Giovedì 18 Luglio 2024 - Anno XXII

Roma caput Galliae

Francia Nimes

I monumenti e i resti dell’antica Roma sono fra i siti turistici più attraenti della Francia meridionale. A differenza di quanto avviene in Italia, i cugini d’oltralpe sanno sfruttare il “ricordo storico” del passaggio dei Quiriti nel loro territorio

La statua del torero davanti all'arena di Nîmes
La statua del torero davanti all’arena di Nîmes

Sorpresa: nella “grandeur” francese, almeno per ciò che riguarda il turismo, c’è anche un bel po’ di Italia. Come, non eravamo acerrimi nemici? No, quello forse solamente dopo la finale di Berlino 2006, però almeno cugini un po’ odiati, dai quali differenziarsi come si deve e tenere le distanze, sì; nella cucina, nelle scelte architettoniche, nei rapporti personali e, soprattutto, nello stile di vita.
Eppure, un punto di incontro c’è ed è a nostro favore: i resti delle vestigia romane rappresentano, ovunque nella Francia del sud, il piatto forte del turismo e delle onnipresenti visite guidate.
È una realtà il fatto che i francesi siano molto bravi nello sfruttare questa ricchezza che i nostri antenati in trasferta hanno lasciato loro, più di quanto non lo siamo noi con tutto quello che possediamo sul nostro territorio. E fanno più che bene, non c’è che dire. Basti citare qualcuno di questi gioielli romani (oramai “francesi”) per rendersene conto.

Francia Un acquedotto maestoso
Nîmes, Pont du Gard
Nîmes, Pont du Gard

Partiamo da uno degli esempi più famosi, studiato sui libri di storia.
Sulla strada verso Nîmes, cittadina del sud ovest del Paese che storicamente è considerata proprio la “Roma” di Francia, tappa obbligata è Pont du Gard, un acquedotto romano sopra il fiume Gardon, vero e proprio gioiello d’architettura, che ha permesso alla città di rifornirsi di acqua fin dal I secolo a.C.. Costruito verso il 19 a.C. per ordine di Agrippa, genero di Augusto, è costituito da grandi blocchi squadrati e presenta tre ordini di archi sovrapposti. Vederlo lascia a bocca aperta, tanto è imponente e per come “riempie” il panorama circostante. Vi si può accedere da entrambe le sponde, est o ovest, anche se la prima, a mio giudizio, è la più panoramica. Nel 1743 è stato costruito un ponte sul fianco a valle che permette di apprezzarne da vicino l’architettura e la maestosità. Ancora oggi la testimonianza del suo perfetto funzionamento, basato sul meccanismo della costruzione in leggera pendenza che permette all’acqua di scorrere, sono gli splendidi giochi d’acqua del Jardin de la Fontaine di Nîmes, situati ai piedi della Tour Magne.

Tori e Giochi senza Frontiere nell’Arena di Nimes
La Tour Magne di Nîmes
La Tour Magne di Nîmes

A proposito di Nîmes, le vestigia romane più importanti da visitare sono tre: l’Arena, la Maison Carée e la stessa Tour Magne. L’arena è molto grande. “Pare de stà ar Colosseo”, sentenzia una ragazza proprio di fianco a me, alla quale suonerà strano che i francesi propongano come piatto forte qualcosa che lei vede normalmente tutti i giorni. Il servizio di guida è efficiente, fin troppo: alcune ricostruzioni con relativo commento audio sono quasi esagerate, ma tuttavia ben fatte. L’arena, la cui costruzione è in effetti contemporanea a quella del Colosseo, è un esempio eccezionale della civilizzazione romana dei luoghi conquistati. Enorme, con una capienza di più di venticinquemila posti, era teatro di combattimenti anche molto crudeli che ad ogni modo  rappresentavano il principale divertimento dei cittadini dell’epoca: il motto “panem et circenses”, insomma, è stato esportato con grande successo anche da queste parti. Fino al XIX secolo l’arena era sormontata da due torri quadrate merlate, oggi scomparse. Sul fatto poi che, all’interno di essa, ospitino adesso la versione francese di “Giochi Senza Frontiere”, magari è meglio soprassedere; d’altra parte noi non usiamo quella di Verona per la finale del Festivalbar?

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La Maison Carée
La Maison Carée

La Maison Carée è un tempio di forma quadrangolare giunto a noi in perfetto stato di conservazione. Fino a un po’ di tempo fa al suo interno era ospitato il Musée des Antiques; ora proiettano un cortometraggio in tridimensionale sugli Eroi di Nîmes. Bello, anche se anch’esso è un po’ il segno dei tempi; comunque pure il museo con la statua di Apollo non sarebbe stato male.
La Tour Magne, infine, è situata all’interno del già citato Jardin de la Fontaine, nei quali c’è anche il Tempio di Diana. La torre si erge imponente in cima al Mont Cavalier e rappresenta un trofeo o una torre di guardia dell’epoca di Augusto. Dalla sommità si può apprezzare un favoloso panorama sulla città e sui dintorni, sempre che si abbia voglia di “scalare” i centoquaranta gradini (contati, uno per uno!).

Da Orange ad Arles, vestigia romane dappertutto
Il teatro romano di Orange durante le Chorégies
Il teatro romano di Orange durante le Chorégies

Vaison La Romaine (attenzione ad andarci ad agosto, c’è uno dei più importanti festival di cori a livello mondiale e non si trova un posto in hotel neanche a pagarlo oro) e il teatro antico di Orange sono due mete romane “minori”, ma solo nel senso di meno conosciute.
Vaison La Romaine è una bella cittadina adagiata sulla riva destra dell’Ouvèze, ma conserva forti tracce del suo passato e l’ufficio turistico locale non manca di ricordarlo. In particolare, sono bellissimi gli scavi del Puymin e di la Vuillasse, che contengono vestigia importanti di statue, mosaici e resti termali. Del teatro del I secolo a.C. restano solo le fondamenta della scena e le prime file delle gradinate.
Altra cosa è il teatro romano di Orange, costruito sempre sotto l’imperatore Augusto nel I secolo d.C.. Dichiarato patrimonio mondiale dell’Unesco, è conservato in maniera eccezionale e dà l’impressione davvero di trovarsi di fronte a qualcosa di unico. Anch’esso, come la maggior parte dei teatri romani, è ancora in uso: vi si tengono le Chorégies, una rassegna di musica classica e operistica fra l’ultima settimana di luglio e la prima di agosto.

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Veduta di Arles
Veduta di Arles

Altra meta assolutamente da non tralasciare, Arles. E’ una città bellissima, costruita con l’architettura tipica della Provenza più “spinta”, il cui cuore, però, è costituito, anche in questo caso, dalle vestigia romane, ovvero teatro e arena. Senza dimenticare i resti delle terme, che testimoniano di un luogo di svago e benessere speciale; di sicuro non aveva assolutamente nulla da invidiare ai moderni resort che ci vengono propinati a prezzi inaccessibili. Se poi avete la fortuna di alloggiare in un hotel come le Cloître, un gioiello ricavato da un chiostro e gestito da un proprietario simpaticissimo, a cento metri da alcuni di questi gioielli, ancora meglio.

Case medievali nell’Arena; oggi corride pasquali
L'arena di Arles
L’arena di Arles

L’Arena di Arles è più piccola di quella di Nîmes, quindi più raccolta, e ancora oggi viene usata per le corride – la cosiddetta feria – che si tengono ogni anno nel periodo primaverile e la rendono punto di incontro di appassionati di ogni parte d’Europa. È anche un po’ meno capiente rispetto a quella di Nîmes, “solamente” ventimila spettatori. Occupa una grande piattaforma tagliata nella roccia ed è provvista di una serie di gallerie con più di sessanta aperture. La parte alta delle gradinate è andata distrutta nel corso dei secoli, ma lo stato generale di conservazione è più che buono.
La curiosità più stupefacente e sembra incredibile pensare sia successo, è che, nel corso del Medioevo, questa arena è stata riempita da un gran numero di palazzi e chiese che ne avevano evidentemente stravolto l’architettura: l’immagine che se ne può apprezzare nei disegni dell’epoca ricorda una di quelle cittadelle fortificate medioevali, solo che sotto c’era l’arena romana.
Vicino ad essa, sul lato ovest, si trova il teatro, del I secolo a.C.; le gradinate sono imponenti e collocate su un insieme di gallerie concentriche; una parte del portico esterno si può ancora vedere dal lato del giardino e anche la scena è ancora visibile, come il muro dello sfondo decorato, in origine, da ben un centinaio di colonne delle quali ne restano, però, soltanto due.

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Arles, il teatro romano
Arles, il teatro romano

Altra tappa obbligatoria ad Arles, come si è detto, sono le terme di Costantino, forse il luogo, se non più bello, più affascinante di questo tour nella Francia Romana alla ricerca dei segni lasciati dall’Urbe.
Sono poste nella parte nord della città, vicino alle rive del Grand Rhône e risalgono al IV sec. d.C.. Solo una parte ne è stata portata alla luce, ma è favoloso immaginarsi come devono essere state in tutta la loro bellezza, vero e proprio punto di riferimento anche sociale per i cittadini di Arles antica. Ancora oggi si distinguono in maniera chiara il calidarium, con un’elegante abside semicircolare e i poderosi muri del tepidarium.
Sono favolose, così come molti di questi esempi della Francia romana che abbiamo presentato; forse questi sono i più importanti, ma ce ne sono anche altri: per esempio il sito di Glanum vicino a Saint Rémy de Provence, bello e molto ben sponsorizzato dall’organizzazione turistica francese. Sorpresa, quest’ultima si basa molto, più di quanto sarebbe stato lecito immaginare, sulle vestigia di Roma antica: una bella “rivincita”, non c’è che dire, per noi e, in particolar modo, per i Romani di ieri e di oggi: a forza di prenderle da Asterix e Obelix forse ne avevano bisogno.

Notizie utili

Hotel suggeriti :
Arles, Le Cloître, 16 rue du Cloître, 0490962950, www.hotel_cloitre@hotmail.com
Nimes, Majestic, 10 rue Pradier, 0466292414, maijestic.hotel@wanadoo.fr
Orange,  l’Herbier d’Orange, 8 place aux Herbes, 0490340923, info@lherbierdorange.com

Ristoranti suggeriti :
Arles, Le Grillon, 36 rondpoint des Arènes, 0490967097
Nimes, Le Magister, 5 rue Nationale, 0466761100
Vaison La Romaine, Le Bateleur, 1 place Th-Aubanel, 0490362804

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