Il mare dei caraibi

A Santo Domingo o in Messico-Yucatan per starsene sulle rive del mare turchese, inframmezzando il soggiorno con puntate nelle isole minori dei Caraibi o nelle fantastiche città morte dei Maya.
Oppure in Kenya, sulla costa, alternando il relax marino a un paio di giornate di safari nel parco Tsavo. O ancora in Thailandia, nei dintorni di Phuket, per poter scoprire – accanto ai lussi di un villaggio di charme – le delizie di uno stop a Bangkok per lo shopping o addirittura il piacere di un giro culturale in Birmania. Insomma le soluzioni sono infinite.

Terza età: le destinazioni del Meditterraneo

villaggio turistico

villaggio turistico

C’è anche chi non vuole altro che riposare e rilassarsi. Allora ci sono destinazioni vicine, che non comportano lunghi viaggi, ma che per esempio anche d’inverno sono climaticamente ideali. Isole come la Sicilia, Cipro, Madeira, Malta, le Baleari, le Canarie, o luoghi come il Portogallo (Algarve), le coste meridionali della Spagna, la Tunisia, il Marocco, l’Egitto…e non solo il Mar Rosso.
Dappertutto alberghi confortevoli e villaggi, alcuni dei quali assicurano una perfetta sistemazione per tutte le età. Ho visto signore e signori coi capelli bianchi divertirsi e lasciarsi andare come fossero ventenni, ridere, partecipare a serate danzanti e di cabaret, fare sport e giocare; insomma, passare il tempo benissimo, senza bisogno di cercare rassegnati compagni di briscola o di canasta.

Terza età: la nave, casa comune

crociera mscE poi ci sono le crociere. E qui si trovano le sorprese. Incautamente pensavo, finché non mi ci sono trovata in mezzo, che la crociera fosse la vacanza ideale per gente non più in verde età: coppie in pensione, anche con mezzi non eccessivi, signore sole con la classica amica che divide la cabina, insomma, cari vecchietti dai sessanta in su. Ebbene, ho dovuto ricredermi. In una crociera estiva nel Nord Europa a bordo di una bellissima nave Costa ho trovato un pubblico variopinto che mai avrei creduto di incontrare.

Pensavo, prima di arrivare a bordo: saranno tutte coppie non giovani che invece di andare al mare o in viaggio si regalano un bel giro fino a Capo Nord. Nossignori, la nave era invasa da una insospettata marea di coppie giovani, ragazzi chiassoni e allegri, pronti ad affrontare le fredde coste norvegesi e il sole di mezzanotte come fossero in procinto di andare a Ibiza o a Rimini. Di giorno in piscina o in escursione, di sera al casinò, in discoteca, nel teatro, impazzavano creature in jeans dai venti ai trenta.

Ma c’erano ovviamente anche tantissime coppie di oversixty, eleganti italiani, inglesi, francesi, spagnoli, tedeschi, in totale relax, prontissimi a scendere in escursione, a giocare a bridge la sera, a ballare e a fare le due di notte davanti alla famosa spaghettata. Giovani vecchietti, insomma. Per i quali la crociera rappresenta davvero il viaggio perfetto: comodo perché le valigie si disfano all’inizio e si rifanno alla fine, piacevole perché tutto è servito su un piatto d’argento, ideale perché le mete e i luoghi che vuoi vedere ti arrivano incontro senza farti faticare.

Terza età: perché la vacanza sia davvero “super”

È indispensabile che gli oversixty usino qualche precauzione. Scegliere bene, prima di tutto. Affidarsi a buone agenzie che assicurino l’appoggio a operatori seri. Questo per non ritrovarsi ad attendere due giorni in aeroporto che l’aereo decolli; per evitare di prendere il classico bidone “vacanza scelta, operatore scomparso con i soldi, turisti rimasti a casa”. Quindi mai optare per l’avventura del “fai da te”, consentita ai giovani che cercano il “low cost” su Internet e prenotano il giorno prima il viaggio in Australia.

Pianificare bene e con attenzione, quindi, consultando un buona agenzia, comparando cataloghi, sentendo il parere di amici esperti, ispirandosi a guide, leggendo riviste specializzate. Facendosi consigliare, insomma.
Anche la preparazione è importante: informarsi è indispensabile, prima di ogni viaggio o vacanza.
Informarsi sul clima, sulle escursioni, sulle necessità di adottare profilassi per scongiurare in anticipo malattie poco piacevoli. Sapere tutto sui documenti, sui visti necessari, sul denaro di cui munirsi; prepararsi studiando gli usi e i costumi e le situazioni politiche dei paesi stranieri che ci si accinge a visitare.

Le guide turistiche

Le guide turistiche

A questo proposito esistono guide – delle quali è bene munirsi comunque, per rendere il viaggio più interessante e l’esperienza maggiormente proficua – e oggi addirittura riviste complete e ben fatte – monografiche e non – che parlano dei diversi Paesi o di zone del mondo, illustrandone caratteristiche e peculiarità, oltre naturalmente a solleticare curiosità e desideri con bellissime fotografie. E poi c’è Internet, quella “diavoleria” per i più abili e curiosi, come il nostro magazine che porta il mondo addirittura in casa, sullo schermo del computer.

Terza età: non c’è limite al “viaggio”. Basta volerlo

un’americana overeighty

Un’americana overeighty

Concludo raccontando una storia, rivelando quello che mi disse una signora che la terza età l’aveva davvero superata; un’americana overeighty, sui novant’anni quindi, che incontrai un giorno in aereo mentre andavo al Cairo. Sedeva accanto a me, diritta, vivace, elegantissima, vestita di chiaro, una vera mosca bianca d’altri tempi. E aveva tutta l’aria di essere in procinto non di spostarsi per un breve tragitto – Roma-Cairo – ma per un vero viaggio.

Le chiesi dove stava andando e mi rispose: “Vado a farmi il mio primo e ultimo giro del mondo. Sono americana, viaggio sola perché mio marito c’è, ma non se la sentiva di venire perché si ritiene troppo vecchio. Io invece a viaggiare non ci rinuncio ancora. Sono partita da Roma, vado al Cairo, poi negli Emirati, da lì in India, dove non sono mai stata. Poi a Singapore e a Hong Kong, quindi a Bali, in Australia e in Nuova Zelanda. E da lì in Polinesia: voglio vedere Tahiti e Bora Bora. Poi posso anche morire tranquilla, così mi sono vista tutto il mondo.

giro del mondoHo sempre viaggiato, ma non ho mai fatto il giro della terra, così. E adesso me lo concedo, con tutti i lussi. In eredità i miei nipoti avranno il ricordo di una nonna felice e qualche soldino rimasto. E se muoio per strada, ho lasciato scritto che mi possono seppellire dove mi trovo in quel momento. Non serve a niente – e non è divertente – viaggiare in una cassa.”
Ero sbalordita, ammirata. E soprattutto invidiosa. Vorrei anch’io, “overninety”, arrivare a poter dire così a un vicino di aereo.

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