Lunedì 26 Ottobre 2020 - Anno XVIII
Treviso, dove il vino è “mitteleuropeo”

Treviso, dove il vino è “mitteleuropeo”

La tradizione e la passione di un’intera famiglia dedicata alla produzione di vini di pregio e dunque “storici”. Dal Settecento, vigneti e vini preziosi. Rendono poco in denaro, ma moltissimo in qualità

La famiglia Collalto de Croÿ
La famiglia Collalto de Croÿ

 

Il suo nome è dato dal distretto della Stiria (Austria) dove era inizialmente coltivato, cioè “Wildbach”, che significa letteralmente “torrente selvaggio, non imbrigliato”. Caratterizzato da un luminoso color rubino, il Wildbacher Colli Trevigiani IGT Conte Collalto è frutto di un vitigno importato dalla famiglia Collalto nel ’700. Proprio sulle colline trevigiane ha trovato l’unica zona italiana dove ambientarsi alla perfezione.

Tra le due sole cantine al mondo a produrre ancora questo vino c’è Conte Collalto, con sede a Susegana (Treviso), guidata dalla principessa Isabella Collalto de Croÿ. L’azienda è la più antica e più ampia proprietà vitivinicola della provincia di Treviso e comprende oltre 150 ettari di vigneto: un autentico giardino vitato allevato con estrema cura e rispetto delle esigenze colturali di ogni singola tipologia di uva e dell’intero ecosistema. Accanto al Glera (vitigno componente base del Prosecco), punta di diamante della cantina, Conte Collalto cura con orgoglio e dedizione la coltivazione di alcuni vitigni autoctoni del territorio trevigiano, delle autentiche rarità enologiche. Tra queste compare anche il Wildbacher.

Wildbacher per tutti i cibi

Isabella Collalto de Croÿ
Isabella Collalto de Croÿ

È perfetto con le carni di maiale, alla brace o stufate e con tutte le preparazioni a base di cacciagione (salumi, primi e secondi piatti), nonché con piatti della tradizione come “radici e fasioi”. Delizioso se abbinato a formaggi stagionati e saporiti, è adatto anche a un moderato affinamento in bottiglia.

È di vendemmia tardiva (solitamente a fine ottobre); il grappolo è piccolino, ricco di vinaccioli più che di polpa e gli acini presentano una buccia scura e spessa. “Ha una bassissima resa per ettaro – osserva la Principessa – il che significa che non si tratta di una produzione a fini commerciali: vogliamo continuare a portare avanti una tradizione per pura passione. Con il Wildbacher non si fa il bilancio dell’azienda, ma la storia enologica di un territorio”. (02/05/2012)

 

Info: www.cantine-collalto.it

Colline dal microclima perfetto

Veduta aerea della cantina, dei vigneti e del castello sullo sfondo
Veduta aerea della cantina, dei vigneti e del castello sullo sfondo

“Il Wildbacher dei Colli Trevigiani – spiega Isabella Collalto – avrebbe rischiato di scomparire se non fosse stato impiantato dai miei antenati nella loro proprietà. Oggi fa parte del patrimonio viticolo italiano ed è considerato autoctono trevigiano. Ne vado molto fiera perché per me non rappresenta solo un vino ma è un pezzo della storia della mia famiglia”.

Le colline di Collalto offrono un habitat che sposa perfettamente la natura del vitigno, squisitamente mitteleuropea: i territori sono composti in giusta percentuale da argille calcaree, con un clima mediterraneo che incontra quello alpino, favorendo la creazione di particolari microclimi con forti escursioni termiche notturne, specie durante la fase di maturazione delle uve.

Il Wildbacher Colli Trevigiani IGT Conte Collalto colpisce per la sua particolare finezza di profumi che ricordano i piccoli frutti di bosco e le erbe fini. Sapido ed equilibrato, è riconoscibile per il suo retrogusto di mandorla amara che sposa una cucina prevalentemente di carne.

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