Lunedì 22 Luglio 2024 - Anno XXII

In Kerala tra ayurveda e cardamomo

Alle prese con una disciplina antichissima e un po’ misteriosa, per concludere (magari) che danno maggiore salute e piacere le rinomate spezie di mezza montagna

In Kerala tra ayurveda e cardamomo

 

Come in precedenza precisato, la descrizione della mia gita nel Kerala inizia da Cochin, capitale economica e storica (nella più british Trivandrum hanno invece sede il governo e l’amministrazione dello Stato). E trattandosi del migliore porto della costa del Malabar, a Cochin approdarono sia Vasco da Gama (mitico navigatore, da cinque secoli personaggio della Storia portoghese e universale), sia i due nostrani Marò (la cui nota vicenda, invece, non si è ancora conclusa, e se la legge indiana è come quella italiana, campa cavallo…).

Medicina Ayurvedica. Cos’è?

In Kerala tra ayurveda e cardamomo

E appena giunto a Cochin (Kochi, più moderno e meno coloniale, ma attenzione, perché sulle carte geografiche si legge in corpo ben più grosso Ernakulam, il grande agglomerato urbano sulla terraferma) ho tentato di capire, venire a capo della medicina Ayurvedica. Ma, non me ne voglia il baldo lettore, non ci sono riuscito (meglio essere franchi e non imitare i politici nostrani menanti il torrone). Perché, commentai nella puntata precedente, questo Corpore Sano in salsa indiana sarà pure di gran moda ma (o forse è proprio questo il motivo) c’è qualcosa che non mi convince. Nel senso che m’è venuto qualche dubbio vedendo in giro (non parliamo poi su dépliants turistici e di alberghi e B&B) troppe e troppo sbandierate Cose Ayurvediche (pubblicità, scritte, riferimenti, gabinetti, dottori, ricette, cure, mancavano i sex clubs ayurvedici ma solo perché in India non esistono queste meritorie istituzioni, peraltro rese superflue dal Kamasutra).

“Dubbi” pratici ayurvedici

In Kerala tra ayurveda e cardamomo

Qualche perplessità, preciso, non certo sulla validità (ci mancherebbe altro) di questa antichissima scienza sanscrita, bensì sulla possibilità che tra cotanta inflazione – e ben si sa che la quantità va a scapito della qualità – qualcuno “ci marci”, improvvisi inventandosi santone o peggio ancora doctor senza pezzo di carta o quantomeno un minimo di pratica. Preciso però, onestamente, che sul boom ayurvedico non ho convenientemente indagato e posso solo una mia irrilevante esperienza personale (che però ha prodotto il benefico effetto di concedermi un piacevole flashback). Acquistato in una farmacia (ça va sans dire) ayurvedica un olio ayurvedico (te pareva, ma non credo che esistano farmacie miste vendenti contestualmente l’Alka Seltzer e medicamenti autoctoni) e spalmatolo su un ginocchio dolente, dal ‘profumato odore’ ho subito capito, con sorpresa inferiore solo alla delusione, che trattavasi dello stesso identico olio canforato che ragazzino annusavo negli spogliatoi del Novara Calcio ai massaggi dei footballeurs. Altro che ayurquelchelè.

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