Domenica 7 Marzo 2021 - Anno XIX
Santa Maria Novella, innamorarsi delle essenze profumate

Santa Maria Novella, innamorarsi delle essenze profumate

L’Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella a Firenze è una gioia per gli occhi, per il naso e per la psiche. Qui si può comprendere un concetto che non è facile afferrare, quello di alchimia. Boccette di vetro austere, così come le etichette dei prodotti. E questo è proprio stile, il vero stile

Santa maria Novella

Santa Maria Novella, Antica Spezieria

L’Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella è uno dei negozi più belli di Firenze, anche se chiamarla negozio è un po’ riduttivo. È come entrare dal Tiffany delle essenze profumate. Entri e sei avvolto da una nuvola. Arrivi ai banconi di legno e il tuo naso è già innamorato. Compreresti tutto. Le signorine che ci lavorano sorridono e sono di una cortesia rinascimentale, mai affettata né subordinata all’acquisto. Puoi provare tutto e non comprare nulla e le vedrai sempre mostrare la stessa gentilezza. I menù con la lista dei prodotti e la descrizione delle loro caratteristiche sono tradotti in decine di lingue. In mancanza di fondi o d’ispirazione essi già da soli costituiscono un valido souvenir. Meravigliose sono l’orangerie e la sala affrescata, ma la cosa più seducente è l’odore di pulito, di buono: è uno dei rari posti di cui si porta chiaro dentro di sé un ricordo olfattivo. Perché in questo posto la fragranza non è solo accidente e vanità, ma diventa sostanza. Qui si può comprendere un concetto che non è facile afferrare, quello di alchimia.
Le boccette, di vetro, sono austere, così come le etichette dei prodotti. E questo è proprio stile, il vero stile.

Medicamenti per il corpo e per la psiche

Santa maria novella colonie

La lavorazione delle colonie

Vengono in mente i frati domenicani di Santa Maria Novella che per secoli hanno creato medicamenti e acque profumate, in tempi in cui il solo lavarsi era già una medicina. Avevano iniziato nel Trecento con l’infermeria del convento per arrivare nel Seicento alla farmacia per tutti. Era il 1612, anno di fondazione dell’Officina.
Anche adesso qui ci sono medicamenti per il corpo, ma anche per la psiche. Una sniffata all’acqua di Gigli o all’acqua di Maggio o a quella di Erba di Santa Maria (ma ci sono anche profumi, essenze, saponi e candele), in quanto a terapia, è un placebo migliore di tanti analgesici e anche di qualche farmaco mio-rilassante. Alla fine i prezzi non sono più elevati di quelli di una profumeria, ma l’impressione che si porta con sé uscendo è del tutto unica. È la bellezza dell’annusare (e anche del vedere) che arriva diritta al cervello e – davvero si fa fatica a spiegarsi perché le sensazioni collegate all’odorato sono quelle che nelle visite ai luoghi si trascurano di più – ammorbidisce l’anima. Alla farmacia non si deve andare per comprare, non è obbligatorio. Si entra per curiosare, ci si inebria di profumo e si esce di buon umore. Una cosa in più da vedere in una città che inebria per tutto il resto.

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