Venerdì 26 Febbraio 2021 - Anno XIX
Ancona e Provincia

Ancona e Provincia


<span style=Ancona e Provincia
Guide d’Italia, Touring Club Italiano, 2004
Euro 18,00
” width=”150″ height=”250″>
Ancona e Provincia
Guide d’Italia, Touring Club Italiano, 2004
Euro 18,00

La benemerita produzione di Guide turistiche iniziata dal Touring Club Italia alcune generazioni or sono, non solo non conosce sosta ma pure aumenta quantitativamente e con aggiunti, profondi miglioramenti nell’ambito della grafica e delle caratteristiche di un territorio. E’ ad esempio il caso della Gastronomia, un tempo circoscritto alle solite informazioni sui cibi e i piatti di una regione, oggidì presentata più dettagliatamente con accurate descrizioni dei prodotti base della terra e la segnalazione di vari e differenti (quanto a costo) ‘posti dove mangiare’ (contrariamente a certe Guide gastronomiche che invariabilmente magnificano i soliti 20 o 30 ristoranti di lusso –che a turno si fregiano delle famose 2 o 3 mitiche stelle- lasciando nell’incertezza chi per sfamarsi non intende ricorrere a un mutuo). E appunto con la Gastronomia (contravvenendo a una radicata tradizione che negli argomenti di una Guida –e nelle sue recensioni- pone in apertura la cultura e la storia) si commenta la Guida (d’Italia, del Tci) dedicata ad Ancona e Provincia. Se nelle 130 pagine della Guida la descrizione di Cucina e Vini dell’anconetano non eccelle in dimensioni (pag. 30), nel dettaglio (alberghi, ristoranti, curiosità, da pag. 113 a pag. 127) sono invece segnalati bel 80 ristoranti. Un elenco così ricco per una provincia di non grandi dimensioni con un capoluogo di poco più di 100.000 abitanti, designa certamente molta attenzione e cura da parte di chi ha compilato questa Guida.
Quanto a arte, architettura, cultura, economia, Ancona e la sua provincia stupiscono non tanto per la quantità quanto per varietà dell’”offerta” e soprattutto per la continua presenza storica. Dalle lontane origini doriche del capoluogo ai nostri giorni, Ancona ha ininterrottamente costituito il punto di incontro e di riferimento della cultura e dei traffici tra il centro e il nord dell’Italia e il Mediterraneo orientale (nell’epoca delle Repubbliche Marinare, in convivenza con la potente Venezia e nel quasi secolo e mezzo, 1732-1868, in cui il Papato la dichiarò Porto Franco). Tanto ben di dio di una città più votata al mare che all’entroterra è rappresentato dall’Arco di Traiano, San Ciriaco, Santa Maria della Piazza. Visitato il capoluogo, in pochi kilometri si spazia alle bellezze paesaggistiche di Osimo e Corinaldo, ai misteri religiosi di Loreto, alle industrie di Fabriano (intrigante la vicenda dell’esperto artigianato della carta). A Castelfidardo il perché divenne capitale della fisarmonica.

(gp.bo)
© RIPRODUZIONE RISERVATA