Giovedì 1 Dicembre 2022 - Anno XX
Domenico Ghirlandaio, Cenacolo di Passignano

Domenico Ghirlandaio, Cenacolo di Passignano

A Passignano torna il Ghirlandaio

La Badia di San Michele Arcangelo a Tavarnelle val di Pesa, nel fiorentino, presenta gli affreschi restaurati di Domenico Ghirlandaio e Bernardo Rosselli. Capolavori di fine Quattrocento, rinascono grazie al contributo di mecenati

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Dettaglio del Cenacolo

Il refettorio della Badia di San Michele Arcangelo, a Passignano, rinasce grazie al mecenatismo americano. Friends of Florence, fondazione no-profit e i Marchesi Antinori, produttori di vino fiorentino, hanno sostenuto la spesa per il restauro degli affreschi nel refettorio, della Badia nel comune di Tavarnelle val di Pesa, in provincia di Firenze. Le opere da pochi giorni visibili al pubblico sono L’Ultima Cena di Domenico Ghirlandaio e due opere di Bernardo Rosselli, La cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso terrestre e Caino che uccide Abele del 1474. I lavori sono stati possibili, tra l’altro, da una donazione di 200 mila euro di Friends of Florence. “E’ il primo intervento al di fuori della città di Firenze”, ha detto Simonetta Brandolini d’Adda, presidente. “Insieme a Piero Antinori e alla soprintendenza Belle Arti e Paesaggio, siamo intervenuti per salvare opere che altrimenti rischiavano di perdersi”.

Luce e colori del Quattrocento

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Particolare del volto  reclinato tra le braccia del Cristo

La storia della Badia e del refettorio è travagliata. L’ultima Cena del Ghirlandaio risale al 1476, le opere di Rosselli sono del 1474. Dopo l’unità d’Italia, il monastero subì la legge del 1866 sulla soppressione dei conventi e fu acquistato dai conti Dzieduszycki. L’edificio fu ristrutturato, il refettorio divenne un salone di rappresentanza e vennero aggiunte decorazioni geometriche. Nel 2002, quando iniziò il restauro, non soltanto si lavorò a pulire e ridare luce a colori agli affreschi, ma sotto le decorazioni dell’Ottocento vennero ritrovate altre pitture murali, realizzate da Benedetto e Cesare Veli, sul finire del Cinquecento.
Oggi il pubblico può vedere, restaurate, le opere di Ghirlandaio e Rosselli e la volta lunettata, mentre gli altri affreschi sono in attesa di un ulteriore progetto di recupero.

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