Giovedì 18 Agosto 2022 - Anno XX
Parco del Ticino, dove l’acqua è più blu

Parco del Ticino, dove l’acqua è più blu

Qualcosa di veramente speciale caratterizza le acque di questo grande “Fiume Azzurro”. Esso dà vita a un ecosistema naturale, popolato da migliaia di specie diverse di animali e vegetali. Luogo ideale per praticare sport all’aria aperta

Fauna ricca e interessante

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La fauna locale si compone di ben ventisei specie di mammiferi, centotrentotto di uccelli, undici di rettili, dieci di anfibi e trentacinque di pesci. Fra i mammiferi troviamo scoiattoli, arvicole, lepri, ricci, talpe, tassi e puzzole. Le zone umide sono il regno di gallinelle d’acqua, garzette, aironi, anatre, germani reali e folaghe. Questi uccelli condividono l’habitat acquatico con  rane, girini, tritoni, le caratteristiche (e innocue!) bisce di fiume, oltre che con  larve di tricotteri, gasteropodi, paludine, la planarie e i più conosciuti pesce persico, gamberi, tinche, carpe, lamprede e anguille.
I boschi del Parco, fra l’avifauna stanziale, ospitano upupe, tortore, rigogoli, cornacchie e ghiandaie.  Nelle macchie abbondano pettirossi, capinere, scriccioli cince, ciuffoli, verzellini, frosoni; non mancano gli uccelli predatori: gufi, lodaioli, sparvieri, poiane, falchi e pecchiaioli.

Il “ritorno” della lontra

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Dobbiamo ricordare che la lontra, vorace mammifero al vertice della catena alimentare, è stata reintrodotta nel Parco del Ticino fin dal 1986, anno in cui lo scrivente, ancora liceale, partecipò alla conferenza stampa per il lancio del progetto. Si trattava, allora, di un’ impresa ambiziosa: la lontra (lutra lutra), un mustelide a torto considerato un “predatore nocivo”, per ignoranza scientifica o arcaica limitazione culturale, era stata decimata nel periodo che va dalla fine del Settecento  alla prima metà del Novecento, al punto che la presenza dell’animale era ormai ridotta a una fumosa leggenda.
Lo sforzo del Parco del Ticino è stato quello di mettere insieme sponsor (Pennwalt Italia), ricercatori scientifici e amministratori, per favorire un lungo processo di reintroduzione della lontra, culminato con la nascita e l’inserimento delle nuove unità in un perimetro di poco più di quindicimila   metri quadri (di cui seimila di bacini acquatici, in località  Bosco Vedro, nei pressi di Cameri). Unico neo del progetto è stato quello di insistere a tutti i costi sulla radio-localizzazione degli esemplari. Anche senza essere “animalisti convinti”, è difficile immaginare come la presenza di un trasmettitore, agganciato al corpo con un’ imbracatura, possa aver favorito il “naturale” reinserimento degli esemplari sul territorio, tanto più che i trasmettitori spesso non funzionavano. Molto meglio, in ultima analisi, ricorrere ad altre tecniche di marcatura ecologica, quali l’individuazione di residui alimentari, organici, oltre che alla localizzazione ricorrendo al “bird-watching” e alla caccia fotografica, sistemi questi che oltretutto costituiscono un momento di svago e di effettiva cooperazione per gli appassionati del settore. Questa tesi è supportata anche dal fatto che la vegetazione del parco presenta caratteristiche idonee per l’ osservazione della fauna, soprattutto nella zona più asciutta.

Ticino, la flora e boschi  

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Le tipologie boschive del Parco del Ticino sono fondamentalmente due: quella più asciutta e quella umida. La prima presenta una  predominanza della combinazione farnia-olmo con presenza di acero, pioppo nero,  nocciolo ciliegio a grappoli , frassino, tiglio carpino bianco, melo selvatico e biancospino.Nella zona più umida si trova il pioppo bianco, spesso contornato da liane naturali, caprifoglio, edera, vite selvatica, luppolo, oltre che dalla  onnipresente (quasi infestante) robinia. Il sottobosco si popola invece di mughetto, polmonaria, consolida maggiore e alcune ginestre, oltre che di una grande varietà di funghi, muschi e arbusti selvatici . Un ecosistema ricco, quindi, da conoscere sempre più a fondo, anche attraverso i “percorsi training”.

Come funziona la gestione di un Parco Regionale

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L’ Ente Parco non è un Ente locale  in senso stretto ma opera come Autorità di Amministrazione di un territorio di pertinenza degli Enti locali ad esso consorziati, i quali, per decisione della Regione di cui fanno parte, cedono ad esso il potere di gestire determinate porzioni delle loro aree territoriali.
Questo avviene attraverso il Consiglio di Amministrazione che conta sui Rappresentanti di tutti i Comuni, le Province e le più rilevanti Associazioni  naturalistiche e della società civile  (WWF , Legambiente, Confagricoltura, ecc.). Il numero di rappresentanti degli Enti sopraindicati, denominati normalmente Consiglieri,  può variare da una decina di unità, (nel caso dei Parchi più piccoli) fino ad arrivare anche a trenta o  quaranta persone. Normalmente il Consiglio elegge al suo interno una Giunta Esecutiva formata da un ristretto  numero di membri e designa, per un mandato rinnovabile, un Presidente, come rappresentante legale dell’ Ente. Si possono poi avere Commissioni su tematiche specifiche o Assessorati  aventi una competenza giurisdizionale, in numero variabile secondo la  grandezza e la struttura organizzativa del Parco.E’ poi interessante notare che i Consiglieri, i Membri di Giunta, il Presidente e i Commissari, sono cariche elettive di carattere “politico”, cioè scelte sulla base di “mandati” che tengono conto dell’orientamento dei vari enti locali o delle competenze specifiche in materia e, di norma, non percepiscono che un gettone di presenza e un modesto rimborso delle spese. Altra cosa sono invece i funzionari di un Ente Parco, veri e propri dipendenti pubblici; nella fattispecie, dipendenti regionali.
Si parte dal Direttore (o Direttore Generale) del Parco, che rappresenta l’Autorità della Regione all’interno dell’Ente (un po’ come i Segretari Comunali) che valida gli atti della Giunta e di ogni altro corpo legislativo interno, ai fini legali. Si passa quindi ai vicedirettori, agli addetti tecnici, ai responsabili di settore e agli addetti stampa. Un settore a parte è rappresentato dai guardaparco, agenti con funzioni di ispezione e controllo, oltre ché di ordine pubblico, nell’ambito delle aree protette a loro affidate,  spesso affiancati dal personale si supporto (operatori forestali, addetti alla custodia delle proprietà e degli animali, addetti alle pulizie e così via). A questo personale retribuito regolarmente si aggiungono delle strutture esterne: cooperative, studi di consulenza tecnica, operatori specializzati (pensiamo alla derattizzazione o al dragaggio dei canali) sotto forma di contratti a progetto, nonché le Associazioni di volontari (anti incendi boschivi, protezione civile, guardie ecologiche, club di “Amici del Parco”, guide di accompagnamento per le scuole in visita). Un bel po’ di gente, alla fine.

Didattica, ma non solo

Ticino Percorsi didattici

Percorsi didattici

L’ indotto creato dalla presenza di un Parco si è rivelato sempre benefico per le aree circostanti, avendo dimostrato, grazie a studi dilazionati nel tempo, che la creazione di posti di lavoro, bilanciata al rispetto e alla valorizzazione ambientale come bene insostituibile e fruibile dal pubblico, costituisce un binomio vincente. Anche la qualità dei prodotti di aziende agricole presenti all’interno dei Parchi, spesso certificata come “denominazione tipica” e molte volte nel rispetto delle norme di agricoltura biologica ed eco-compatibile (esempio, il miele o la frutta fresca) contribuisce alla creazione di un indotto di qualità che accresce l’immagine propositiva del Parco e viene apprezzata da un crescente pubblico di estimatori dei gusti e delle tradizioni locali. Infine, come non ricordare la valenza didattica dei Parchi. L’intensa attività educativa rivolta alle scuole e quella di interscambio con le Università e gli Istituti di Ricerca, valorizza e adegua in modo ecologicamente valido le pratiche spesso secolari nei settori dell’allevamento animale, delle coltivazioni vegetali e degli insediamenti abitativi (si pensi alle case con i tetti di paglia tipiche di molti Parchi del nord Italia), preservandone  il grande valore storico e culturale.

Info: http://ente.parcoticino.it/

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