Lunedì 17 Giugno 2024 - Anno XXII

Tunisia turistica: da Tunisi alle oasi nel deserto

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Si conclude il racconto del nostro viaggio in Tunisia con l’ultima tappa. Dalla capitale Tunisi all’esotica Tozeur, passando dalla Città Santa di Kairouan e da El Kantaoui, il più sciccoso resort balneare della costa mediterranea africana

tunisia-cattedraleUltimata la mia ennesima visita a Tunisi si parte in minibus per una gita nelle più importanti località turistiche della Tunisia guidati da Frej Fekih (pensa lui agli scrivani turistici nel nome e per conto dell’ufficio del Turismo in quel di Milano). Vado pertanto a Kairouan, Tozeur e El Kantaoui, posti assai differenti che pertanto permettono una conoscenza globale e multiforme della Tunisia. Che sarebbe poi il Paese africano certamente più ‘europeo’ tra quelli mediterranei del cosiddetto Continente Nero. Si pensi al non trascurabile dettaglio storico delle (già menzionate nelle precedenti puntate) Guerre Puniche, la più che secolare vicenda che più intrigò la Roma Caput Mundi e – dopo la sua risoluzione – diede il via al suo dominio sull’Europa.
Un’escursione automobilistica, quella comandata da Fekih, lunga poco meno di 1000 kilometri, per la precisione 452 da Tunisi a Tozeur (via Kairouan, 155 da Tunisi), 336 a El Kantaoui (che poi sarebbe la appendice deluxe di Sousse/Susa, terza città della Tunisia nonché importante polo turistico) e infine 140 nella tratta finale del ritorno alla capitale. E informo inoltre che lungo quest’ultimo percorso, l’italico viaggiatore (se aficionado alla storia contemporanea del Belpaese, non parliamo poi se politicamente legato ai garofani rossi) potrebbe anche essere tentato da una visita alla arcinota Hammamet, ospitante l’esilio di Bettino Craxi.

Kairouan la grande Moschea e i serbatoi d’acqua
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Kairouan Grande Moschea

Ma (non senza accennare a Monastir, a un tiro di schioppo da Sousse, non perché patria di Fekih, bensì trattandosi di storica località con magnifica Ribat, fortezza, e intrigante Kasbah), molliamo la politica italiana, e anche quella tunisina. Mi riferisco ai recenti attentati- tremendo quello al Bardo –  che hanno messo in ginocchio il Turismo nel Paese (ma, già detto, l’affanno dei tempi moderni aiuta ormai a dimenticare in fretta e, guarda caso, scrivo mentre le vicende terroristiche di Parigi hanno reso Bruxelles una città deserta, morta … c’est la vie … d’oggidì….).
A metà strada tra il Mediterraneo e le montagne della Dorsale tunisina, Kairouan, Città Santa, nell’800, in seguito alla conquista araba faceva parte del Califfato degli Abbassidi e deve la sua storia, quindi l’attuale fama (e la merita tutta) alla dinastia degli Aglabiti che ne fecero la capitale della provincia di Ifriqiya, che poi vuol dire Africa. E per capire i livelli di splendore a cui giunse – in quei secoli bui per l’Europa – la cultura araba (peraltro ne esiste identica documentazione nella dirimpettaia Sicilia) a Kairouan basta visitare la grande Moschea e soprattutto (a modesto avviso dello scrivente) i grandi serbatoi d’acqua costruiti nella periferia della Città Santa. Il principale bacino, circolare (diametro 128 metri!) fu tanto esemplare e valida opera di ingegneria da suscitare l’ammirazione dei sapienti dell’Europa medioevale (e se si parla di acqua, irrigazione quindi agricoltura, si pensi al Levante della Spagna, anch’esso reso giardino dagli arabi di Al Andalus).

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Shopping, cultura, siti archeologici e il Colosseo di El Jem
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Colosseo El Jem

Aglabiti a parte, per il turista shopping – dipendente, Kairouan è oltretutto un bengodi in cui scatenarsi alla ricerca di bei lavori dell’artigianato locale, mentre per il viaggiatore che cerca cultura è comodo punto di partenza per ammirare intriganti quanto poco noti siti archeologici dell’antica Roma (e, ma absit iniuria verbis, forse meglio preservati e mostrati di alcuni monumenti del Belpaese …). Merita molta attenzione Sbeitla (l’opuscolo – guida di Kairouan precisa che c’è pure un campidoglio), che bello l’Arco di Traiano a Makhtar, per non parlare (ebbene sì, lo confesso, e quel balosso del Fekih non m’ha portato a vederlo, ma l’ho perdonato, il tempo fu tiranno, chissà che si riscatti ivi invitandomi a breve) del mio Grande Amore (e pertanto ne sono gelosissimo, ben lieto che sia assai poco conosciuto): il Colosseo di El Jem! Un monumento, che è un gioiello, e neanche “nel suo piccolo”, dato che, quanto a dimensioni, tra i Colossei è inferiore solo a quelli di Roma e di Capua. Ma, soprattutto, com’è bellamente preservato e presentato (per non parlare della – termine assai di moda e pertanto lo uso anch’io – della placida location in cui ammirarlo)!

Tozeur: panorami esotici, notti stellate nel deserto
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Monti di Tozeur

Meno storia, religione, archeologia e vestigia storiche nella tappa finale della gita. A Tozeur. Ormai mèta di un turismo estremamente variegato, Tozeur è tuttora visitata dall’esotico viaggiatore attirato ed esaltato dalla letteratura ottocentesca, le carovane dei cammelli, le stellate notti desertiche. Ma non manca un turismo voglioso di relax e (da un’Europa ormai ammorbata da polveri sottili o quant’altro mefitico) alla ricerca “dell’aria pura” (e meno umida, non volano forse i reumatizzati pensionati canadesi fino alla ‘secca’ Arizona?). E Tozeur è così diventata una grossa mèta turistica, con escursioni che il turista apprezza appunto per gli esotici panorami (mica per niente da queste parti si è girato “Guerre Stellari” e il set è meta di escursioni). E poi, confessiamolo, che goduria in quelle Palmeraies dispensanti saporiti datteri (mica quelli secchi e duri che mangiamo alla fine dei pranzi natalizi, e che buono l’aceto che vi si estrae) e altre delizie palatali nascenti dall’agricoltura delle oasi (qui l’irrigazione è naturale, ancorché ben regolata da umane mani). E tra le gite in partenza da Tozeur bella quella ‘montagnosa’ che si arrampica fino a Chebika (oasi tra i monti e poi una valle con generoso fiume che la percorre).
Ma la più bella, anzi la più impattante delle visioni nella zona resta per certo quella del Chott el Jerid, esteso (7000 kmq) lago salato in cui madre natura s’è divertita a creare quanti più scherzi (in primis quelli ottici) un viaggiatore possa, e voglia, godere.

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Leggi le puntate precedenti: 
1. “La Tunisia attraverso la storia
2. “Tunisi, il museo Bardo e Cartagine

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La cucina del sole. Gusti e profumi millenari della Tunisia

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